Ucraina - Dieci punti per capire la crisi

Aggiornamento: 17 mar


Ogni guerra ha radici profonde, che non possono mai ridursi agli ultimi accadimenti. L’Ucraina è da sempre terra di confine, terra di cosacchi, terra di dozzine di etnie, che inevitabilmente si riverberano nei sentimenti politici. Come la stessa Russia, un Paese che vive tra vicinanza europea, cultura slava, tendenze verso est. Gli analisti di AMIStaDeS e quelli dell'Associazione Italiana di Intelligence e Geopolitica (AIAIG) hanno deciso di dare il proprio contributo per cercare di capire la crisi.


1. Ucraina, culla dei Rus’: da re Vladimiro ai giorni nostri

di Maria Casolin

Fino all'Alto Medioevo, l'attuale Ucraina fu abitata da popoli nomadi, ma con l'arrivo dei Rus', appartenenti al gruppo norreno dei Variaghi, le terre vennero unificate e Kiev fu nominata “madre di tutte le città dei Rus”.

Tutta la sua popolazione fu inoltre battezzata e cristianizzata su ordine di Vladimir il Grande, che abbandonò così il paganesimo. Dopo varie invasioni, la più significativa delle quali è quella mongola, e la successiva divisione del khanato dell’Orda d’Oro in tre granducati - tra cui Moscovia e Volnyia, al cui interno vi erano rispettivamente Mosca e Kiev -, la prima crebbe in importanza e forza e pose sotto il proprio controllo l'Ucraina (Trattato di Perejaslav, 1654). Nell'ultimo periodo del regime zarista, fu avviata un'opera di russificazione delle terre ucraine, soprattutto a livello linguistico.

Dopo un lungo periodo di guerra civile e anarchia (1917-1922), l'Ucraina entrò ufficialmente a far parte dell'URSS e, quando questa si dissolse (1991), il Parlamento dichiarò l'Ucraina uno Stato indipendente e democratico.

I rapporti con la Russia, inizialmente molto tesi, si inasprirono ulteriormente a fine anni ‘90 a causa dei rapporti tra Ucraina e NATO e peggiorarono quando, nei primi anni 2000, s’instaurò il governo riformista di Juščenko, destituito e poi rieletto dopo la c.d. rivoluzione arancione (2004) scoppiata per sospetti brogli a favore del primo ministro filorusso Janukovyč. Ciò si tradusse in maggiori tensioni nella comunità russofona dell'Est dell'Ucraina, creando i presupposti per quella che sarà la crisi del 2014.


2. Ucraina, terra di confine, tra etnie e religiosità

di Maria Casolin

Se in ucraino krajina significa semplicemente "paese, terra", per l'etimologia slava significa "sul confine": quello che è il secondo Stato più grande d'Europa confina con Russia, Moldavia, Bielorussia, Romania, Polonia, Ungheria e Slovacchia.