L’eterno presente delle mine antiuomo

Aggiornamento: 2 giorni fa

di Laura Santilli

Fig.1: Cartello posto all’ingresso di un campo minato per indicarne il pericolo. Fonte: 21 secolo.news

1. Definizione e caratteristiche delle mine terrestri


Le mine antiuomo appartengono al gruppo di armamenti delle mine terrestri, in cui figurano anche ad esempio, le mine anticarro. Le mine terrestri sono ordigni esplosivi progettati e prodotti in ambito industriale. Non siamo di fronte quindi, a ordigni esplosivi improvvisati (Improvised Explosive Device, IED). Le mine terrestri sono classificate in quattro tipi fondamentali:

  • protettive, sono usate per proteggere soldati, attrezzature, rifornimenti e strutture da attacchi nemici o altre minacce;

  • tattiche, hanno il compito di limitare direttamente i movimenti del nemico, così da attribuire alla forza difensiva un vantaggio di posizione;

  • di disturbo, un'altra forma di mine terrestri tattiche. Esse inducono le forze nemiche a muoversi con cautela, disturbando, ritardando e talvolta indebolendo o distruggendo le capacità successive dell’avversario sul campo;

  • ci sono infine, le mine terrestri fasulle: usate come esche per ingannare il nemico sull'esatta posizione dei veri campi minati. Nella tattica delle guerre moderne, le mine sono state utilizzate e vengono utilizzate per impedire l'accesso a determinate zone, per esempio per impedire al nemico di oltrepassare confini contesi o, più in generale, per limitare i suoi movimenti.

2. Le mine antiuomo


Una mina antiuomo contiene in media circa 0,7 kg di esplosivo e ne esistono numerosi tipi: attualmente ne vengono prodotti circa 340. La loro produzione diviene sempre più sofisticata anche perché i costi in questo senso restano bassi, soprattutto se si ragiona in termine di investimento temporale: le mine antiuomo infatti, possono restare attive sottoterra fino a quarant'anni.


​​In questo senso, una caratteristica distintiva delle mine antiuomo è che queste rimangono dormienti fino a quando un bersaglio si avvicina o le contatta, attivando così la detonazione istantanea. A differenza di molti sistemi di armi in questo al contrario, non c'è alcun periodo di latenza tra quando la mina è allertata e quando reagisce e, per certi aspetti, le mine sono più precise di altre munizioni proprio perché è la stessa azione del bersaglio che si vuole colpire a farle funzionare. La maggior parte delle mine funziona in tutte le condizioni atmosferiche e di luce. Tuttavia, esiste uno svantaggio principale e caratteristico legato al loro uso: quando vengono toccate, le mine non sono in grado di discriminare tra amici, nemici e non combattenti.


Il tipo più semplice di mina antiuomo è costituito dalle mine a esplosione, progettate per detonare su pressione e ferire, mutilare o uccidere attraverso la semplice onda d'urto dell'esplosione. Questa applica quindi, una forte pressione verso l'alto che danneggia in modo più o meno grave (in funzione della potenza dell'esplosivo e del tipo di terreno in cui la mina è sepolta) le ossa e i tessuti dei piedi e delle gambe della vittima. A questo danno principale si aggiungono poi, quelli secondari provocati dal terreno e dai sassi scagliati verso l'alto dall'esplosione. La mutilazione, con perdita del piede o addirittura di entrambi gli arti, è uno dei danni più frequenti con questo tipo di mina.


Le mine a frammentazione invece, aggiungono all'esplosione la proiezione di frammenti di metallo (acciaio, ghisa, piombo o simili) o in alcuni casi anche di plastica (come per le VS-50 e TS-50) o vetro (come nel caso della