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La religione come strumento politico ai tempi del contagio da COVID-19

Aggiornato il: nov 1

(di F. Adele Casale)

Abstract

La religione è un prodotto culturale e la sua ragion d’essere è da ricercare nell’esigenza di conoscere e dare risposte a meccanismi e fenomeni complessi, spesso non completamente accessibili razionalmente, e di cui noi esseri umani facciamo esperienza sia a livello individuale che collettivo.

Durante il periodo di diffusione globale del COVID-19 molti si rivolgono alle religioni e alla loro capacità di attivare dimensioni (extra)ordinarie.

Attraverso alcune premesse teoriche e alcuni esempi dall’Africa subsahariana, si vuole sottolineare l’importanza della religione.

1. Introduzione

La grande protagonista del presente lavoro è la religione e l’interrogativo di base è come le varie confessioni stiano vivendo il contagio da COVID-19 in Africa subsahariana. Al di là delle direttive istituzionali che ogni singolo paese nel continente sta prendendo per far fronte al contagio in corso, le persone sono coinvolte non solo in qualità di cittadini, ma anche come fedeli. Quindi le religioni hanno voce in capitolo, ma perché? Che cosa c’entrano con la politica e con le istituzioni?

A partire da alcune premesse teoriche, mi ripropongo di restituire un panorama generale con alcuni esempi locali, invitando a tenere sempre a mente i contesti di riferimento, spesso determinati dal grado di accessibilità a risorse e servizi. È importante considerarli per far cadere il giudizio di valore e lasciare spazio alla curiosità congenita alla natura umana.

Quando si parla della religione lo si fa in un’accezione mutuata dall’antropologia culturale;[1] il termine religionI, al plurale, è utilizzato come sinonimo di confessioni.

Last, but not least ci tengo a ringraziare, per il loro contributo e la loro completa disponibilità, gli analisti di AMIStaDeS Elisa Chiara e Luigi Limone in qualità di testimoni oculari e informatori in tempo reale rispettivamente da Burkina Faso e Niger.

2. La religione non è solo affare dei fedeli In seguito alla diffusione, su scala globale, dell’infezione da COVID-19, in ogni parte del mondo,[2] le confessioni mobilitano i fedeli invitandoli alla preghiera per esorcizzare la paura e far loro rispettare le norme, e, attivando operazioni concrete di intervento sociale, vanno a riempire il vuoto spesso lasciato da istituzioni e infrastrutture fragili o addirittura inesistenti. Le ordinarie attività collettive, sia rituali che non, ormai trasferite on line, invitano perlopiù alla solidarietà globale.

La religione,[3] quell’insieme dinamico di tradizioni, riti, racconti, abitudini e cerimonie di un certo gruppo, in un certo luogo, in un determinato tempo, che si trasmette di generazione in generazione, e che contribuisce a determinare le identità di ciascuno di noi sia a livello individuale, che collettivo, è da ricollegarsi all’esigenza di conoscere e dare risposte a meccanismi e fenomeni complessi. In genere essi corrispondono a momenti nodali della vita come possono essere quelli della nascita, dell’ ingresso nella pubertà, della morte (per epidemia). Per fare ciò le religioni si servono del rito, uno strumento che permette agli individui di esperire la realtà (extra)ordinaria e di elaborarla attraverso il sacro in una dimensione a sé stante, altamente simbolica.

Con un forte potere normativo e di ordinamento della realtà, attraverso meccanismi di identificazione condivisi, essa fornisce griglie di lettura, categorie di interpretazione del , dell’ altro, del mondo; nutre potenti emozioni, genera impegno, può svalutare radicalmente l’ ordine esistente, impone obblighi, offre premi e sanzioni, fornisce giustificazioni, intensifica minacce e pericoli attraverso schemi morali e ideologici.[4]

Infine la religione è fonte completa e duratura di visioni sul giusto ordine delle cose, politicamente rilevante e pertinente in ambiti riguardanti il genere, la sessualità, la famiglia, l’educazione, ecc., poiché sono questioni che regolano la relazione tra un’identità e l’altra sia tra gruppi, che all’interno di essi.

Quanto detto spiega perché, nonostante lo sviluppo tecnologico,[5] anche nel sec. XXI la religione rimane un punto di riferimento.

3. Dalle premesse teoriche ad alcune notizie dall’Africa subsahariana

La diffusione del COVID-19, e le conseguenti misure volte ad arginarla, nel continente africano, sono ad oggi in corso. Attraverso alcuni casi riportati si vuole spiegare quale sia l’applicazione pratica delle suddette premesse teoriche[6]

In Somalia[7] Il movimento al-Shabaab[8] sta strumentalizzando il contagio a vantaggio della sua propaganda dichiarando il COVID-19 un virus diffuso "dalle forze crociate che hanno invaso il paese e dagli infedeli che li sostengono". Il meccanismo attivato è quello del contrasto tra un noi, dalla parte del vero, del giusto, del buono, e un loro, i cattivi, coloro che sono in errore, e che sono contro di noi.[9]

I militanti fanno leva sul sistema collassato dove centinaia di migliaia di sfollati non hanno accesso a acqua e sapone e nessun modo di praticare il distanziamento sociale. Inoltre cercano di far presa su coloro che ritengono la malattia una punizione divina imposta alla Cina e agli USA per il trattamento riservato ai musulmani, quindi se uno è un buon credente non può contrarre la malattia. Consci della situazione, e del grande potere di mobilitazione che ha la religione ha, in quanto molto rispettata, i ministeri degli Affari Religiosi, della Salute e dell'Informazione hanno lavorato insieme e con gli imām per diffondere buone pratiche di contrasto sia alla diffusione del virus che alla propaganda di al-Shabaab. I messaggi si basano su quei precetti islamici che incoraggiano la pulizia del corpo, e su passaggi che narrano di epidemie tratti dagli hahadith del Profeta.

In Nigeria[10] alcuni pastori pentecostali hanno fatto resistenza alle misure prese dalle istituzioni, sostenendo che, per l’importanza che la religione riveste nel paese, chiudere le chiese è come chiudere gli ospedali. Cura del corpo e cura dello spirito sono sullo stesso piano e tra loro collegate.

Come è successo in altre confessioni, le chiese pentecostali hanno trasferito orazioni e altre attività nel virtuale, online. La loro presenza accanto ai fedeli è forte sia nel rassicurare gli spiriti della protezione divina esortandoli a pregare e a fare donazioni, sia implementando programmi di sostegno sociale e sanitario, così, per esempio, la Redeemed Christian Church of God (Rccg) è diventata un punto di riferimento per i nigeriani radicandosi ancora di più tra la popolazione.

Similmente il Nigerian Supreme Council for Islamic Affairs (NSCIA) e il sultano di Sokoto, hanno invitato la Umma nigeriana a pregare per il mondo intero nel primo giorno di Ramadan,[11] e dichiarano la sospensione di alcune attività collettive (tarawih, tafsir, tikaf) fornendo i contatti di alcuni membri del Consiglio (NMSC) con i quali si può comunicare per avere informazioni e chiarimenti inerenti i comportamenti da adottare.

Similmente in Niger[12] le persone continuano a credere che il COVID-19 sia un'invenzione, che non esista e che Dio li proteggerà. Molte sono le proteste, anche violente,[13] contro la chiusura dei luoghi di culto, e contro il Consiglio Islamico e la Chiesa Cristiana che operano d’accordo con le istituzioni: esse infatti hanno invitato i fedeli a pregare presso le proprie abitazioni, sottolineando come le prescrizioni delle rispettive confessioni siano pienamente in linea con le misure di prevenzione già adottate dalle autorità.

Il Consiglio Islamico del Niger, inoltre, sollecita gli ulama a condurre campagne di sensibilizzazione e chiede allo Stato di fornire loro mezzi sostanziali per svolgere questa missione di interesse pubblico. Da parte loro, le Chiese cristiane hanno proclamato una settimana di digiuno e di preghiera in casa, affinché Dio possa estendere la sua misericordia sul Niger e sul suo popolo.

Sempre in Africa occidentale, in Burkina Faso,[14] nonostante il divieto di assembramento, molti imām esortano ad andare in moschea, invocando la preghiera come unico strumento di salvezza. Molti poi fanno riferimento alla prevenzione con la medicina tradizionale (erbe, piante).[15] Raccontando della situazione nel paese, E. Chiara sottolinea come l'appartenenza religiosa abbia un ruolo fondamentale in questo momento, e che nel complesso molti sono i messaggi positivi che vengono dagli imām e dai leader delle comunità etniche. Inoltre i crieurs publiques [16] nei villaggi tengono attivo il dibattito e il giro di informazioni sul COVID-19.

E ancora, in Ghana,[17] seppur gran parte della popolazione aderisca alle fedi cristiane e musulmane, le culture locali rimangono prominenti e sono rispettate e promosse dalle istituzioni, in quanto il popolo ghanese è molto legato alla dimensione religiosa e alla cultura locale.

I Consigli Tradizionali di alcune aree[18], come anche i guerrieri, si sono mobilitati per rivolgere preghiere e offrire un sacrificio animale alle divinità della terra, al fine di allontanare gli spiriti maligni ritenuti responsabili dell’infezione da COVID-19. La pratica purificatrice è legata all’ azione politica di difesa del territorio e di protesta. Infatti i leader tradizionali sostengono che il COVID-19 sia una piaga mandata dagli dei causata dal fatto che molti rituali tradizionali sono stati banditi e sostituiti da altri eventi pubblici.

Anche cristiani e musulmani, seguendo le linee guida tracciate dal Ministero degli Affari Religiosi, si sono riuniti insieme in una giornata di preghiera e digiuno su richiesta del presidente Nana Akufo-Addo per invocare l'intervento divino in tutto il mondo. https://nsemkeka.com/ghana-in-fasting-and-prayer-against-covid-19/

Allo stesso modo il presidente della Tanzania [19] John Magufuli ha invitato il popolo ad usare il week-end tra il 17 ed il 19 aprile per pregare contro l’infezione da COVID-19. Tra varie diatribe sui comportamenti da adottare in relazione alle attività da bloccare e quelle, invece, da continuare, egli ha invitato i suoi concittadini a rivolgersi a Dio e a mantenere in funzione la macchina economica.

Conclusione

Gli esempi riportati sono esigui in confronto al numero di paesi presenti nel continente africano, ma sono ottimi per comprendere come la religione possa essere strumento politico. Attivando meccanismi di aggregazione e divisione essa mobilita interi gruppi umani non solo a livello locale, ma anche globale, e viene rispettata perché parte integrante del background culturale tanto individuale, quanto collettivo.


Note

[1] Con la consapevolezza della vasta estensione della letteratura che riguarda il concetto di religione.

[2] Interessante è uno studio di fine marzo del Pew Research Center che mostra come negli USA in molti si stiano rivolgendo alla religione durante i mesi di diffusione del COVID-19

[3] Con il presente non si vuole partecipare al never-ending dibattito su che cosa sia la religione, basterà ricordare che essa è dinamica e ancorata inevitabilmente ai contesti sia storici che geografici.

[4] R. BRUBAKER, Religious Dimensions of Political Conflict and Violence, European University Institute, Max Weber Lecture No. 05, 2016

[5] Una lettura interessante a tale proposito, è la riflessione del filosofo U. GALIMBERTI La Scienza fra Tecnologia e Religione

[6] Gli esempi sono stati fatti seguendo la disponibilità delle fonti e la loro accessibilità. Per quanto riguarda i dati aggiornati sui numeri, si rimanda al sito ufficiale dell’Unione Africana https://au.int/en/covid19

[7] Paese a netta maggioranza musulmana sunnita, circa il 99.9% con una minoranza cristiana.

[8] Il gruppo al-Shabab, legato ad al-Qaeda, che controlla gran parte della Somalia meridionale e centrale [9] C’è da specificare che gli Islam ideologici sono latori di una griglia di lettura assoluta e dicotomica della realtà. Per approfondire si veda: "Islam ideologico: tre generazioni attraverso 'En Attendant le Paradis', un saggio di Amélie M. Chelly"

[10] Musulmani 50%, cristiani 40%, di cui 15% cattolici, seguaci delle religioni tradizionali 10%.

[11] Nel calendario islamico è il nono mese dell’anno lunare dedicato alle celebrazioni della prima rivelazione del Corano a Muhammad. Il Ramadan 2020 va dal 23 aprile al 23 maggio.

[12] Musulmani 98%; il resto segue il cristianesimo e le religioni tradizionali 17,85%

[13] Alcuni gruppi religiosi hanno dato fuoco a dei capannoni nei pressi delle ambasciate francese e USA e in altre città del paese

[14] Musulmani (61,5%, cattolici 23,3%, protestanti 6,5%, seguaci delle religioni tradizionali 8,7%)

[15] Il direttore del dipartimento di medicina tradizionale presso il Ministero della Salute, Pascal Nadembèga ha risposto all’appello del Mogho Naaba Baongho, la rete dei praticanti e degli erboristi di medicina tradizionale, che desidera proporre delle piante con proprietà antivirali e immunostimolanti. Tale esempio si allontana un po’ dal campo strettamente religioso, ma è molto valido per capire l’importanza dell’identificazione culturale anche nel campo medico, e in effetti, essa, screditata durante il periodo coloniale, è più accessibile, meno costosa, percepita più positivamente da parte delle comunità locali rispetto ai sistemi sanitari convenzionali. 

[16] Persone che annunciano messaggi alla popolazione

[17] Cristiani, 71,2% (pentecostali/carismatici, 28,3%; protestanti, 18,4%, cattolici, 13,1%, altri 11,4%), musulmani (17,6%), seguaci delle religioni tradizionali (5,2%); altri (6,1%)

[18] Il Concilio Tradizionale di Aflao è stato il primo nel Comune di Ketu Sud a offrire sacrifici agli dei per allontanare COVID-19, a Klikor e Somey, avevano già consultato le divinità per procedere allo stesso modo.

[19] Sulla terra ferma, cristiani (30%), musulmani (35%), seguaci delle religioni tradizionali 35%; a Zanzibar, musulmani (oltre il 99%)


Bibliografia

R. BRUBAKER, Religious Dimensions of Political Conflict and Violence, European University Institute, Max Weber Lecture No. 05, 2016

Sitografia

http://umbertogalimberti.feltrinellieditore.it/la-scienza-fra-tecnologia-e-religione/

https://www.facebook.com/watch/?v=228719745033016

http://cridem.org/C_Info.php?article=734985

https://www.nigrizia.it/

https://www.pewsocialtrends.org/2020/03/30/most-americans-say-coronavirus-outbreak-has-impacted-their-lives/

https://web.archive.org/web/20200413220158/https://gulfnews.com/world/gulf/saudi/covid-19-saudi-arabia-to-suspend-taraweeh-prayers-in-ramadan-1.70942604

https://web.archive.org/web/20200421105431/https://www.spa.gov.sa/viewfullstory.php?lang=en&newsid=2076293

https://www.nytimes.com/2020/03/22/world/middleeast/coronavirus-religion.html

https://www.nigrizia.it/notizia/la-somalia-tra-coronavirus-e-al-shabaab

https://www.internazionale.it/notizie/theo-borgvin-weiss/2020/04/16/nigeria-coronavirus-predicatori

https://nigerdiaspora.net/index.php/societe/8809-declarations-des-leaders-religieux-du-niger-le-conseil-islamique-et-les-eglises-chretiennes-decident-de-la-fermeture-des-lieux-de-culte-suite-a-la-confirmation-du-1er-cas-de-covid-19-au-niger

https://newsghana.com.gh/muslims-in-oti-offer-sacrifice-against-covid-19

https://www.journaldebrazza.com/covid-la-tanzanie-sen-remet-a-dieu-et-refuse-de-sacrifier-son-economie/

https://nsemkeka.com/all-prayers-by-pastors-against-coronavirus-will-not-work-nana-addo-should-call-on-we-traditionalist-ghanaian-priest/

https://au.int/en/covid19

https://www.bbc.com/news/world-africa-52103799#

https://www.amistades.info/post/islam-ideologico-tre-generazioni-attraverso

en-attendant-le-paradis-un-saggio-di-am%C3%A9lie-m-chelly

https://allafrica.com/stories/202004220064.html

https://lefaso.net/spip.php?article96113

https://www.lemonde.fr/afrique/article/2019/12/12/la-medecine-traditionnelle-peut-contribuer-a-une-couverture-sante-universelle-en-afrique_6022632_3212.html

https://www.britannica.com/place/Ghana/Housing#ref55188

https://nsemkeka.com/aflao-traditional-council-offers-sacrifices-to-stop-coronavirus/

https://nsemkeka.com/traditional-prayer-warriors-gather-at-the-independence-square-to-pray-against-coronavirus/

https://nsemkeka.com/ghana-in-fasting-and-prayer-against-covid-19/


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