La crisi di Haiti: una democrazia in bilico tra due presidenti

di Roberto Codazzi

Jeanty Junior Augustin (REUTERS)

Haiti si trova di nuovo in una crisi politica che rischia di degenerare in scontri di piazza e tra bande. Il 7 febbraio di quest’anno, infatti, è scaduto il mandato del presidente in carica Jovenel Moïse, imprenditore agricolo eletto nel 2016 dopo delle contestate elezioni e che non ha intenzione di passare la mano al presidente interino indicato dalle opposizioni.


Per capire le ragioni del conflitto bisogna tornare indietro di 5 anni. Il mandato presidenziale ad Haiti dura 5 anni, ma solo due volte dal 1804, cioè da quando il Paese ha dichiarato la sua indipendenza dalla Francia, questo periodo è stato rispettato. Nell’ottobre 2015 si realizzarono le elezioni per definire il successore del presidente Michel Martelly, il cui mandato sarebbe scaduto il 7 febbraio 2016, ma le stesse vennero annullate per brogli e ripetute solo a dicembre 2016. Nel frattempo, Martelly passò il potere al presidente interino Jocelerme Privert fino alla proclamazione, il 7 febbraio 2017, dell’attuale presidente Jovenel Moïse. Da qui la differente interpretazione tra Moïse che afferma di aver realizzato solo 4 anni di governo e le opposizioni che considerano l’interregno come parte del mandato presidenziale.