Il Metaverso, un’opportunità per la società o per il terrorismo?

Sfide nell’ambito della prevenzione

di Sara Senno

Fonte: Government Technology Insider

1. Introduzione


Oggi il mondo si muove a una velocità senza precedenti. Le informazioni vengono trasmesse, scambiate e registrate attraverso una fitta rete tessuta da quasi cinque miliardi di persone. Nel settore delle telecomunicazioni, ad esempio, l’evoluzione tecnologica ha permesso il passaggio dalla semplice trasmissione della voce per via telefonica alle videoconferenze, in cui presenza sociale e consapevolezza spaziale sono simultaneamente condivise in uno stesso ambiente sintetico. Più in generale, l’accelerazione nello sviluppo tecnologico, di recente coadiuvata senza dubbio dalle restrizioni all’interazione fisica dovute al contesto pandemico, ha permesso la diffusione su larga scala della connessione a internet e di strumenti che, utilizzati congiuntamente, consentono di spingersi oltre, simulando un insieme potenzialmente infinito di mondi paralleli entro cui i soggetti possono muoversi attraverso degli alter ego virtuali (avatar): il Metaverso.


Tra i frequentatori di questo cosmo ancora in fase di definizione, la fascia d’età maggiormente rappresentata è quella preadolescenziale e adolescenziale, che coincide con la porzione di popolazione più sensibile alle narrative estremiste.


Considerato l’ampio e comprovato uso che le organizzazioni terroristiche hanno fatto e stanno facendo delle piattaforme web e dei social network per la diffusione della loro propaganda, per le attività di Terrorist Financing e per il reclutamento di nuove leve, la presente analisi, dopo aver meglio inquadrato il concetto di Metaverso e le sue declinazioni, si propone di delineare quali siano le vulnerabilità correlate al rischio di radicalizzazione, finanziamento, reclutamento e utilizzo di questo universo da parte delle suddette organizzazioni e di individuare altresì i principali provvedimenti che è necessario adottare per arginarne il rischio.


2. Che cos’è il Metaverso?

Figura 1 – la realtà virtuale (fonte: Beacon)

Il termine, nato dalla crasi tra il prefisso “meta” (trascendente), e la parola “universo”, è apparso per la prima volta nel 1992 in “Snow Crash”, un romanzo di fantascienza scritto da Neal Stephenson, coniato per denominare il mondo virtuale in cui si muove l’avatar del protagonista. Il Metaverso, considerato come la prossima iterazione di internet, è una rete di esperienze e applicazioni interconnesse, dispositivi e prodotti, strumenti e infrastrutture. Più nello specifico, Metaverso sta ad indicare una versione immersiva di realtà virtuale composta da un intreccio di ambienti sintetici sempre attivi, parallela al mondo fisico e integrata con esso, in cui gli utenti, per mezzo dei loro avatar, possono interagire tra loro e con oggetti digitali e spostarsi da un ambiente virtuale all'altro, sperimentando attività eterogenee in tempo reale, come in una sorta di vita alternativa e parallela a quella fisica[1].