Lotta tra fede e razionalità: l’Unione Europea oggi

di Vittoria Paterno

Credits: EFSA, Vittoria Paterno
“Ivan, dimmi: Dio esiste oppure no? Ma parla sul serio! Ho bisogno che tu risponda seriamente (qui sta parlando Fedor Pavlovich)
-No, Dio non esiste.
-Aleksey, Dio esiste?
-Dio esiste.
-Ivan, e l’immortalità esiste, c’è qualcos’altro dall’altra parte, anche qualcosa di piccolo, minuscolo?
-Non esiste neanche l’immortalità.
-Di nessun genere?
-Di nessun genere.
-Lo zero assoluto.
-Aleskha, esiste l’immortalità?
-Esiste.
-Sia Dio che l’immortalità?
-Sia Dio che l’immortalità. In Dio c’è anche immortalità.
-Uhm… è più probabile che abbia ragione Ivan. Oh signore, pensa solo a quanta fede ha sprecato l’uomo, quante forze ha sciupato invano per questo sogno, e ciò da migliaia di anni ormai!” [1]

9 maggio, Giornata dell’Europa: si celebra la pace e l'unità in Europa. La data segna l'anniversario della storica dichiarazione in cui Robert Schuman espose l'idea di una nuova forma di collaborazione politica in Europa.


E forse con la stessa intensità di Fedor Pavlovich ci chiediamo: ma l’Unione Europea esiste? Con il suo stesso bisogno di rassicurazione chiediamo a gran voce: abbiamo creduto nel sogno giusto? Abbiamo riposto correttamente la nostra fede?


Credo oggi la risposta sia: è giusto credere in un’Unione Europea che ci ponga al di sopra di noi stessi, che ci porti a seguire comportamenti virtuosi in quanto parte di una comunità sovranazionale.

L’Europa non potrà farsi in una sola volta, né sarà costruita tutta insieme; essa sorgerà da realizzazioni concrete che creino anzitutto una solidarietà di fatto.”[2]

Solidarietà di fatto che ha faticato a essere applicata, soprattutto se collegata all’attuazione dell’articol