Un attacco di matrice terroristica...o forse no?



E' uno dei bilanci peggiori degli ultimi anni, quello che risulta dall'attacco perpetrato contro i caschi blu delle Nazioni Unite stanziati nella Repubblica Democratica del Congo il 7 dicembre scorso. 15 peacekeepers hanno perso la vita, su un totale di 20 vittime causate dall'attacco compiuto nei pressi della base di Semuliki, Kivu, tra le quali si contano anche 5 soldati dell'esercito congolese.

La tesi sostenuta dal governo congolese sarebbe quella della responsabilità delle ADF (Allied Democratic Forces, le Forze Democratiche Alleate), un gruppo ribelle operante tra il territorio ugandese e quello congolese, che ha messo in atto diversi attacchi contro la popolazione civile negli ultimi mesi ed è sospettato anche di alcuni attacchi antecedenti contro la missione MONUSCO delle Nazioni Unite. Le ADF sono considerate un gruppo terroristico sia dal governo congolese che da quello ugandese.

Tuttavia, alcune fonti hanno sottolineato non soltanto l'assenza di una rivendicazione del recente attacco, da parte del gruppo, ma hanno anche sollevato dubbi sulla stessa connotazione jihadista dei ribelli, le cui logiche