Reclami Interni alle Organizzazioni Internazionali: Chi è competente a decidere?

di Vittoria Paterno

Introduzione


Modulaw è uno studio legale internazionale con sede a Vienna e a Perth. La sua attività ha come focus principale quello di offrire assistenza e difesa legale ai dipendenti delle organizzazioni internazionali in materie relative al diritto internazionale del lavoro.

Modulaw si trova oggi alle prese con un possibile caso di diniego di accesso alla giustizia riguardante due ex consulenti civili internazionali (International Civil Consultants – ‘ICCs’) di EUFOR, le forze militari e civili multinazionali impegnate nelle missioni di pace dell'Unione europea, nell'ambito della Politica di sicurezza e di difesa comune. La questione principale sollevata dagli ICCs è la disparità di trattamento tra loro ed i dipendenti e membri del personale locale, in particolare gli LCHs (Local Civilian Hires). Questi ultimi avevano una situazione contrattuale analoga agli ICCs prima di alcune riforme migliorative che hanno interessato solo loro all’interno di EUFOR. La questione si trascina ormai da due anni e mezzo, durante i quali Ludovica Moro e Neha Dubey, gli avvocati di Modulaw a cui gli ex consulenti di EUFOR hanno affidato la loro difesa, hanno cercato di identificare il foro competente ad occuparsi del caso dato che la catena di comando di EUFOR ha negato di aver giurisdizione per poter farsi carico del reclamo. Da qui la necessità di identificare un forum alternativo.


1. Controversie internazionali


Ogni sistema giuridico prevede norme che regolamentano e definiscono le competenze dei tribunali per lo svolgimento delle proprie funzioni. La risoluzione delle controversie civili, penali e internazionali avviene quindi nelle specifiche sedi legali ad esse attribuite. In ambito internazionale, la Corte permanente di giustizia internazionale con sentenza del 1924, definì una controversia internazionale come: “un disaccordo su un punto di fatto o di diritto, una contraddizione, un’opposizione di tesi giuridiche o interessi”[1].


Data la norma consuetudinaria e cogente di divieto di ricorso all’uso della forza come metodo di risoluzione di controversie internazionali, la Carta delle Nazioni Unite ha riconosciuto l’obbligo in capo agli Stati di risolvere le controversie tra loro insorte “con mezzi pacifici, in maniera che la pace e la sicurezza internazionale, e la giustizia non siano messe in pericolo”[2].


2. Organizzazioni Internazionali


Ma cosa accade se le controversie coinvolgono internamente le organizzazioni internazionali (OI)?


Tali organizzazioni sono enti creati dagli Stati tramite accordi internazionali e dotati di un apparato istituzionale permanente al fine di realizzare scopi comuni attraverso lo svolgimento di attività unitarie[3]. “I trattati istitutivi delle organizzazioni internazionali presentano caratteri diversi rispetto agli altri accordi internazionali, in quanto danno vita a strutture istituzionali permanenti e autonome, dotate di una soggettività internazionale distinta da quella degli Stati membri”[4].


È importante osservare che la personalità giuridica internazionale è per le OI un requisito fondamentale, con la conseguente capacità di condurre attività di rilevanza esterna come quella concretizzantesi nella partecipazione ad un’altra OI.