Plastic ban: una soluzione alla dispersione della plastica nell’ambiente?

di Greta Zunino

1. La plastica, nemico sconosciuto


Quasi senza accorgencene, negli ultimi anni ci siamo abituati a fare sempre più a meno dei prodotti in plastica monouso. Cannucce, sacchetti, pellicola trasparente. I negozi che vendono prodotti sfusi, packaging in cartone, borse in tela, così come la raccolta differenziata sono diventati parte integrante del nostro quotidiano. Tali accorgimenti sono parte di una tendenza globale che mira alla riduzione del consumo di oggetti in plastica monouso, accusati a doppio titolo di essere una fonte di inquinamento: nel processo di produzione, in quanto prodotti a partire da combustibili fossili, e nel processo di smaltimento, che spesso non termina con il riciclo bensì con la dispersione nell’ambiente o in discarica.

Ma quanta plastica consumiamo ogni giorno? Quale approccio hanno gli altri paesi in merito al suo consumo? Utilizzeremo ancora oggetti in plastica monouso tra 10 anni? Facciamo luce su uno degli argomenti più attuali della nostra epoca.


2. Quanta plastica nel mondo di oggi e in quello di domani?


Vediamo insieme qualche dato sul consumo della materia incriminata. Le plastiche monouso costituiscono ben il 40% della plastica prodotta a livello globale. Nonostante la mobilitazione su larga scala per diminuirne il consumo, si prevede che raddoppierà entro il 2040[1] . È stato calcolato che dagli anni ‘50 del Novecento al 2018, meno del 10% della plastica prodotta è stata riciclata, il 12% è stata smaltita in inceneritore.


Gli Stati Uniti sono il paese con il più alto tasso di consumo pro capite: pur ospitando il 4% della popolazione, gli USA sono responsabili di ben il 17% dei rifiuti in plastica a livello globale[2].


3. I sacchetti monouso, i primi incriminati


Il primo articolo oggetto di divieto sono stati i sacchetti in plastica monouso, e il primo Paese a bandirli - sarete sorpresi - il Bangladesh, nel 2002. Numerosi altri Paesi hanno adottato la stessa misura: la pubblicazione più esaustiva sull’argomento ad oggi disponibile, «Legal Limits on Single-Use Plastics and Microplastics: Global Review of National Laws and Regulations », edito dall’United Nations Environment Programme (UNEP) nel Luglio 2018, illustra che a tale data ben 127 paesi avevano legiferato a favore del divieto o di misure volte alla riduzione del consumo e/o della produzione di sacchetti di plastica monouso.


4. Non solo sacchetti: limitazioni ad altri prodotti in plastica monouso


Il passo successivo è stato quello di occuparsi degli altri oggetti di uso quotidiano in plastica monouso. A metà 2018, 27 paesi vietavano la manifattura, l’importazione, la distribuzione e/o il consumo di oggetti in plastica monouso. Da allora, altri si sono aggiunti alla lista o hanno manifestato la volontà di farlo, come il Canada e l’India.[3]

Le prime vittime sono state cannucce, piatti, bicchieri e posate monouso. L’UE, per esempio, ha deciso di interdirne la vendita a partire dal 2021. Le bottiglie di plastica potranno continuare ad essere commercializzate purché il tappo sia attaccato alla bottiglia ed entro il 2030 dovranno essere costituite da almeno il 30% di materiale riciclato.


Anche la Cina, di gran lunga il maggior produttore[4] e tra i più grandi consumatori a livello globale, si è risoluta ad adottare misure volte alla limitazione dell’utilizzo dei prodotti monouso. I sacchetti di plastica saranno vietati in tutte le città a partire dal 2022, con la sola esclusione dei mercati che vendono prodotti freschi. Entro il 2025, il settore della ristorazione dovrà ridurre il consumo di prodotti in plastica monouso del 30%, mentre gli hotel non potranno più proporre ai clienti oggetti in plastica monouso.


5. Africa all’avanguardia


A livello continentale, sorprende il fatto che il più proattivo in merito alla limitazione della plastica monouso sia l’Africa. Ben 31 paesi su 54, in Africa sub-Sahariana, prevedono il divieto o la limitazione alla produzione e/o il consumo di sacchetti di plastica monouso, misure più o meno rispettate.

Perchè proprio l’Africa? La produzione limitata di materie plastiche in loco ha fatto sì che le lobbies potenzialmente interessate ad osteggiare il bando fossero quasi inesistenti. In parallelo, la mancanza di un qualsivoglia sistema di smaltimento ha messo i governi con le spalle al muro: se l’obiettivo è quello di limitare la dispersione nell’ambiente, l’unica soluzione è quella di vietare il consumo stesso.


6. Conclusioni


Un numero crescente di Paesi si sta impegnando a favore di misure via via più restrittive in merito al consumo e alla produzione di oggetti in plastica monouso. Non esistono tuttavia, ad oggi, accordi internazionali vincolanti volti ad uniformare il percorso verso un mondo sempre più “plastic free”[5]. Nel corso dell’Assemblea delle Nazioni Unite per l’Ambiente tenutasi lo scorso Febbraio, i governi di Germania, Ecuador e Ghana hanno portato avanti l’idea di tenere una conferenza internazionale, entro la fine dell’anno, nell’ottica di stabilire un trattato volto a limitare la dispersione della plastica in mare a livello globale.


Nonostante la mancanza di strumenti vincolanti a livello internazionale, la crescente sensibilità dei singoli Paesi e dei cittadini verso la tutela dell’ambiente fa ben sperare in un futuro più attento all’utilizzo e allo smaltimento della plastica, monouso e non.


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Note

[1] Un dato ancora più sconcertante: è stato calcolato che nel 2050 la produzione di materie plastiche contribuirà a ben il 20% della domanda globale di petrolio! [2] L’Italia si attesta al nono posto nella triste classifica dei paesi con la maggiore produzione di rifiuti in plastica per capita (56 kg/capita/anno) [3] Il Canada punta a bandire l’utilizzo di alcuni prodotti in plastica monouso a partire dal 2021. Per l’India, il secondo paese più popoloso al mondo, l’obiettivo è ancora più ambizioso e si colloca nel 2022. [4] 60 milioni di tonnellate prodotte all’anno. Seguono a distanza gli USA, con 38 milioni. [5] L’unico accordo internazionale vincolante esistente in merito è la Convenzione di Basilea, che però si occupa dello smaltimento della plastica, non della produzione/utilizzo.


Bibliografia/Sitografia


  • US and UK citizens are world’s biggest sources of plastic waste – study The Guardian

  • Plastic bag bans are spreading. But are they truly effective? National Geographic

  • Phase-out of lightweight plastic bags Wikipedia

  • Legal Limits on Single-Use Plastics and Microplastics: Global Review of National Laws and Regulations UNEP

  • Single-use plastic bags and their alternatives - Recommendations from Life Cycle Assessments UNEP

  • Plastic or paper: Which bag is greener? BBC

  • Ever more countries are banning plastic bags The Economist

  • EU adopts plastics ban Chemical & Engineering News

  • Three reasons why banning plastic bags is problematic The Conversation

  • Why Plastic Bans and Regulations are Widespread in Africa The African Exponent

  • Single-use plastic: China to ban bags and other items BBC

  • Fifth Meeting of the United Nations Environment Assembly - - Information from the Presidency and the Commission UNEA 5

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