top of page

Sepoltura spaziale: come le leggi sulla cremazione impattano sul settore dello space burial

Aggiornamento: 1 apr 2023

Figura SEQ Figura \* ARABIC 1: In copertina, Il cimitero nello spazio "Orbiting Meadows" nella serie Futurama. Fonte: Futurama Wiki

1. L’invio di urne crematorie nello spazio


Lo space burial è una pratica funeraria e un’iniziativa commerciale la cui limitata rilevanza economica è andata aumentando negli ultimi decenni, prevalentemente nel mondo occidentale. Il primo rilascio di ceneri umane nello spazio risale al 1992, quando la missione NASA STS-52 aveva come payload di missione una porzione di ceneri cremate di Gene Roddenberry, il creatore di Star Trek. Le ceneri ritornarono poi al sicuro sulla Terra. Nel 1997, l’azienda americana Celestis (oggi una delle più note per voli spaziali commemorativi post cremazione) organizzò un primo lancio trasportando le ceneri di vari personaggi famosi, tra cui Timothy Leary e, ancora una volta, Gene Roddenberry. Stavolta, la missione “Founders”, che trasportava il Minisat 01 di produzione spagnola e partiva dalla base aerea di Gando, nelle Isole Canarie, avrebbe compiuto un volo orbitale di cinque anni, durante i quali avrebbe effettuato varie osservazioni e acquisizioni di dati dall’orbita bassa, per poi rientrare sulla Terra.

Figura 2 La traiettoria di volo della missione "Founders". E' poi atterrata nei pressi del nord-est dell'Australia dopo aver completato circa 28,132 orbite intorno alla Terra. Fonte: Celestis Inc. (Wayback Machine)

Si era così concluso con successo il primo volo privato commemorativo al mondo. Negli anni a venire Celestis organizzerà altri voli del genere. L’ultimo volo risale al 25 maggio 2022, con il Falcon 9 come lanciatore. Altri voli sono già programmati per i prossimi 2 anni.


Oggi ci sono alcune aziende in più, ma rimane un servizio quasi interamente localizzato negli Stati Uniti, dove la legislazione in materia di trattamento e collocazione di ceneri umane è più permissiva di quanto non sia in Europa.


2. Gli ordinamenti del mondo cosa ne pensano?


Sembra quasi di provare la sensazione che la maggior parte dei settori più di nicchia e futuristici dell’industria spaziale abbiano sede negli Stati Uniti: ciò è dovuto all’avere inconsciamente una visione americanocentrica dello spazio o ci sono dei riscontri empirici di questo presentimento?


Si può provare a rispondere a questa domanda così: il diritto statunitense ammette la possibilità, posto il rilascio di permessi dall’EPA (Agenzia di protezione dell’ambiente USA) di disperdere le ceneri in laghi o fiumi. È possibile disperderle anche in natura, trasportarle in aereo nel bagaglio a mano o inviarle con pacchi postali ad hoc forniti dallo United States Postal Service. È inoltre possibile caricarle come payload secondario in lanci spaziali gestiti da aziende che forniscono il lanciatore e ottengono i permessi di volo, il codice NORAD (qui per vedere il codice associato alla missione Founders di Celestis) e completano con successo ogni altra procedura necessaria a registrare un lancio spaziale.


Va puntualizzato però che, oltre a un quadro normativo permissivo, gli investimenti nel settore spaziale americano privato sono ancora oggi in gran parte di provenienza governativa. Nonostante il grande aumento delle aziende private, i governi nazionali e le agenzie spaziali giocano ancora un ruolo chiave, soprattutto negli Stati Uniti, dal punto di vista dei finanziamenti. Nel 2012, l'Amministratore Associato della NASA Bill Gerstenmaier ha riconosciuto che "l'80-90% dei finanziamenti per l'equipaggio 'commerciale' proviene dal governo, non dalle aziende". Rapporti più recenti (2018) suggeriscono che la quota di investimento del Governo nei lanci commerciali è cambiata poco, attestandosi al 77,6%.


Negli Stati Uniti, la deregolamentazione a livello federale per i lanciatori e le attività spaziali commerciali è iniziata dopo la chiusura del programma Shuttle in seguito all'incidente del Challenger. Grandi aziende private hanno potuto investire nello sviluppo dei propri lanciatori. Anche per questo, oggi le aziende statunitensi con i lanciatori più avanzati, come SpaceX, Blue Origin, Axiom e Maxar Technologies, sono private.


In assenza di una deregolamentazione analoga o paragonabile in altri Paesi, diventa più complesso e meno redditizio che si sviluppi così il settore spaziale privato altrove. Per esempio, i programmi spaziali russi e cinesi si sono espansi negli anni, ma la crescita è stata limitata e spesso condizionata da sostanziali investimenti governativi.


In Europa, si aggiunge un ulteriore layer di complessità dovuto alla presenza dell’Unione Europea (e della relativa Agenzia per il Programma Spaziale dell’Unione Europea – EUSPA -, istituita nel 2021 con il regolamento n. 696) e dell’ESA, formalmente un ente indipendente dall’UE, con la quale però ha un accordo di collaborazione e cooperazione, il Framework tra Comunità Europea ed ESA.


La prima differenza importante tra ESA e UE riguarda la libertà di concorrenza. L'ESA considera nelle sue valutazioni la distribuzione geografica dei contratti, l'erogazione delle risorse e le regole di "equo ritorno"; quest'ultimo, in particolare, consiste in un rapporto tra la quota di un Paese come valore dei contratti di cui è parte e la sua quota versata all'Agenzia come contributo in un determinato periodo. Si chiama coefficiente di rendimento industriale ed è stato fissato allo 0,98% dal 1997. Al contrario, l'UE ha tra i suoi principi più importanti la libera e aperta concorrenza di mercato.


Facendo degli esempi normativi collegabili allo space burial, possiamo vedere come secondo l’Ordinanza sull'attuazione della Legge sulle sepolture di München, la cremazione può essere autorizzata se sono soddisfatti dei requisiti stringenti, come la prova che la morte sia stata naturale e che la cremazione fosse precisa volontà del defunto. Non solo, le ceneri non possono essere disperse o tenute in casa, vanno seppellite in aree prestabilite nei cimiteri. Regole simili esistono anche nella Legge sui servizi funebri di Bremen, e sono comuni anche ad altri ordinamenti nazionali di Stati membri.


Anche il trasporto internazionale di queste ceneri è strettamente regolamentato da leggi nazionali, e sarà necessario fornire molti documenti comprovanti la nazionalità dell’individuo, la sua volontà di essere cremato, oltre ad altre informazioni il cui contenuto varia a seconda dell’ordinamento applicato.

Figura 3 I pacchi dell'USPS specifici per il trasporto di ceneri umane o animali. Esiste anche un tutorial su Youtube sul loro montaggio. Fonte: USPS Store

Questa differenza sulla gestione del fenomeno della cremazione e della disposizione di ceneri umane è così tanto marcata che i siti web delle ambasciate americane nei singoli Paesi forniscono contatti, spiegazioni e informazioni per agevolare le famiglie di cittadini americani che sono morti all’estero e hanno espresso la volontà di essere cremati e trasportati sul suolo americano, o che si disperdano le loro ceneri (Qui, come esempio, il sito dell’ambasciata americana in Polonia).


3. Conclusioni


Questo breve dive-in fa riflettere sulle difficoltà che un’impresa come Celestis avrebbe se la sua sede legale fosse a Berlino o a Stoccolma. Le differenze normative su questo tema tra USA ed Europa forse sono dovute a un più marcato impatto della dottrina cristiana, storicamente critica sulla pratica della cremazione[1], nella seconda.


Leggi alla mano, sembrerebbe che finora, per farsi incenerire e far spedire qualche grammo delle proprie ceneri oltre l’orbita terrestre o addirittura in un mausoleo che rimarrà perennemente nello spazio, sia opportuno programmarlo in anticipo. I costi partono da qualche migliaio di dollari e in base al pacchetto scelto possono aumentare fino a oltre i 10mila.


A prescindere dallo space burial, la pratica della cremazione è di crescente utilizzo negli ultimi anni, e un articolo del Journal of Law and Economics di aprile del 2002 ha svolto uno studio sull'effetto dei regolamenti funebri statali sui tassi di cremazione, cercando di provare un'induzione della domanda nei mercati funerari per la sepoltura, più costosa. Lo studio conclude, a pagina 26, affermando che “le normative statali sui funerali influenzano la scelta di cremare o seppellire i cadaveri. In particolare, le normative statali sull'imbalsamazione, […] riducono i tassi di cremazione di circa il 16%. Poiché le sepolture sono più costose delle cremazioni, la diminuzione del tasso di cremazione aumenta le spese funerarie in questi Stati di circa il 2,6% all'anno, un aumento che non riflette nessuno degli altri modi in cui le normative sull'imbalsamazione possono portare a un aumento delle spese funerarie.”


Si potrebbe forse argomentare che lo space burial sia un misto tra capitalismo, espressione della crescente esigenza sociale di ricorrere alla cremazione (che sia per ragioni economiche o culturali), il coronamento di un sogno di molti appassionati di spazio e un’ulteriore complicazione della cultura umana.

(scarica l'analisi)

spaceburial-GC_def
.pdf
Scarica PDF • 2.53MB

Note

[1] Bregman, Lucy (2010). Religion, Death, and Dying. Vol. 3. ABC-CLIO. p. 13. ISBN 978-0-313-35173-0. "Cremation had been banned officially by Emperor Charlemagne in 789 as a capital offense and was generally perceived as a pagan practice antithetical to Christianity." E ancora la CNN con una dichiarazione del 2016 di Papa Francesco, e il Canone 1176 del Codice di diritto canonico.


Bibliografia/Sitografia





137 visualizzazioni0 commenti

Comments


bottom of page