Il bilancio cinese per la difesa crescerà, ma non solo per spaventare i rivali

Aggiornato il: apr 30

di Nicolò Rizzo

1. Introduzione: il budget cinese per la difesa cresce anche quest’anno

Dal 4 all’11 marzo si è svolto l’evento politico annuale più importante per la Cina: le “due sessioni”, termine con cui ci si riferisce alla sessione plenaria dell’Assemblea nazionale del popolo e della Conferenza politica consultiva del popolo cinese. Nel corso di esse, la leadership ha passato in rassegna il lavoro del governo nell’anno precedente e ha fissato gli obiettivi per l’anno in corso e oltre. Tra i vari annunci, quello del budget dedicato alle spese militari attira puntualmente l’attenzione del mondo diplomatico e militare. Secondo il bilancio provvisorio presentato dal Ministero delle finanze, tali spese subiranno un incremento del 6,8% nel 2021, per un ammontare totale di circa RMB 1.267.992 ($209 miliardi), l’1,3% del PIL nominale cinese. In tal modo, la Repubblica popolare consolida il suo posto come secondo Stato per spese militari, dietro gli Stati Uniti. Secondo il portavoce dell’Assemblea nazionale del popolo Zhang Yesui, tale incremento “è necessario per salvaguardare la sovranità e gli interessi legati allo sviluppo, adempiere le responsabilità e gli obblighi internazionali della Cina e promuovere la trasformazione delle forze armate cinesi con caratteristiche cinesi”. Vista la sensibilità dell’argomento, è interessante esaminare quali siano le determinanti che conducono alla crescita costante del bilancio dedicato alla difesa. Tale crescita non è necessariamente dovuta solo a fattori esterni, giocando la politica interna della Repubblica popolare un ruolo chiave.


2. Il bilancio per la difesa

Il bilancio del 2021 presentato all’Assemblea nazionale del popolo riporta una figura complessiva delle spese per la difesa, ma non specifica l’ammontare delle singole voci. Queste ultime sono rivelate solo occasionalmente e discrezionalmente dal Ministero della Difesa in altre pubblicazioni come i libri bianchi. Ad esempio, il libro bianco del 2019, oltre al bilancio complessivo, dettagliava l’ammontare delle spese per il personale; per l’addestramento e la manutenzione e per l’equipaggiamento nel periodo 2010-2017. È degno di nota come il bilancio per la difesa non solo non riporti le singole voci, ma non includa nemmeno tutte le spese militari. In particolare, tre tipologie di spese sono escluse: quelle di natura commerciale e industriale; i programmi riguardanti lo sviluppo di tecnologie militari di punta; i programmi gestiti direttamente dalla Commissione Militare Centrale. Esempi del primo gruppo sono i sussidi governativi alle aziende del settore della difesa; i fondi per la mobilitazione; i ricavi da vendite di terreni di proprietà delle forze armate o di surplus di raccolti prodotti da alcune unità; i bonus per l’arruolamento degli studenti universitari; i costi operativi delle basi militari provinciali.

Figura 1 - Budget ufficiale e Stima SIPRI, SIPRI

Nella seconda categoria rientrano i fondi per il programma spaziale e in generale per la ricerca e lo sviluppo di tecnologie militari d’avanguardia, come quelle anti-satellite e l’informatica quantistica. Si tratta di voci tutt’altro che trascurabili, che ammontano verosimilmente tra i 14 e i 31 miliardi di dollari, e la cui importanza è dimostrata dal quattordicesimo piano quinquennale, che prevede una strategia per l’Esercito popolare di liberazione (EPL)[1] fondata sull’innovazione. La terza categoria comprende le spese militari che ricadono direttamente sotto la responsabilità della Commissione Militare Centrale del Partito comunistacinese, la più alta autorità militare. Tra di esse sono di grande rilievo le spese per la Polizia armata del popolo (PAP) e la Guardia Costiera Cinese. La prima è una vera e propria forza paramilitare, il cui compito principale in tempo di pace è di assicurare la stabilità interna. Tuttavia, essa può facilmente essere dispiegata per svolgere azioni militari in caso di conflitti armati. Inoltre, la PAP gioca un ruolo sempre più importante in politica estera in Paesi dell’Asia centrale quali l’Afghanistan e il Tajikistan, particolarmente nel campo dell’antiterrorismo. La Guardia Costiera Cinese è stata creata nel 2018 e posta sotto il diretto comando della PAP, e quindi della Commissione Militare Centrale e non del governo. Si tratta di una seconda marina de facto, ben armata e cruciale nel sostenere le rivendicazioni cinesi nel Mar cinese meridionale e nel Mar cinese orientale. Non è un caso che il Giappone abbia mostrato più volte le proprie preoccupazioni a riguardo, da ultimo dopo l’approvazione della legge cinese sulla guardia costiera, che la autorizza a prendere tutte le misure necessarie, incluso l’impiego della forza, nella difesa delle acque sotto la sua giurisdizione qualora se ne presentasse la necessità.


3. L’importanza di spendere di più: l’esercito del Partito

Dopo aver esposto i dovuti caveat nell’analizzare il bilancio delle spese per la difesa, è importante chiedersi quali siano i fattori che portano ad un aumento costante del budget. La risposta immediata è che esso sia dovuto al contesto internazionale sempre più instabile e alla crescente rivalità tra Pechino e le Potenze medie e grandi. Si potrebbe quindi pensare che a una riduzione degli attriti tra gli attori regionali e la Repubblica popolare e tra quest’ultima e gli Stati Uniti potrebbe corrispondere una diminuzione delle spese militari. Tuttavia, tale argomento non esaurisce la totalità delle determinanti che spingono Pechino ad allocare sempre più fondi alla difesa. I calcoli cinesi non sono fondati unicamente sulle rivalità diplomatiche. Altrimenti, non si spiegherebbe perché il bilancio per la difesa abbia continuato a crescere anche nel corso degli anni ’90 e dei primi anni 2000, quando la Guerra Fredda era ormai finita e il contesto internazionale non era ostile a Pechino. Ai fattori esterni bisogna quindi aggiungere altre 3 tre ragioni “interne”: i rapporti tra il PCC e l’EPL, l’ideologia, la questione di Taiwan. L’EPL è la forza armata del Partito comunista cinese (PCC) prima ancora che della Repubblica popolare. Gli osservatori occidentali spesso tendono a dare poco rilievo a quest’aspetto, che però è cruciale. Infatti, l’EPL è forse la maggiore garanzia per il mantenimento del potere da parte del PCC. Si tratta di una verità che è ben presente nelle menti dei leader comunisti sin dal sesto plenum del sesto congresso del PCC del 1927, quando Mao Zedong spiegò:


“Ogni comunista deve assimilare la seguente verità: che "il potere politicosta in fondo alla canna del fucile." Il nostro principio è che il Partito comanda i fucili, mentre è inammissibile che i fucili comandino il Partito.” (Tratto da: Mao Zedong,Citazioni Dalle Opere Del Presidente Mao Tse-Tung, Feltrinelli, 1969)

A testimonianza dell’importanza che il PCC attribuisce al controllo sull’EPL vi è il ruolo svolto dai Commissari politici. Tra i loro compiti rientrano la propaganda e la promozione della dottrina politica del PCC all’interno dell’EPL, onde assicurarsi che l’ideologia della leadership politica sia conosciuta e rispettata all’interno delle caserme. Il ruolo dell’EPL come forza armata del PCC è stato più volte sottolineato anche da Xi Jinping ed è uno dei pilastri del “Pensiero di Xi Jinping per un esercito forte” (习近平强军思想), ossia la visione del leader cinese per riformare e rafforzare l’EPL rendendolo sempre più fedele al PCC. A tal fine, a dicembre 2020 è stata emendata la legge sulla difesa nazionale, che allinea la legislazione in materia con il programma di Xi Jinping e consolida la disciplina di Partito dell’EPL, ad esempio aggiungendo all’articolo 59 l’ammonizione che le truppe devono essere fedeli al Partito.

4. “Un Paese prospero con un esercito forte”

Stanziare fondi per la difesa non richiede però solamente la volontà politica, ma anche uno sforzo della popolazione, che dovrà rinunciare ad allocare le risorse ad altri scopi in favore dei programmi militari. È quindi necessaria una cultura politica che, pur se non condivisa dalla totalità della popolazione, sia sorretta da un discorso che giustifichi tale scelta e renda sopportabile lo sforzo richiesto. Il PCC ha impiegato molte delle sue energie al fine di plasmare tale cultura politica e le fonti da cui il suo discorso politico attinge sono varie. Esse spaziano dalla cultura tradizionale, al marxismo-leninismo, alla tradizione politica occidentale. Così, per realizzare l’obiettivo del “Grande rinnovamento della nazione cinese” si sostiene la necessità di avere un esercito forte, così da realizzare l’ideale di un “Paese prospero eun esercito forte” (富国强军), espressione che risale al periodo degli Stati combattenti (V-III secolo a.C.). D’altra parte, il “pensiero diplomatico di Xi Jinping” (习近平外交思想) è coerente con la teoria marxista-leninista. Pechino approccia le proprie relazioni diplomatiche con le Potenze attraverso unalente leninista, laddove traspone la lotta tra capitalisti e proletari nell’arena internazionale. In tal modo, quest’ultima diviene il teatro di competizione tra le Potenze in ascesa, ossia la Repubblica popolare, e le Potenze affermate, vale a dire gli Stati Uniti. I fini di questa competizione sono vari: acquisire influenza, appropriarsi di risorse scarse o attrarre capitali. Inoltre, gli strateghi cinesi alimentano il discorso politico in favore del rafforzamento dell’EPL attingendo dalla tradizione diplomatica occidentale. Non è raro che essi sottolineino come sia la potenza militare statunitense, prima ancora che il sistema internazionale liberale, a consentire agli Stati Uniti di mantenere il ruolo di Paese leader. L’EPL è così la garanzia che non si ripeta più quanto avvenuto durante il “Secolo delle umiliazioni” (百年国耻, 1839-1949), iniziato con la prima guerra dell’oppio (1839-1842) conclusasi con la cessione di Hong Kong al Regno Unito e terminato con la sconfitta del Giappone e la fondazione della Repubblica popolare, durante il quale la Cina si ritrovò impotente di fronte alle Potenze straniere.

5. La questione di Taiwan

Un altro punto è certamente chiaro alla Cina: non è possibile completare il processo di rinnovamento nazionale senza la riunificazione nazionale. Il ritorno di Taiwan sotto il controllo della Repubblica popolare è per Pechino una questione interna. In altre parole, la Cina non sarà soddisfatta finché non avrà ottenuto la riunificazione con l’isola di Taiwan, che però non è mai stata sotto il controllo del governo comunista. A tal fine vi sono 2 ostacoli: le relazioni sino-taiwanesi e quelle sino-americane. Nel rapporto presentato alle due sessioni del 2021 il governo cinese ha riaffermato la propria volontà di portare a termine una riunificazione pacifica con l’isola ribelle, impegnandosi a promuovere scambi tra l’isola e il Continente. Allo stesso tempo, i Taiwanesi sono avvertiti che Pechino resterà altamente vigilante e scoraggerà qualsiasi attività che promuova l’indipendenza dell’isola. Davanti al disegno cinese si pone però un ostacolo, in quanto solo il 5,1% dei Taiwanesi si dice a favore della riunificazione: il valore più basso mai registrato. È indubbio che gli eventi di Hong Kong abbiano contribuito a diminuire il supporto dei cittadini dell’isola verso la Cina, temendo essi di subire la stessa sorte.


Tuttavia, Taiwan è anche un anello fondamentale della strategia americana di contenimento dell’espansione marittima cinese nell’Oceano Pacifico. Di conseguenza, poiché Pechino non ha mai escluso l’uso della forza come extrema ratio, è molto probabile che in quest’ultimo scenario essa dovrebbe tenere testa a Washington. Per tale motivo l’EPL si conferma quale anello fondamentale del progetto politico cinese.

6. Fino a che punto crescerà il bilancio cinese per la difesa?

È plausibile aspettarsi che nei prossimi anni le spese per la difesa sostenute dalla Repubblica popolare continueranno a crescere in linea col PIL. Il libro bianco del Ministero della difesa cinese pubblicato nel 2019 è chiaro: l’EPL dovrà continuare nel suo sforzo di meccanicizzazione e informatizzazione. Inoltre, il quattordicesimo piano quinquennale riafferma l’intenzione del Partito di “costruire una forza armata potente entro il 2027”, anno del centenario della fondazione dell’EPL, legando esplicitamente tale obiettivo con quello di trasformare la Cina in una nazione prospera. A esso si affiancano gli obiettivi di “rendere l’EPL una forza moderna entro il 2035” e di trasformarlo in “un’armata di prim’ordine a livello mondiale” entro il 2049. Questi obiettivi richiederanno intensi sforzi finanziari e organizzativi. In particolare, dovranno verificarsi 3 condizioni. La prima è che l’economia della Repubblica popolare continui a crescere, cosa che nel breve termine appare scontata ma che nel medio-lungo termine potrebbe non essere tale. Infatti, la popolazione cinese sta invecchiando molto rapidamente, tanto che si prevede che la percentuale degli over-65 passerà dal 9,5% al 27,5% entro il 2050. Ciò comporterà la necessità di allocare maggiori fondi a favore della sanità e della previdenza sociale, mentre la forza lavoro che dovrebbe sostenere queste spese diminuirà. Le ambizioni in campo militare di Pechino potranno essere soddisfatte solo se il governo cinese riuscirà a riformare l’economia in tempo. Altre sfide saranno quella dell’allocazione efficiente delle risorse e dell’innovazione nel settore della difesa. Nel primo caso saranno funzionali riforme che punteranno a ridurre gli sprechi, come il miglioramento del sistema degli appalti. La capacità di innovare sarà necessaria per produrre armi sempre più sofisticate, capaci di garantire la parità con le principali Potenze. In quest’ottica, la Repubblica popolare ha avviato un processo di fusione militare e civile (军民融合), con lo scopo di creare sinergie tra il settore pubblico eprivato e tra le strategie di sicurezza e quelle di sviluppo sociale ed economico.

7. Conclusione: convincere Pechino a ridurre le spese militari sarà difficile…

Quanto precede dev’essere ben presente alle Cancellerie, al fine di adattare la propria politica estera verso Pechino. Se il contesto internazionale e le minacce reali o percepite della Repubblica popolare sono infatti alla base delle considerazioni militari cinesi, non meno rilevante è come questi fatti siano interpretati dal soggetto Stato-Partito cinese. Se una diminuzione delle rivalità geopolitiche è senz’altro auspicabile, nel negoziare con la Cina un’eventuale riduzione delle spese militari gli altri governi dovranno essere consapevoli che il loro potere negoziale è limitato da fattori che sfuggono alla loro influenza, quali l’appartenenza dell’EPL al Partito, l’ideologia e la questione di Taiwan.


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Analisi budget difesa cinese- Nicolò Riz
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Note


[1] Di seguito con tale termine si farà riferimento alle forze terrestri, alla Marina, all’Aeronautica, alla forza Missilistica e alla forza di supporto strategico (incaricata del settore cyber, del settore aerospaziale e astronautico)


Bibliografia

1. Benson, Jeff W., e Zi Yang, Party on the Bridge: Political Commissars in the Chinese Navy, Center for Strategic and International Studies (CSIS),2020, pp. 9-21 2. Fravel Taylor, Active Defense: China's Military Strategy Since 1949, Princeton University Press, 2020 3. Mao Zedong, Citazioni Dalle Opere Del Presidente Mao Tse-Tung, Feltrinelli, 1969

4. Thompson Drew, “Implementing Xi Jinping Thought on Diplomacy During Covid-19”, in Party Watch Annual Report 2020: Covid-19 and Chinese Communist Party Resilience, Party Watch, Washington DC, 25/1/2021, pp.48-65


Sitografia


1. British Broadcasting Corporation, “Un sondaggio sull'opinione pubblica a Taiwan mostra che il supporto dei taiwanesi per l’indipendenza segna un nuovo picco, ma il mantenimento dello status quo è ancora mainstream”, 14/07/2020, https://www.bbc.com/zhongwen/simp/chinese-news- 53391406(in cinese)

2. China Power Team, "Does China have an aging problem?", China Power, 15/2/2016, aggiornato il 19/3/2020, https://chinapower.csis.org/aging-problem/

3. Duchâtel Mathieu, “Les deux grandes omissions du budget de la défense chinois”, Institut Montaigne, 8/3/2021,https://www.institutmontaigne.org/blog/les-deux-grandes-omissions-du-budget-de-la-defense-chinois

4. Gong Fangbin, e Hou Anghao, “Analisi del pensiero di Xi Jinping per un esercito forte”, Qiushi, 13/08/2018, http://theory.people.com.cn/n1/2018/0813/c40531-30226050.html(in cinese)

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6. Liu Xuanzun, “China hikes defense budget by 6.8 % in 2021, faster than 6.6% growthlast year”, Global Times, 5/3/2021, https://www.globaltimes.cn/page/202103/1217416.shtml

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https://www.sipri.org/sites/default/files/2021- 01/2101_sipri_report_a_new_estimate_of_chinas_military_expenditure.pdf

8. Ministero della Difesa cinese, Central Military Commission Departments, http://eng.mod.gov.cn/cmc/index.htm

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10. Pantucci Raffaello, “Not-So-Hidden Dragon: China Reveals Its Claws in Central Asian Security”, 25/02/2021, https://carnegie.ru/commentary/83934

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12. Weinstein Emily, “Don’t Underestimate China’s Military-Civil Fusion Efforts”, Foreign Policy, 5/2/2021, https://foreignpolicy.com/2021/02/05/dont-underestimate-chinas-military-civil-fusion- efforts/

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14. Xinhua, “Xi Jinping: lottare per realizzare l’obiettivo del Partito di rafforzare l’esercito nella nuova era e trasformare l’esercito in un’armata di prim’ordine a livello mondiale”, 26/10/2017, http://www.xinhuanet.com/politics/19cpcnc/2017-10/26/c_1121862632.htm (in cinese)

15. Xinhua, “Xi requires strengthening CPC leadership, Party building in military”, 19/08/2018, http://www.xinhuanet.com/english/2018-08/19/c_137402707.htm

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