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La rotta migratoria nel canale della Manica

Aggiornamento: 25 ott 2022

1. Introduzione


Il 24 novembre 2021, almeno 27 persone sono morte nel tentativo di attraversare il canale della Manica a bordo di una piccola imbarcazione che è affondata al largo di Calais. Nonostante la tragedia, i migranti continuano a tentare la traversata per raggiungere il Regno Unito.

La BBC riporta che il giorno seguente due barche con a bordo circa 40 persone sono arrivate nel porto inglese di Dover. Tutto questo è accaduto una settimana dopo lo sgombero di un campo profughi nei pressi di Dunkirk, dal quale circa 1.500 migranti sono stati allontanati.


Il naufragio avvenuto nel canale della Manica ha attirato nuovamente l’attenzione sulla rotta migratoria tra la Francia e il Regno Unito e ha riacceso le tensioni politiche tra i due Paesi coinvolti nella gestione del flusso migratorio nel canale, divenuto una frontiera esterna dell’Unione Europea (UE) dopo la Brexit.


2. La portata dei flussi migratori dalla Francia al Regno Unito


Secondo fonti francesi, dall’inizio del 2021 hanno tentato di raggiungere la costa del Regno Unito a bordo di imbarcazioni di fortuna circa 31.000 migranti, più del doppio rispetto all’anno precedente. L’aumento del flusso di migranti in partenza dalla Francia con destinazione Regno Unito è confermato dal numero di arrivi riportato dalla BBC, che conta circa 25.000 persone giunte sulla costa inglese fino a novembre. L’aumento degli arrivi è in linea con quello dei flussi lungo tutte le rotte migratorie, dopo la fine delle restrizioni dovute al covid-19, come mostrano le statistiche dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR). Tuttavia, ci sono altri fattori da considerare.

L’Home Office, il Ministero dell’Interno inglese, non pubblica regolarmente dati aggiornati sul numero di migranti che arrivano sulle coste inglesi, sebbene tenga registri amministrativi degli arrivi di piccole imbarcazioni. L’ultimo rapporto ufficiale del 24 marzo 2021 riporta che nell’estate del 2020 è stato registrato il record di arrivi tramite piccole imbarcazioni sulle coste inglesi, con 8.500 persone che hanno attraversato il canale della Manica con questa modalità nel 2020, rispetto ai 1.800 arrivi registrati nel 2019.


Al momento non ci sono dati ufficiali sul numero di migranti arrivati nel Regno Unito attraversando il Canale nel 2021, ma la BBC riporta che a novembre 2021 già 25.000 persone avevano raggiunto le coste britanniche attraverso imbarcazioni di fortuna, il triplo rispetto all’anno precedente.


3. Cambiamento della rotta migratoria nella Manica


Secondo i dati forniti dall’Home Office, nonostante il numero di persone che attraversa la Manica mediante imbarcazioni sia in forte aumento dal 2018, nel Regno Unito le richieste di asilo non sono aumentate di molto complessivamente. Questo dato indica che probabilmente si è verificato un cambiamento nella modalità scelta dai migranti per raggiungere il Paese, rispetto agli anni precedenti al 2018.

Fonte: Home Office, 24 marzo 2021

Dagli anni Novanta, i migranti hanno iniziato a muoversi verso il nord della Francia per provare a raggiungere il Regno Unito. Sulla costa francese, nei pressi del tunnel della Manica e del porto di Calais, sono sorti diversi campi profughi che accoglievano i migranti in attesa di tentare il viaggio verso il Regno Unito salendo su camion e furgoni o treni e grandi imbarcazioni.


Nel 2016 è stato smantellato il campo profughi di Calais che ospitava più di 8.000 persone, e sono aumentati i controlli per evitare che sulla costa francese si formassero altri campi di migranti della stessa portata. Inoltre, la Francia ha costruito barriere e ha intensificato i controlli sui carichi merci che lasciano il Paese attraverso il tunnel della Manica. Queste misure hanno reso più difficile per i migranti introdursi nei camion e furgoni al confine del Regno Unito e hanno portato allo spostamento dei flussi migratori dai veicoli alle barche. La rotta che collega Calais a Dover si è aperta nel 2018, quando è diventato quasi impossibile per i migranti arrivare nel Regno Unito salendo sui camion prima che entrino nel tunnel sotterraneo che collega i due Paesi.


4. Accordi di cooperazione tra Francia e Regno Unito


Dal 2003, in base all’accordo di Le Touquet, la Francia permette agli agenti britannici dell’immigrazione di controllare l’accesso al Regno Unito nei porti francesi sulla Manica (e viceversa). L’accordo è stato firmato poco tempo dopo la chiusura del centro che accoglieva i migranti a Sangatte, nel 2002, per evitare che i migranti sprovvisti di visto attraversassero la Manica per raggiungere il Regno Unito, e prevede lo stanziamento di fondi da parte di Londra per sostenere Parigi nel rafforzamento dei controlli e nella securizzazione delle proprie frontiere, compresi gli accessi al tunnel della Manica.


Hanno fatto seguito all’accordo del 2003 una serie di accordi bilaterali. Il patto più recente è stato firmato dai due Paesi il 20 luglio 2021 e prevede lo stanziamento di 62 milioni di euro da parte del Regno Unito per sostenere la Francia nella militarizzazione della frontiera e nel rafforzamento del controllo della frontiera marittima. Ma i britannici non hanno versato i fondi che avevano promesso e sia il governo francese che quello britannico non sembrano voler superare le tensioni che si sono create né sembrano disposti a trovare una soluzione comune per evitare che altre persone muoiano tentando di attraversare il Canale.


5. Gli attriti tra Parigi e Londra


Il Premier britannico, Boris Johnson, l’indomani della tragedia nella Manica del 24 novembre, ha pubblicato su Twitter una lettera rivolta al presidente francese Emmanuel Macron per proporre alcune idee atte a migliorare la cooperazione alle frontiere, come l’invio di soldati e agenti di polizia britannici per pattugliare le spiagge francesi, ipotesi che la Francia aveva già respinto perché violava la sua sovranità nazionale. Inoltre, la lettera proponeva un accordo per riportare indietro i migranti che arrivano nel Regno Unito, ma i francesi hanno chiarito che questo aspetto deve essere affrontato con l’intera Unione Europea e non a livello bilaterale.


L’incontro sulla crisi dei migranti che si è svolto a Calais il 28 novembre, a cui hanno partecipato la Commissione europea e i ministri dell’interno di Paesi Bassi, Belgio e Germania, avrebbe potuto rappresentare l’occasione per discutere una soluzione congiunta, ma il ministro dell’interno francese Gérald Darmanin ha deciso di ritirare l’invito alla sua collega britannica Priti Patel.


Parigi non ha apprezzato le critiche ricevute da Londra circa il suo operato di pattugliamento delle coste e nell’accoglienza dei migranti. Secondo i dati dell’UNHCR, nel 2020 la Francia ha ricevuto 87.659 richieste d’asilo, il numero più elevato tra i Paesi dell’UE dopo la Germania, mentre il Regno Unito appena 36.027.


6. La risposta britannica


A Londra è in questo momento al vaglio un disegno di legge che propone una serie di misure per contrastare l’immigrazione irregolare nel Regno Unito e rendere il Paese meno attrattivo per i richiedenti asilo. La legge prevede che soltanto i rifugiati arrivati direttamente da un Paese nel quale la loro vita o libertà sia minacciata, che si presentino immediatamente all’autorità competente per richiedere asilo e che non siano entrati illegalmente nel Regno Unito, possano beneficiare dei diritti previsti dalla Convenzione sui Rifugiati. Inoltre, sono previste sanzioni civili e penali nei confronti di coloro che siano entrati in maniera illegale nel territorio inglese, e sono considerate inammissibili le domande presentate dai richiedenti asilo che abbiano connessioni con un Paese terzo sicuro.

In aggiunta, la ministra dell’interno britannica, Priti Patel, ha proposto un piano per respingere verso la Francia le imbarcazioni che tentano di raggiungere il Regno Unito. Una pratica che rappresenta una violazione del diritto internazionale e che è stata respinta dalla Francia. Quando le imbarcazioni di migranti vengono intercettate in acque internazionali, le autorità francesi e inglesi decidono, previa consultazione reciproca, in quale porto condurre le persone a bordo. Ma se i migranti vengono soccorsi in acque inglesi devono essere portati nel Regno Unito e non è consentito alle autorità britanniche l’accesso nelle zone marittime francesi senza l’autorizzazione della Francia. Non è quindi possibile per gli inglesi respingere i migranti una volta che siano entrati nelle proprie acque territoriali.


7. Conclusioni


La cooperazione tra Francia e Regno Unito ha prodotto finora una serie di accordi bilaterali che vanno verso una sempre maggiore securizzazione delle frontiere per contenere e controllare i flussi migratori. La “crisi migratoria” crea tensioni tra i due governi preoccupati di come la gestione del fenomeno migratorio venga percepita dall’opinione pubblica all’interno dei rispettivi confini. Soprattutto in Gran Bretagna, dove il controllo assoluto dei confini e il blocco dell’immigrazione irregolare erano tra le questioni centrali del programma politico dell’attuale governo.


Al momento, l’attrito tra governo francese e inglese allontana l’ipotesi di una collaborazione tra i due Paesi per risolvere congiuntamente la situazione migratoria nel canale della Manica. Le misure proposte da Londra per gestire il fenomeno migratorio nel Paese mirano a ostacolare gli arrivi e a rendere più difficile per i migranti vedere accettate le loro domande di asilo. Difficilmente Londra cambierà passo e abbandonerà la retorica anti-immigrazione che rende sempre più remota la possibilità di offrire canali legali per l’ingresso dei migranti nel Regno Unito. Dal canto suo la Francia, più preoccupata a gestire l’elevato numero di migranti che arriva nel proprio territorio, non sembra essere disposta ad impegnarsi ulteriormente per prevenire le partenze dalla propria costa verso il Regno Unito.


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Bibliografia/Sitografia

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