I detriti spaziali: un problema che cresce di giorno in giorno

Aggiornamento: 14 dic 2020

(di Stefano Dossi)

È di pochi giorni fa la notizia che alcuni ricercatori statunitensi stanno sviluppando un dispositivo spaziale – OSCar (Obsolete Spacecraft Capture and Removal) - programmato per agire come spazzino orbitale e quindi dotato di una specie di fune meccanica che avrà la capacità di raccogliere quattro pezzi di detriti relativamente piccoli per poi tornare sulla Terra. Attualmente il novero di detriti nell’orbita e oltre si attesta a 129 milioni di pezzi di cui 34000 hanno una dimensione maggiore o uguale a 10 centimetri.[1]

Credit: Dotted Yeti / Shutterstock.com

Il termine space debris (detriti spaziali) si riferisce, a detta dell’Agenzia spaziale europea (ESA), a tutti quegli oggetti artificiali non funzionanti e alle loro parti, che si trovano nell’orbita terrestre o sono in procinto di rientrare in essa.

Fatta questa doverosa premessa semantica cerchiamo ora di capire perché la “spazzatura spaziale” è un fenomeno di inaudita gravità guardando in particolare alla sua provenienza, ai problemi che può causare e alle azioni de