L’intelligenza artificiale come motore di sviluppo per l’Europa

Aggiornato il: mar 30

di Roberta Ruggeri

1. Tra le tecnologie più significative che stanno plasmando l’Europa


L'Intelligenza Artificiale (IA) si configura come una delle tecnologie più significative che stanno attualmente plasmando l'intero processo di trasformazione digitale e modernizzazione industriale in Europa e nel mondo. Dopo una fase iniziale dominata da attori innovativi e applicazioni esplorative in specifici scenari aziendali e sociali, l'intelligenza artificiale ha rapidamente acquisito importanza e diffusione ed è ora al di là della fase nascente.


In Europa, l’IA è ancora nella gamma medio-bassa di diffusione tecnologica (USA e Cina sono le aree più avanzate), ma sta rapidamente crescendo man mano che gli utenti esistenti approfondiscono i loro investimenti e i nuovi utenti entrano nel mercato.

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Fig. 1– Intelligenza artificiale a misura d’uomo. Fonte - Parlamento Europeo

2. Capacità tecnologica, cambiamenti socioeconomici e garanzia di un quadro etico e giuridico adeguato


Dal punto di vista politico, la Commissione europea ha sviluppato una strategia per l'IA e la gestione dei dati e attraverso il Libro bianco sull'IA[1] pubblicato nel febbraio 2020 con l'obiettivo di creare un ecosistema di eccellenza (accelerando lo sviluppo, l'applicazione e l'uso dell'IA) e fiducia (approccio normativo basato sul rischio proporzionato).


In termini di sostegno alla ricerca e alla diffusione, la Commissione europea sostiene l'adozione dell'IA attraverso:


- Horizon Europe, il programma volto a rafforzare la ricerca industriale (9° programma quadro dell’Unione europea per la ricerca e l’innovazione 2021–2027);

- Digital Europe, a supporto dei test e della sperimentazione (con un budget di 7,5 miliardi di euro) il programma intende accrescere e massimizzare i vantaggi della trasformazione digitale per tutti i cittadini, le pubbliche amministrazioni e le imprese UE.


Un punto di partenza possiamo ricondurlo proprio a Horizon Europe e ai pilastri in cui esso si declina (scienza eccellente, sfide globali e competitività industriale europea, Europa innovativa). In tale contesto l’IA applicata nell'industria potrebbe apportare potenziali benefici quali:

  • ottimizzazione continua e automaticadella produzione;

  • maggiore resilienza, robustezza ed efficienza delle catene di approvvigionamento;

  • riduzione dei costi di manutenzione attraverso la manutenzione predittiva;

  • collaborazione avanzata uomo-macchina per la progettazione e lo sviluppo del prodotto;

  • un ambiente di lavoro più gratificante per i lavoratori delle fabbriche.


Digital Europe contribuirà invece, segnatamente, a sostenere la ripresa dell'UE duramente colpita dalla pandemia di Covid-19, affiancandosi agli strumenti previsti dal Recovery plan e al Green deal europeo.


La Commissione europea ha inoltre finanziato e lanciato la piattaforma IA on demand dove l'industria e il settore pubblico possono confrontarsi per ridurre gli ostacoli all’innovazione, promuovere il trasferimento di tecnologia e catalizzare la crescita delle start-up e delle PMI in tutti i settori attraverso inviti aperti e altre azioni. L’idea è quella di dar vita ad un sistema che permetta a scienziati, innovatori, imprese, cittadini e amministratori pubblici di accedere a degli strumenti normalmente alla portata solo di centri di ricerca o di aziende di grandi dimensioni.


Inoltre, l’Unione europea ha annunciato inoltre nuovi investimenti per 30 milioni di euro in sei progetti per l’intelligenza artificiale, con lo scopo di ampliare la platea degli utilizzatori e quindi gli scenari di applicazione.


3. Opportunità da cogliere, ostacoli da rimuovere


L'indagine Advanced Technologies for Industry (ATI) della commissione UE condotta tra giugno e settembre 2019 ha investigato tra altro l'adozione di tecnologie avanzate, tra cui il loro livello di adozione, i loro impatti aziendali attesi e le condizioni abilitanti (ad esempio investimenti in Tecnologie dell’informazione, fonti di finanziamento, competenze).


Ne è emerso che più di un quarto delle organizzazioni europee stava adottando l'IA e un'altra metà stava pianificando o valutando di adottare sistemi di IA nel breve termine.


Anche se queste stime devono essere riviste a causa dell'interruzione causata dalla pandemia di COVID-19, la velocità di evoluzione del mercato è impressionante. A livello mondiale, l’International Data Corporation (IDC) prevede che la spesa totale per l'IA crescerà a un tasso di crescita annuale composto di 5 anni del 26,5% per il periodo 2018-2023, fino a € 96 miliardi alla fine di quel periodo. Si prevede che il mercato dell'Unione europea crescerà più rapidamente del mercato globale.


Finanza, produzione e vendita al dettaglio mostrano la quota più elevata in termini di spesa per l'IA e viene confermata la tendenza che il mercato nell'UE dovrebbe crescere più rapidamente del mercato globale con una quota prevista del 23% sul totale entro il 2023 (contro il 18% nel 2018 e il 20% nel 2019).


Nel secondo sondaggio ATI (novembre 2020) l'IA “uptake” è al >28% nel 2020 (rispetto al >25% nel 2019). I tassi di adozione più elevati nel 2020 riguardano settori in cui la capacità di supportare la catena del valore e implementare processi basati sui dati è più elevata: ad esempio telecomunicazioni e media, ma anche servizi finanziari e sanità. Dall'emergenza COVID-19, l'IA è salita al 4° posto ora davanti ad altri settori come i servizi professionali, il commercio al dettaglio e all'ingrosso e le utility.


In effetti, la pandemia di COVID-19 ha sottolineato la centralità dell’IA nel contrastare la malattia, ad esempio nel tracciamento dei contatti. Tuttavia, l'implementazione dei casi d'uso dell'IA è ostacolata da molteplici sfide e ostacoli all'attuazione. Per cogliere opportunità commerciali concrete, le imprese devono essere consapevoli di queste sfide e delle contromisure che l'industria e i responsabili politici stanno cercando di attuare in Europa.


Le principali barriere individuate nel rapporto ATI Watch sull'IA, riguardano ad esempio la necessità di rafforzare l'ambiente frammentato di ricerca e innovazione dell'IA, la crescente domanda di competenze e know-how, l'insufficiente disponibilità di dati e condivisione dei dati, la mancanza di fiducia sociale (l'opinione pubblica percepisce i rischi per la coesione sociale, la democrazia e i diritti umani derivanti dall'innovazione dell'IA), la presenza di diverse barriere tecnologiche, il quadro legislativo immaturo (incertezza sulla governance dei dati e sulla gestione della responsabilità legata all'IA, sicurezza, rischi per la sicurezza).


Fig.2- Valore percentuale della spesa totale in Europa per settore industriale nel 2019. IDC. Worldwide Artificial intelligence Spending Guide, Marzo 2020

4. L'IA adottata in modi diversi da tutti i settori e da tutti gli attori sociali


L’impatto della diffusione dell’intelligenza artificiale nei processi produttivi e nell’organizzazione del lavoro sta aumentando ed è destinato a cambiare profondamente il nostro modo di vivere. Ciò pone a giuristi, economisti, filosofi, filosofi del diritto, teologi e agli studiosi del sociale una sfida senza precedenti, per la velocità del cambiamento in atto e per la necessità di cogliere i benefici dell’innovazione tecnologica, mitigandone i rischi”

Studio LUMSA 2019.


Intelligenza artificiale usi quotidiani
Fig 3- L’ Intelligenza artificiale come una delle priorità dell’UE. Fonte - Parlamento Europeo

In un tentativo di semplificazione, le tecnologie digitali possono essere utilizzate per ridurre i costi di transazione, monitorando l'utilizzo in tempo reale dei dati e costruendo efficienze nei processi. La digitalizzazione porta a una maggiore efficienza e soluzioni sostenibili.


Con l'utilizzo dell'IA le aziende potrebbero ridurre dal 5% al 10% il totale di emissioni di gas serra (GHG) entro il 2030, che corrispondono ad un quantitativo di anidride carbonica che va da 2,6 a 5,3 giga tonnellate (Gt CO2e), contribuendo al raggiungimento degli obiettivi dell'Accordo di Parigi e anche alla ripresa post-Covid (stima Boston Consulting Group). L'AI può fornire spunti per migliorare l'efficienza dei vari processi aziendali, riducendo le emissioni e tagliando i costi. Integrando l'IA, spiega lo studio, le aziende possono inoltre ottenere un impatto complessivo tra 1,3 a 2,6 mila miliardi di dollari di valore, attraverso ricavi aggiuntivi e risparmi sui costi.


L'Europa può quindi assistere in modo non passivo alla transizione verso una nuova normalità: la digitalizzazione e la sostenibilità garantiranno una maggiore resilienza e daranno il via al ripristino economico. La crisi potrebbe dunque servire da motore per la ripresa – può essere trasformata in un'opportunità per ricostruire le economie in modo diverso e più sostenibile.


Per una ripresa verde è fondamentale mobilitare gli investimenti verso la sostenibilità – energia rinnovabile, auto pulite, case efficienti dal punto di vista energetico – che renderanno la nostra società e il nostro pianeta più sani. Il fondamento di queste tecnologie di successo è l’Intelligenza Artificiale.


5. Conclusioni


In un precedente contributo per AMIStaDeS avevamo già condiviso la riflessione di Jeffrey David Sachs, che già nel 2015 parlava di una “società globale interconnessa come mai prima d'ora”. In tutta Europa viviamo un’era in cui “condividiamo l’euforia per la nuova era dell’informazione, ma anche le paure per possibili sconvolgimenti ambientali su scala planetaria, stanno rapidamente cambiando le pratiche di business e le tecnologie nonché le dimensioni e la struttura per età delle popolazioni”[2].


La “transizione” totale rilanciata dal Green Deal tiene in considerazione anche eventuali storture derivanti dal contesto commerciale globale, la riqualificazione di intere aree industriali, e investimenti massivi in nuove tecnologie dall’ Osservatorio Green economy - GEO, sottolineando l'attenzione sulle sfide della ricerca relative all'IA, che includono la difficoltà di applicare l'IA negli ambienti industriali esistenti che mirano a un'elevata prevedibilità, affidabilità e tracciabilità, una limitata disponibilità di dati, la posizione dell'industria in un mondo in evoluzione (legato all'economia circolare, competenze specifiche e mutevoli).


Attraverso le strategie di specializzazione intelligente (S3), che si stanno definendo nel periodo di programmazione 2021-2027, le autorità nazionali e regionali possono individuare le priorità al fine di creare un vantaggio competitivo sviluppando e abbinando i propri punti di forza in materia di ricerca e innovazione alle esigenze delle imprese, al fine di affrontare in modo coerente le opportunità emergenti e gli sviluppi del mercato. In questo contesto, sarà’ interessante verificare come le S3 di nuova generazione sostenteranno la trasformazione industriale verso la transizione digitale e lo sviluppo sostenibile per aumentare la resilienza e l'adattabilità dei sistemi socioeconomici ai rapidi cambiamenti del contesto economico-produttivo e sociale e così rispondere in modo più rapido ed efficace le esigenze dei cittadini dell’UE.


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Note


[1] https://ec.europa.eu/info/files/white-paper-artificial-intelligence-european-approach-excellence-and-trust_en [2] Si veda anche Chiara Tintori - Recensione al libro di J. Sachs, L'era dello sviluppo sostenibile, Università Bocconi Editore, 2015 - Academia.edu. https://www.academia.edu/32766322/


Bibliografia/Sitografia


Si consiglia la visione del video sottotitolato in italianohttps://multimedia.europarl.europa.eu/it/artificial-intelligence-keeping-humans-at-its-heart_N01-PUB-200922-ARTI_ev

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