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"Perché gli Stati autoritari temono la penna. Il bilancio dell’Arabia Saudita sulla libertà di stampa 2018–2026"
di Donatello D'Andrea Otto anni dopo l’assassinio di Jamal Khashoggi all’interno del consolato saudita a Istanbul, la questione non è più se lo Stato saudita tolleri il dissenso - su questo punto, il dossier documentale è chiuso [1]. La domanda più difficile, e più utile, è di ordine strutturale: perché questo particolare Stato autoritario impegna un simile capitale politico, a un costo reputazionale così elevato, per reprimere una categoria di critici - i giornalisti - La tr

Redazione
18 giuTempo di lettura: 7 min
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