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US Space Force: guerre spaziali tra fantascienza e realtà

Aggiornato il: mag 2

(di Ludovica Di Lullo)

Nel corso del mese di agosto si sono susseguite numerose notizie sull’ultima iniziativa spaziale del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump: la creazione della c.d. Space Force.

La proposta, non del tutto nuova agli esperti del settore, consiste nella creazione di una nuova divisione delle forze armate americane, la quale avrebbe il compito di vigilare sulla sicurezza delle infrastrutture spaziali.

In realtà, già nel 2017 l’ipotesi di creare il sesto braccio delle forze armate statunitensi era stata avanzata davanti al Congresso americano con scarsi successi, dopo che nella National Security Strategy dello stesso anno, il tema della sicurezza spaziale era stato inserito tra le principali priorità del Pentagono, suscitando il timore di future guerre spaziali.

Tuttavia, durante il 2018 questo tema è tornato al centro del dibattito, a seguito degli studi della US Intelligence Comunity, che lo scorso febbraio metteva in guardia sull’uso delle tecnologie anti-satellitari (ASAT), sviluppate da Russia e Cina. Tali tecnologie si configurano infatti come armi spaziali con finalità militari, che mirano all’abbattimento e la distruzione di altri satelliti.

Da questo monito muove la nuova direzione presa da Trump in materia di politiche spaziali, che punta oggi non più alla sola presenza americana nello spazio, presenza tra le più corpose tra le c.d space faring nations, ma a quella definita dallo stesso presidente una vera e propria “dominance”.

Preannunciata già nel mese di marzo, e ribadita a giugno nel corso della firma della direttiva in materia di National Space Traffic Management Policy, la creazione della Space Force americana sembra essere dunque sempre più vicina.

Secondo quanto affermato prima da Donald Trump e successivamente dal Vice Presidente degli Stati Uniti Mike Pence, si tratterà di un braccio militare indipendente ma eguale agli altri, che non ricadrà all’interno dell’Air Force e del suo relativo Air Force Space Command, da realizzarsi entro il 2020, e già stato incluso nel National Defence Authorization Act relativo all’anno fiscale 2019.

Ma la strada per la creazione di questo nuovo corpo armato non sembra tuttavia priva di ostacoli.

La creazione di una nuova forza militare, che si affiancherebbe dunque alle altre cinque già esistenti (army, navy, air force, marine e guardia costiera), richiede infatti l’approvazione da parte di entrambe le Camere, all’interno delle quali sono però molti coloro che criticano con scetticismo o osteggiano la decisione del Presidente, sulla base di numerose motivazioni. Tra queste, le più ribadite riguardano l’incremento delle pratiche burocratiche, una erronea commistione tra attività spaziali e attività aereonautiche, l’esistenza di organi già deputati a queste funzioni (primo tra tutti l’Air Force Space Command), nonché l’esorbitante spesa economica prevista per la realizzazione di tale progetto, che secondo le prime stime ammonterebbe a circa 8 miliardi di dollari per i prossimi cinque anni. Ad ogni modo, la minaccia più temuta rimane quella relativa alla possibilità che una tale scelta politica- strategica, potrebbe dar vita ad una space arms race, ovvero una vera e propria corsa agli armamenti nello spazio.


Tutto ciò è lecito?

Il regime giuridico dello spazio extra-atmosferico è stabilito fondamentalmente all’interno di trattati internazionali, che forniscono i principi cardine che gli Stati hanno l’obbligo di rispettare nella realizzazione di attività spaziali. Primo tra tutti, l’obbligo di esplorare ed utilizzare lo spazio extra-atmosferico a beneficio e nell’interesse dell’umanità, e per finalità pacifiche.

Ciononostante, gli usi militari dello spazio, purché non abbiano finalità aggressive, non sono proibiti dal diritto internazionale, e ciò è confermato dalla prassi degli Stati, i quali utilizzano tecnologie c.d. dual use, ovvero utilizzabili per fini sia civili che militari. Eccezion fatta per la Luna e i corpi celesti, per i quali è prevista una completa demilitarizzazione, per lo spazio l’unico divieto assoluto rimane l’uso di armi nucleari.

E’ dunque forse questa la sfida posta oggi al Presidente degli Stati Uniti, riuscire a creare la nuova forza armata dello spazio, purché capace di agire conformemente agli obblighi internazionali e nel rispetto dei fini pacifici dello spazio.

Intanto, mentre il Congresso degli Stati Uniti sta portando avanti studi di fattibilità sul progetto, l’ultimo dei quali sarà presentato a dicembre, sono molti coloro che affermano l’inevitabilità e la prossimità di nuovi conflitti nello spazio.


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