top of page

Settore aerospaziale: quale ruolo per i droni? Intervista a Salvatore Cusimano (Telespazio)

Aggiornamento: 21 feb 2022

Salvatore Cusimano lavora per Telespazio, azienda italiana leader nel settore delle telecomunicazioni operante in particolare come service provider e operatore satellitare.


Abbiamo avuto il piacere di intervistarlo, per parlare delle innovazioni, tecnologiche e legali, nel campo della dronistica e dell'utilizzo dei satelliti nell'assistenza alle operazioni di volo.


D: Innanzitutto, puoi parlarmi di te, del tuo background e di cosa si occupa Telespazio?


R: Mi sono laureato in Ingegneria Aerospaziale a Palermo nel 2010, e inizialmente ero legato a tematiche di aviazione civile, come aerei e aeroporti. Sono stato assunto da Telespazio per lavorare al programma SENECA, in particolari i servizi di Apron Management degli aeroporti, ovvero tutto ciò che riguarda movimento, carico e scarico degli aerei in area di stazionamento, una delle zone più importanti per la vita di un aeroporto, nella quale sono svolti servizi fondamentali per il volo civile.


Telespazio fornisce servizi satellitari, in particolare nella branca delle operazioni e della messa in orbita dei satelliti. L'azienda esiste da 60 anni, ed è nata dall'iniziativa di Italcable e RAI. Attualmente è sotto il controllo di Leonardo e Thales.


Fanno parte del business di Telespazio i sistemi di navigazione satellitare, di localizzazione ad uso avionico, sistemi di comunicazione satellitare, e soprattutto la branca delle operazioni e dell'operatività dei satelliti.


Attualmente mi occupo di Navigation Science e sono nell'unità organizzativa di applicazioni satellitari e operazioni, in particolare mi occupo di ricerca e sviluppo.


Sono appassionato di dronistica, e possiedo un brevetto per il pilotaggio di veicoli da remoto (APR).


D: Prima hai parlato del programma SENECA, puoi approfondire?


R: SENECA in generale si occupava dell'integrazione della navigazione satellitare in tutti gli ambiti dell'utilizzo aeroportuale. Attraverso i satelliti e i loro sistemi di localizzazione offriamo diversi servizi alle autorità aeroportuali, che rientrano nella definizione di Location-based services, come per esempio il Corridor Monitoring, che verifica che l'aereo segua il proprio percorso. Quando lavoravo al programma SENECA mi occupavo soprattutto di Apron Management. L'Apron (Area di Stazionamento) è una zona dell'aeroporto che va dai Gates fino all'imbarco. È una zona importante per la vita dell'aeroporto, poiché contiene una serie di servizi necessari all'atterraggio e al decollo degli aerei. Poiché le compagnie aeree pagano tasse per occupare gli “slot” destinati ai velivoli, il compito del sistema era rendere più efficiente il processo, in maniera da risparmiare tempo e denaro. Un aereo in attesa perde soldi, e il sistema permette di comprendere quali fasi dell'Apron Management sono inefficienti.


D: Quando si parla di droni solitamente vengono in mente quelli commerciali di piccola stazza. Il mondo dei droni include anche altro?


R: Il drone tradizionale costituisce la quasi totalità del mercato. Ma il mondo dei droni è complesso, e ha delle complicanze dovute al fatto che il dronista, colui che opera con un drone, non appartiene al segmento aeronautico, non risponde alle leggi e alle convenzioni aeronautiche tradizionali. Per esempio, colui che manovra un drone per fare delle fotografie a un matrimonio è solo un fotografo. Prima una persona poteva comprare un drone e imparare a pilotarlo in maniera autonoma. Ciò ha portato a uno “tsunami” quando ci si è resi conto che l'intero settore non era regolamentato, poiché si tratta di far volare una macchina senza alcuna preparazione o riduzione del rischio da parte dell'operatore. Si rischiava di mettere a rischio il settore del segmento di volo tradizionale, in particolare tutto ciò che riguardava la sicurezza. Ora il quadro normativo è molto più chiaro rispetto a cinque anni fa. Grazie alle regolamentazioni dell'Unione Europea e di EASA (European Aviation Safety Agency) la situazione è in evoluzione. Per esempio, si parla anche di piano di volo, un documento che trasmette informazioni ben precise sul percorso intrapreso dal velivolo. Prima erano riservati esclusivamente al volo aeronautico, ora riguardano anche la dronistica.


Ora abbiamo una normativa che consente alla tecnologia di fare un balzo in avanti.


D: Quali sono i rapporti tra il settore aerospaziale tradizionale e le persone che si occupano di spazio, e la dronistica?


R: La domanda iniziale che mi sono fatto è: perché una persona che si occupa di spazio dovrebbe interessarsi al segmento dei droni?


Lo spazio e i satelliti vengono utilizzati, in maniera preponderante, nelle comunicazioni. Il pilota ha bisogno di costanti comunicazioni con la macchina, assicurandosi che questo contatto sia stabile e che sia sicuro a livello cyber.


Inoltre, i sistemi di geolocalizzazione permettono di tener sempre sotto controllo la posizione del drone nello spazio aereo. La priorità assoluta di questo sistema è garantire la sicurezza dello spazio aereo e l'awareness dell'operatore. Strumenti informatici basati sulla tecnologia SORA (Specific Operation Risk Assessment) consentono all'operatore e alle autorità competenti di valutare i rischi delle operazioni con i droni.


Tutte queste tecnologie di telecomunicazione e sicurezza riguardano strettamente il settore aerospaziale, ed è questo il rapporto tra i due campi.


D: Le nuove regolamentazioni introdotte permetteranno ad aziende di inserirsi nel mercato dei servizi dedicati agli utilizzatori di droni?


R: In Italia esiste un monopolio di d-Flight, una partecipata di ENAV, Telespazio e Leonardo, che gestisce il traffico sotto i 150 metri di quota, operato da droni appartenenti alle categorie Open e Specific. Il traffic management di queste due categorie di droni è gestita da d-Flight, mentre la categoria Certified, alla quale appartengono i droni più grandi, è ancora in fase di definizione. La differenza tra queste tre categorie è determinata soprattutto dalla funzionalità e capacità del drone.


D-Flight agisce sia come controllore del traffico sia come fornitore di servizi tramite le aziende che fanno parte della partecipata.


D: Lo sviluppo della dronistica ha portato a una democratizzazione del volo?


R: Si, democratizzazione è la parola interessante. Ogni persona può far volare il proprio drone, ma il problema è: sono tutti in grado di far volare i droni? La normativa aiuta, è necessario prendere il brevetto, ma non è difficile. Le problematiche non sono solo tecniche. I droni possono far del male, non solo fisico, ma anche per quanto riguarda la privacy delle persone. È necessaria una educazione anche da questo punto di vista.


Grazie per la tua disponibilità Salvatore!

151 visualizzazioni0 commenti

Comments


bottom of page