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Cybercrime: la tratta in rete


Il ruolo di Internet nello smuggling e nella tratta è emerso soltanto di recente, sebbene sia stato denunciato già a partire dal 2007 (1).

Nello smuggling di migranti i social media continuano a essere ampiamente utilizzati per pubblicizzare i servizi di trasporto irregolare. Si tratta di un mercato che si avvale di tecniche di marketing rodate ed efficaci, comprendenti l’offerta di sconti rivolti a intere famiglie o la vendita di pacchetti completi per la mobilità verso l’Europa, che includono chiaramente i documenti di identità e di viaggio contraffatti (2). Il fenomeno risulta diffuso tanto tra gli adulti, quanto tra i ragazzi, che sempre di più rafforzano la propria decisione di partire per l'Europa dopo aver visto le immagini di amici e parenti sui social network.

Come lo smuggling, anche altre economie illegali hanno beneficiato delle nuove tecnologie. Oggi, Internet è massicciamente presente nelle varie fasi che caratterizzano la tratta di esseri umani, sia nei Paesi di origine e transito, che in quelli di destinazione. Questo, per molti aspetti, ha facilitato il lavoro dei trafficanti perché ha permesso di strutturare un contatto diretto tra vittime, reclutatori, facilitatori e offender, riducendo la visibilità e la tracciatura dei criminali. Secondo una analisi recente di EUROPOL (3), i gruppi criminali sono sempre più attivi nell’aggancio delle vittime in rete ai fini di sfruttamento sessuale tramite social network, voice over ip e applicazioni di messaggistica istantanea. Internet ha fornito agli offender un ambiente in cui possono operare in sicurezza e anonimato. In particolare, un numero crescente di forum sul Darknet è crescentemente dedicato alla produzione, condivisione e distribuzione di materiale pedo-pornografico infantile che viene scambiato tramite rete TOR e File peer-to-peer (P2P).

# Internet consente agli abusanti di condividere in modo anonimo materiale pedopornografico e scambiare informazioni su forum specializzati come esperienza e raccomandazioni riguardanti le vittime e le modalità di contatto da attivare (4).

Si chiama Online Child Sexual Exploitation ed è la nuova frontiera dello sfruttamento sessuale dei bambini e dei ragazzi. Le vittime reclutate con questa modalità vengono sfruttate tanto con lo schema classico della prostituzione forzata, quanto come soggetti utilizzati per la produzione di Child Sexual Exploitation Material (CSEM) da commercializzare sulle piattaforme online e nel Darknet. Online and offlne child sexual exploitation sono spesso considerate due diverse aree criminali. Tuttavia, stando a quanto riportato da EUROPOL (5), il 30% degli offender in possesso di CSEM sono coinvolti in entrambi i settori. La commercializzazione di questo materiale è estremamente lucrativa e ciò ha notevolmente aumentato la casistica di coercizioni ed estorsioni sessuali che vedono vittime i minori.

EUROPOL, forte della cooperazione investigativa con i Paesi europei, ha elencato in un rapporto (6) gli aspetti più importanti del cybercrime connesso alla tratta di esseri umani.

# Alcune tipologie di sfruttamento sessuale avvengono interamente online tramite video live o chat a sfondo sessuale. In altri casi, lo sfruttamento è massicciamente facilitato dai siti Web che garantiscono il contatto tra abusante e vittima.
# Sorveglianza digitale e ricatto delle vittime contattate on line rappresentano crimini emergenti.
# I social media hanno enormemente semplificato l’adescamento e il reclutamento.

Se trafficanti e smuggler prosperano sulle reti legali, gli abusanti e gli offender hanno progressivamente abbandonato il Web per mimetizzarsi nelle reti anonimizzate: un’immensa rete parallela, alternativa a quella in chiaro a cui si accede tramite un software nato per finalità prevalentemente militari, il cui sistema consente di criptare i dati, nascondere l’indirizzo IP e rendere anonima la navigazione.

Le Darknet e il deep web - osserva la Polizia di Stato - ha determinato “una transumanza” dei senza nome e dei senza volto che sulle community si scambia filmati e foto, compra e vende abusi su minori” (7). Deepweb e darknet rappresentano oggi anche un enorme e problematico acceleratore di processo per la tratta di esseri umani. E’ qui che centinaia di persone interagiscono in piattaforme digitali dove si accede solo con le “referenze” con l’obiettivo di scambiare materiale ripugnante spesso autoprodotto, ricco di immagini di violenza su minori spesso agganciati usando tecniche di adescamento online.

L’ultimo rapporto IOCTA 2017 (8) di EUROPOL evidenzia come i gruppi criminali più significativi identificati dalle forze dell'ordine vantavano anche una presenza significativa sul Darknet.

Essendo il cybercrime, per definizione, un fenomeno privo di confini, anche l’Unione europea ha aumentato negli ultimi anni l’impegno nel suo contrasto.

A preoccupare, però, è anche l’Internet alla portata di tutti. Secondo EUROPOL, “ci sono indicatori secondo i quali l'uso di Internet sta facilitando sempre più il commercio transnazionale di operatori del sesso, in collaborazione con fornitori di spazi web specializzati e amministratori”. Per arginare il problema, nel 2013 l’Unione europea ha fissato quale principio fondamentale quello secondo cui i valori fondanti dell’Unione si applicano al mondo digitale nella stessa misura di quanto accade in quello fisico. La cosa, in sostanza, implica che non sono necessarie norme specifiche per il cyberspazio in quanto quelle esistenti, anche se pensate per le condotte offline, sono sufficienti a regolare anche quelle digitali.

# I trafficanti commercializzano le proprie vittime sia su piattaforme online specializzate che piattaforme pubblicitarie mainstream.
# L'uso di piattaforme Internet consente ai gruppi criminali di sfruttare le vittime della tratta sessuale su una scala molto più ampia. I trafficanti pubblicizzano le vittime anche in ampi cataloghi online.

Eppure, sebbene in Italia, sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione siano reati, siti specializzati continuano a operare indisturbati facendo da cassa di risonanza ai servizi offerti dalla tratta. Siti di annunci e piattaforme online specializzate, sebbene legali, nascondo spesso situazioni marcate da sopraffazioni, abusi e assenza di scelta. Se è vero infatti che alcune prostitute usano personalmente il web per trovare un target di cliente più selezionato e svolgere la propria attività indoor e in modo indipendente, è altrettanto evidente che il grosso della prostituzione su strada è riconducibile alla tratta di esseri umani. La questione è stata investigata da una inchiesta de l’Espresso, basata su dati di una indagine condotta da eCrime, il gruppo di ricerca sulla e-Criminology del dipartimento di Scienze giuridiche dell'Università degli Studi di Trento. “Il web viene utilizzato dai trafficanti dal reclutamento, commercio, sfruttamento delle vittime”. Nel primo caso “le chat e altre forme di pubblicità online sono i due metodi principali» e di solito sono impiegati siti di agenzie matrimoniali, escort, incontri, offerte di lavoro (come annunci per assistenza domiciliare agli anziani, cameriere, ragazze alla pari, modelle, ballerine, hostess). In seguito le vittime possono essere vendute direttamente sul web, da trafficante a trafficante, oppure ai clienti finali. Ma le nuove tecnologie sono impiegate anche per il controllo. Infatti, proseguono i ricercatori trentini, “esistono casi in cui la minaccia di fare circolare rapidamente in rete o di spedire via e-mail a parenti e/o amici foto e video compromettenti è utilizzata come mezzo per mettere sotto pressione le donne”. Più in generale “Internet è uno strumento per intercettare la domanda di prostituzione trafficata e per promuovere servizi sessuali tra i potenziali clienti: i trafficanti possono servirsi di strumenti online per pubblicizzare la loro merce, mentre le vittime possono essere forzate a contattare i propri clienti tramite il web” (9).


________________________

(1) Consiglio d’Europa, 2007, Trafficking in Human Beings: Internet recruitment. https://rm.coe.int/16806eeec0.

(2) EUROPOL, 2017, European Union Serious and Organized Crime Threat Assessment. https://www.europol.europa.eu/activities-services/main-reports/european-union-serious-and-organised-crime-threat-assessment-2017.

(3) EUROPOL, 2017, Crime in the age of technology. https://www.europol.europa.eu/newsroom/news/crime-in-age-of-technology-%E2%80%93-europol%E2%80%99s-serious-and-organised-crime-threat-assessment-2017.

(4) EUROPOL, 2014, Trafficking in human beings and the internet. https://www.europol.europa.eu/publications-documents/trafficking-in-human-beings-and-internet.

(5) EUROPOL, 2017, European Union Serious and Organized Crime Threat Assessment. https://www.europol.europa.eu/activities-services/main-reports/european-union-serious-and-organised-crime-threat-assessment-2017.

(6) EUROPOL, 2014, Trafficking in Human Beings and the Internet. https://www.europol.europa.eu/publications-documents/trafficking-in-human-beings-and-internet.

(7) Per maggiori informazioni: https://poliziamoderna.poliziadistato.it/articolo/57028aef6daaf465793462.

(8) EUROPOL, 2017, Internet Organized Crime Threat Assessment. https://www.europol.europa.eu/activities-services/main-reports/internet-organised-crime-threat-assessment-iocta-2017.

(9) L’Espresso, 2012, Sesso, le schiave sono online. http://espresso.repubblica.it/attualita/cronaca/2012/05/28/news/sesso-le-schiave-sono-online-1.43691.

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