Un “antidoto” al populismo antieuropeo: la cittadinanza europea

Aggiornamento: 30 ott 2020

(di Marco D'Amato)

“E perché non dovrebbe esistere un raggruppamento europeo che potrebbe dare un senso di più ampio patriottismo e di comune cittadinanza ai popoli smarriti di questo turbolento e potente continente?” (W. Churchill)

1. La cittadinanza europea: accenno storico.

Quando parliamo di cittadinanza europea bisogna precisare che tale concetto era, almeno inizialmente, legato quasi esclusivamente al diritto di movimento e di commercio, anche se con annessi diritti politici, ed inoltre era considerata supplementare e non alternativa a quella nazionale. Sarà successivamente, che con il progredire dell’integrazione economica, ha portato l’Unione sempre più su campi politici nel quale l’istituto ha preso nuova luce. Già nel Trattato di Roma, istitutivo della C.E.E. all’art. 6 si enunciava “ogni discriminazione basata sulla nazionalità”, volendo dar voce ad un sentimento di maggiore unità della neonata Comunità e segnando un percorso da seguire al fine di un’unione sempre più stretta fra i popoli1. Il Tr