8 punti militari sull’Ucraina: forse per la Russia non va così male

Aggiornamento: 9 apr

di Alessandro Vivaldi e Gen. Francesco Ippoliti

Figura 1 - Javelin americano

Introduzione


La presente breve analisi nasce dalla necessità di spiegare quanto – in questo momento – sia difficile comprendere a fondo la situazione militare sul terreno in Ucraina. Nell’opinione pubblica occidentale impazza l’idea che la Russia stia avendo seri problemi nella sua invasione. Nella realtà dei fatti, secondo chi scrive, questo non è necessariamente vero. Comprendere la situazione sul terreno, in questi casi, è estremamente difficoltoso per molteplici fattori, primo dei quali la cosiddetta “nebbia di guerra” con annessa guerra informativa. Nel tentativo di mantenere intatta la “combat readyness” (preparazione al combattimento - che non è solo materiale, ma anche psicologica) dei propri asset militari, nonché del fronte interno, i belligeranti tendono sempre a propagandare perdite nemiche in eccesso e a nascondere le reali perdite proprie.


A questo si aggiunge che la guerra in Ucraina – come tutti i conflitti – mostra dei nuovi sviluppi, spesso inattesi dagli stessi specialisti militari, che potranno essere compresi solo a guerra finita. Tra questi al momento – parere dello scrivente – rivestono particolare importanza l’esplodere spropositato della guerra informativa e la decadenza delle forze corazzate con un’impressionante ribalta della fanteria con potenzialità anticarro e antiaeree.


Un altro fattore non indifferente circa la poca validità delle analisi militari finora viste nell’opinione pubblica occidentale, è che esse o provengono da analisti civili con conoscenze militari pari pressoché a zero, oppure da comandanti statunitensi e britannici che parrebbe debbano più giustificare – il che non sorprende – le défaillance NATO recenti più che giudicare con occhio oggettivo la performance russa.


Altro fattore da considerare, ovviamente, è il notevole impianto di bias cognitivi degli analisti che tendono a comparare il conflitto attuale con conflitti precedenti che, giocoforza, avevano delle caratteristiche totalmente diverse.


Per questa analisi, oltre all’innumerevole quantità di filmati e immagini visionate, saranno utilizzate come fonti generali il The Military Balance 2021 dell’International Institute for Strategic Studies (ci perdoneranno i lettori se non abbiamo ancora ricevuto quello del 2022 al simpatico costo di oltre 500 sterline!) e il conteggio effettuato da Rochan Consulting per quanto concerne le forze russe in campo a inizio invasione. Per entrambe le fonti stimiamo un margine d’errore potenziale del 20%. Nel primo caso perché la fonte, generalmente affidabile, non è comunque aggiornata (i numeri sono del 2020). Nel secondo caso, la fonte non può essere confermata da altre indipendenti, ma la usiamo perché già ripresa da buona parte delle stime dell’opinione pubblica occidentale.


Per quanto attiene le perdite, segnaliamo Oryx, che sta aggiornando costantemente le perdite con conferma visiva OSINT, il cui margine di errore è stimato attorno al 15% (che, come vedremo, non può dare conto reale delle perdite effettive, ma sono di quelle per ora confermate).


Il commento


Al fine di far comprendere al lettore la complessità insita in un’analisi militare durante i fatti bellici, priva però del supporto di fonti intelligence chiuse, abbiamo chiesto al Generale Francesco Ippoliti – già effettivo al Reparto Informazioni e Sicurezza dello Stato Maggiore della Difesa, Vicecomandante della Brigata Informazioni Tattiche e addetto militare a Teheran, oggi membro del Comitato Scientifico di Mondo Internazionale APS, di commentare i punti presentati. Ogni commento sarà visibile in colore rosso.