La questione balcanica nel processo di allargamento dell’Unione Europea

Aggiornamento: 1 nov 2020

(di Alessandro Galbarini)

 È indubbio che il processo di integrazione europeo stia affrontando un momento estremamente delicato, non soltanto a causa del continuo elastico causato dalla Brexit, ma anche a seguito del delicato processo di inclusione che i paesi dell’Est Europa stanno effettuando. Il veto posto dal presidente francese Emmanuel Macron all’apertura dei negoziati con Albania e Macedonia del Nord, durante il Consiglio Europeo del 17 ottobre scorso, ha generato un malcontento generale soprattutto in quegli attori, come l’Italia, che per primi si sono fatti promotori di questo processo. Le motivazioni del presidente francese sarebbero da ricercare nella necessità di dover riformare l’UE stessa e il suo meccanismo di adesione, prima di aprire le porte ad un’area così vasta ed importante, soprattutto per la sua rilevanza politico-strategica. A tal proposito, la Francia stessa ha poi presentato un progetto di revisione della metodologia di allargamento, basato su quattro punti[1], con l’obiettivo di attuare una piena adesione dei paesi candidati.