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L'Iraq potrebbe intervenire in Siria per sconfiggere lo Stato Islamico?



Il 1 aprile 2018, il premier iracheno Haider al-Abadi ha affermato, in una dichiarazione pubblica rilasciata nel corso della sua conferenza stampa settimanale, che esiste la possibilità che l'esercito iracheno, scavalcando i propri confini territoriali, agisca anche in Siria per combattere le ultime resistenze del c.d. Stato Islamico. Sebbene attualmente figuri soltanto come una dichiarazione di intenti cui non hanno fatto seguito, alla data odierna, azioni o prese di posizione di carattere militare, l'annuncio di al-Abadi mostra la volontà dell'Iraq di impegnarsi nella lotta al terrorismo internazionale, non soltanto nel proprio Paese, ma anche nelle aree limitrofe. Al-Abadi, infatti, ha fatto della lotta allo Stato Islamico in Iraq una priorità della sua azione politica, anche in un periodo particolarmente complesso per il popolo iracheno, provato da una sferzante crisi economica e dall'instabilità politica che ha caratterizzato gli ultimi anni. Per questo, resta evidente l'importanza di mantenere la soglia di guardia alta anche nello stesso territorio iracheno, per evitare possibili infiltrazioni e il riaccendersi della fiamma del califfato in territorio iracheno, dichiarato libero dallo Stato Islamico proprio da al-Abadi nel dicembre 2017.

​Sull'annuncio fatto da al-Abadi il 1 aprile, si segnala l'approfondimento a questo link

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