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Cosa succede nel mondo? 07 novembre-13 novembre 2020

Aggiornato il: nov 20

"Cosa succede nel mondo?" è la rubrica del Centro studi AMIStaDeS che vi racconta gli eventi internazionali più importanti della settimana appena passata.


NORD AMERICA

Fonte: The Sentinel

STATI UNITI – Dopo giorni tesi e incerti, il candidato democratico Joe Biden ha superato la soglia dei 270 grandi elettori necessari per aggiudicarsi la presidenza. L’attuale presidente Donald Trump non sembra voler accettare il risultato e sul suo account Twitter continua a sostenere che sarà lui a guidare il Paese per i prossimi quattro anni. Nel frattempo, un gruppo di funzionari federali, statali e locali che lavorano per un’agenzia che fa parte del Dipartimento di sicurezza interna degli Stati Uniti hanno dichiarato categoricamente che l’elezione è stata la più sicura nella storia della nazione.


EURASIA

Fonte: Wall Street Journal

ARMENIA/AZERBAIJAN – Dopo sei settimane di combattimenti, Armenia e Azerbaijan hanno firmato un accordo di pace sotto l’egida della Russia. L’accordo mette fine al conflitto sull’enclave contesa di Nagorno-Karabakh, internazionalmente riconosciuta come parte del territorio azero ma governata da una minoranza armena dal 1994. In base all’accordo, l’Azerbaijan potrà mantenere il controllo delle aree della regione conquistate durante il conflitto.


AFRICA

Fonte: BBC

ETIOPIA – In una seduta di emergenza, il Parlamento dell’Etiopia ha dichiarato illegale il governo della regione del Tigray, nel nord del Paese, per aver “violato la costituzione e messo in pericolo il sistema costituzionale”. Da settimane, ormai, il governo federale è impegnato in un’offensiva militare nella regione. Le tensioni si sono aggravate dopo che, lo scorso settembre, il TPLF, il partito al governo nella regione, aveva deciso di far svolgere le elezioni regionali nonostante il governo di Addis Abeba avesse deciso di posticiparle a causa della pandemia di COVID-19. Numerosi osservatori hanno denunciato il rischio di una guerra civile nel paese.

ESTREMO ORIENTE

Fonte: Asia news

MYANMAR – Domenica scorsa, i cittadini del Myanmar sono stati chiamati a votare nella seconda tornata elettorale dalla fine della dittatura militare. La lega nazionale per la democrazia, il partito guidato da Aung San Suu Kyi, ha ottenuto una vittoria schiacciante, confermando che la leader rimane un’eroina per molti birmani, nonostante la perdita di reputazione subita negli ultimi anni a livello internazionale. Alcuni osservatori hanno denunciato l’esclusione delle minoranze dal voto.


MENA

Fonte: Fanpage

ARABIA SAUDITA – Il Consiglio superiore degli ulema, il principale organo religioso dell’Arabia Saudita, ha definito la Fratellanza musulmana “un’organizzazione terroristica che non rappresenta i valori dell’Islam”. Come riporta Middle East Monitor, la risposta del gruppo, fondato in Egitto alla fine degli anni ’20, non si è fatta attendere. Il portavoce ha respinto le accuse sostenendo che il gruppo non solo “è completamente distante dagli atti di violenza e terrorismo”, ma è anche “sempre stato vittima della violenza e del terrore delle dittature”.


AMERICA LATINA

Fonte: Sopitas.com

PERÙ – Lunedì scorso il Parlamento peruviano ha votato a favore dell’impeachment nei confronti del presidente Martín Vizcarra, accusato di aver accettato tangenti. Vizcarra era diventato presidente nel 2018, in seugito alla rinuncia di Pedro Pablo Kuczynski. Secondo i suoi sostenitori, Vizcarra è stato rimosso per ostacolare i suoi tentativi di riforma del sistema giudiziario e il suo impegno contro la corruzione nel paese. Come riporta il quotidiano peruviano LaRepública, un gruppo di accademici peruviani e latino-americani ha manifestato la propria preoccupazione per la profonda crisi politica che attraversa il Paese andino, condannando pubblicamente quello definisco “un golpe parlamentare”.


AGGIORNAMENTO COVID


Fonte: Atalayar

Le aziende farmaceutiche Pfizer e BioNTech hanno annunciato che i test sul vaccino di loro produzione hanno avuto risultati soddisfacenti. I primi dati dimostrerebbero, infatti, che il vaccino contro il COVID-19 è efficace al 90%. Un rappresentante del ministero russo della salute ha ribattuto dicendo che il vaccino Sputnik V ha un’efficacia superiore al 90%.

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