Nord Stream 2 – From Russia with love (and gas)

Aggiornamento: 14 dic 2020

(di Greta Zunino)

Entro la fine dell’anno, i lavori di costruzione del Nord Stream II, il nuovo gasdotto con origine in Russia e punto di arrivo in Germania, dovrebbero essere terminati.

Il progetto, che consiste nell’installazione di una pipeline parallela a quella esistente, permetterà di aumentarne la capacità da 55 a 110 miliardi di metri cubi (bcm), raddoppiando quindi le possibili importazioni dalla Russia senza passare per l’Ucraina e l’Europa centro-orientale.

Per questa, ed altre ragioni, il gasdotto é oggetto di critiche fin dalla sua proposizione.

In primo luogo, il Nord Stream II é accusato di accrescere la dipendenza energetica dell’Europa nei confronti della Russia. La produzione di gas naturale entro i confini UE è in calo ormai da diversi anni, mentre la domanda é in aumento, in parte come conseguenza del desiderio di ricorrere a combustibili meno inquinanti per la produzione dell’elettricità, forzando i paesi EU a ricorrere in misura crescente all’importazione della materia prima.

Nel 2017, il 40% del gas naturale importato nell’UE era di provenienza russa, in crescita rispetto agli anni precedenti, a discapito dell’apparente consenso nel voler differenziare le fonti di