In quale misura la crisi afghana ha fatto emergere la dottrina Biden?

di Federico Pani

http://www.economist.com/united-states/2021/09/18/the-biden-doctrine-has-yet-to-emerge-beware-those-who-claim-otherwise

1. Introduzione


Nonostante la caotica ritirata dall'Afghanistan, Washington ha promesso agli alleati che porterà avanti il proprio impegno sulla scena internazionale. Tuttavia la crisi afghana ha portato alla luce la “Dottrina Biden” che, affermando sopra ogni cosa il primato dell'interesse nazionale statunitense, prefigura un sostanziale disimpegno americano sullo scacchiere mondiale.


2. Le origini della guerra afghana


Dopo l'annuncio della ritirata americana, la rapida avanzata dei talebani in Afghanistan ha colto di sorpresa il presidente statunitense Joe Biden, ma nonostante la presa del Paese da parte dei taliban, il Capo della Casa Bianca ha comunque portato a termine la più duratura delle Forever Wars, i conflitti nei quali gli Stati Uniti si erano impegnati nel post 11 Settembre con forti costi economici: il governo americano ha stanziato infatti, 145 miliardi di dollari nel tentativo di ricostruire il Paese, mentre il Dipartimento della Difesa (DOD) ha speso 837 miliardi di dollari per il conflitto[1], con l'obiettivo di evitare una recrudescenza del terrorismo[2]. In qualità di Vice di Obama, Biden ha maneggiato con estrema cautela il dossier Afghanistan[3]. Fu poi Donald Trump ad impostare con i negoziati di Doha le modalità di uscita dal conflitto, mettendo nero su bianco l'accordo con il “non riconosciuto” Emirato Islamico dell'Afghanistan.


3. Perché gli americani approvano il ritiro dall'Afghanistan (ma accusano Biden)


L'ostilità dell'opinione pubblica americana alla permanenza in Afghanistan ha avuto il suo peso sulla scelta che ha condotto al ritiro. Gli statunitensi si stanno sempre più convincendo del fatto che la guerra non è stata “persa negli ultimi 20 giorni” ma durante l'intero ventennio di “occupazione”[4] e con il passare del tempo hanno nutrito sempre più dubbi sul coinvolgimento militare del loro Paese in Afghanistan[5]. Un sondaggio della NBC condotto dal 14 al 17 agosto mostra come il 61% degli statunitensi consideri ora negativa la scelta di aver invaso l'Afghanistan. I rilevamenti successivi al 14 aprile, giorno in cui il presidente Biden annunciava la decisione di ritirare le truppe dal Paese[6], hanno però mostrato un significativo sostegno alla decisione dell'amministrazione democratica. Un sondaggio di Ipsos condotto dal 16 al 18 aprile ha rilevato che il 50% degli intervistati sosteneva la scelta della Casa Bianca di riportare a casa tutti i soldati. Più recentemente, anche quando l'avanzata dei taliban ha cominciato a dominare i notiziari, gli statunitensi hanno manifestato il loro parere favorevole all'uscita dall'Afghanistan. Un'indagine condotta dalla CBC News (18-20 Agosto) ha rilevato che il 63% degli intervistati approvava il ritiro delle truppe[7].


D'altra parte, recenti sondaggi hanno mostrato come la maggior parte degli statunitensi ritiene che la ritirata sia stata comunque mal preparata e lo stesso Biden viene investito dalle valutazioni negative per la gestione della situazione. L'inchiesta condotta dalla NBC mostra come soltanto 1 statunitense su 4 approva il modo in cui il Capo della Casa Bianca ha gestito la situazione in Afghanistan[8]. A conferma di ciò, il tasso di approvazione complessivo del presidente sembra essere in calo, attestandosi al 49%, ovvero il dato più basso dal suo insediamento[9].


Un altro sondaggio condotto dalla Gallup mostra come 1 statunitense su 4 consideri quella pandemica, e non quella afghana, la vera emergenza che la Casa Bianca si vedrà costretta a fronteggiare nei prossimi mesi[10].