L’acqua: una merce, un diritto o un bene comune?

Aggiornato il: mar 26

di Francesca Maiorano

1. Introduzione


Da dicembre 2020 l’acqua è diventata una commodity finanziaria e, come le altre materie prime, è stata quotata in borsa. L’idea è nata dalla collaborazione tra il Chicago Mercantile Exchange Group – uno dei più grandi mercati future americani – e la Nasdaq – associazione americana degli operatori di titoli – con le migliori intenzioni di far fronte alla sua crescente scarsità. Al momento, i contratti utilizzeranno come sottostante (si veda il §3) il Nasdaq Veles California Water Index, il cui valore riflette il prezzo dei diritti sulle acque della California, in particolare le acque superficiali dello Stato e quattro bacini di acque sotterranee[i].


Si è trattato di una scelta fortemente criticata; in primis da parte di alcuni operatori finanziari che ne hanno evidenziato l’inutilità in termini di profitto date le caratteristiche della materia prima[ii], ma anche da alcuni portavoce delle Nazioni Unite che hanno esternato la loro preoccupazione per la privatizzazione di un bene fondamentale per la vita.


2. Da risorsa a merce


Non si deve incorrere nell’errore di credere che tutto ciò sia una novità. L’acqua, infatti, era già commercializzata nei mercati finanziari spot[iii], tuttavia la decisione di renderla oggetto di “scommesse” è un ulteriore esempio di neoliberismo tradotto in pratica e si inserisce nel più ampio discorso legato alla gestione delle risorse comuni.


Per quasi tutto il XX secolo è prevalso l’approccio keynesiano volto a investire nella costruzione di infrastrutture pubbliche che potessero agevolare l’accesso universale alle risorse idriche, necessario per la crescita economica e industriale. Con l’avvento del modello neoliberista, queste politiche sono state fortemente criticate ed è iniziato quel processo di privatizzazione a cui continuiamo ad assistere oggi. La fine dell’età dell’oro[iv], la degradazione delle strutture statali e la loro palese incapacità di operare efficacemente hanno indotto l’idea per cui le risorse comuni potevano essere meglio amministrate sulla base di governance di mercato. Si è, infatti, sviluppato quel Free Market Environmentalism,[v] che vede nel mercato e nella proprietà privata gli strumenti per far fronte alle crisi ecologiche. I diritti di proprietà renderebbero l'ambiente un bene piuttosto che una passività, dando ai proprietari un incentivo per la sua gestione. Allo stesso tempo, i mercati e il commercio incoraggerebbero la cooperazione.


Pertanto, la scelta di quotare l’acqua in borsa non è altro che un’ulteriore trasformazione di un bene in merce, nella convinzione che, in una società fondata sul paradigma del profitto, la sostituzione del valore sociale dell’acqua con un valore economico sia utile a realizzare una sua migliore gestione. Questa impostazione non è limitata all’acqua ma è tipica della macroeconomia neoliberista applicata all’ambiente. L’obiettivo è arginare quella tragedia dei beni comuni descritta da G. Hardin[vi] per cui, in assenza di proprietà privata, nessuno sosterrebbe i costi della gestione della risorsa volendo però usufruire dei benefici. Ciò ha indotto a ritenere che, al contrario, un attore privato avrebbe potuto agire nel proprio interesse realizzando una migliore allocazione della risorsa.


Il problema non consiste unicamente nell’assegnazione di un prezzo all’acqua, ma soprattutto negli strumenti scelti per commercializzarla, i quali forniscono l’occasione di speculare e scommettere sulla sua scarsità in un prossimo futuro.


3. Cosa sono i futures?


Come le altre materie prime, l’acqua è commercializzata mediante commodity futures in mercati regolamentati. Le commodity possono essere usate come sottostanti per diversi strumenti finanziari; tra cui i futures, ossia quei contratti a termine in cui ci si accorda per l’acquisto o la vendita di una materia prima in una data specifica futura e a un prezzo particolare. Sono, quindi, degli strumenti derivati in cui il valore verrà negoziato sulla base di un indice di riferimento; nel caso di specie sarà il Nasdaq Veles California Water Index[vii] che registra le variazioni del prezzo dell’acqua in cinque regioni della California e fissa settimanalmente un prezzo per i diritti sull’acqua.


Inizialmente studiati per essere degli strumenti di copertura dai rischi, dal momento che consentono di conoscere in anticipo le entrate e i costi di una transazione, i futures, oggi, si sono trasformati in strumenti speculativi. Spesso, infatti, le contrattazioni non corrispondono a un vero e proprio passaggio della merce, ma vengono usate per altre negoziazioni e chi li possiede potrà guadagnare dai successivi movimenti di mercato e speculare sui rialzi.

Il loro vantaggio consiste nel fatto che, laddove il prezzo della merce sottostante dovesse salire, l’acquirente del contratto guadagnerebbe, ottenendo il prodotto al prezzo più basso concordato e potendolo rivendere al prezzo di mercato più alto. Allo stesso modo, se il prezzo dovesse scendere sarebbe il venditore a guadagnare, poiché potrebbe acquistare la merce al prezzo di mercato e rivenderla al prezzo più alto concordato.


Grazie a queste dinamiche, i grandi fondi speculativi usano questi strumenti come leve finanziarie nel mercato. Infatti, nella maggior parte dei casi, non hanno intenzione di acquistare la merce bensì di procurarsi un contratto a un prezzo che li farà guadagnare. Quello che in sostanza si realizza è una scommessa sul prezzo futuro di quel bene.


4. Il futuro è già presente


Le ipotesi presentate finora non sono così lontane dal verificarsi; anzi sono già state riscontrate e costituiscono una realtà quotidiana. Nonostante l’intervento delle Nazioni Unite che nel 2010 hanno riconosciuto il carattere fondamentale del diritto all’acqua potabile e ai servizi igienici[viii], questi vengono attaccati sistematicamente.


Si pensi alla crisi economica che ha portato Detroit a una decisione senza precedenti: lasciare ventuno mila persone senza acqua corrente per non aver pagato le bollette. Si pensi, ancora, alla Coca Cola o alla Pepsi che nel mezzo di una siccità hanno prosciugato molte delle risorse idriche indiane per soddisfare i bisogni di produzione[ix].


Si pensi, infine, alla Nestlé che, incurante del fatto che a Flint (Michigan) le persone venissero intossicate dall’acqua del fiume, a sole due ore di distanza continuava ad estrarre acqua a prezzi irrisori, portando molti a chiedersi perché i cittadini non potessero avere accesso all'acqua del rubinetto, quando la più grande azienda alimentare del mondo la imbottigliava per 200 dollari l’anno.


5. La reazione delle Nazioni Unite


La comunità internazionale ha espresso la sua preoccupazione in più occasioni; si riporta quanto sostenuto da Pedro Arrojo-Agudo[x], relatore speciale sui diritti umani, in relazione all’annuncio di quotare l’acqua in borsa:


L'acqua appartiene a tutti ed è un bene pubblico. È strettamente legato a tutte le nostre vite e mezzi di sussistenza ed è una componente essenziale per la salute pubblica […]. L'acqua è già minacciata da una popolazione in crescita, da richieste in aumento e da un grave inquinamento da agricoltura e industria mineraria nel contesto del peggioramento dell'impatto del cambiamento climatico […] Oltre agli agricoltori, alle fabbriche e alle società di servizi pubblici che cercano di bloccare i prezzi, un simile mercato dei futures potrebbe anche attirare speculatori come gli hedge fund e le banche a scommettere sui prezzi, ripetendo la bolla speculativa del mercato alimentare nel 2008. In questo contesto, il rischio è che i grandi attori agricoli e industriali e le grandi utility siano quelli che possono acquistare, emarginare e influenzare il settore vulnerabile dell'economia come i piccoli agricoltori".

Arrojo-Agudo ha sì sottolineato che l’acqua costituisce una risorsa vitale per l’economia, ma, al contempo, ne ha ricordato il suo valore sociale, che non può essere riconosciuto e gestito adeguatamente dalla logica di mercato, soprattutto in uno spazio finanziario incline alla speculazione.


6. Conclusioni


Sebbene sembri non esserci alternativa a questo percorso di privatizzazione, in un contesto in cui gli Stati subiscono passivamente decisioni assunte in sedi non istituzionali e in cui la complessità del mondo sembra essere gestita da meccanismi oscuri, sembra profilarsi una terza via.


L’ha sperimentata l’Italia che, di fronte all’articolo 23 bis del decreto Ronchi[xi], si è fatta portavoce di una sensibilità nuova che stava iniziando a diffondersi in diverse parti del mondo. Nel 2011, infatti, grazie al voto referendario, ha ottenuto una vittoria importante. Il Forum italiano movimenti per l’acqua ha provato la fattibilità di un’alternativa di pensiero all’indirizzo economico predominante. La sua campagna ha portato all’abrogazione di un articolo che sostanzialmente prevedeva la possibilità di indire gare d’appalto per i servizi locali a rilevanza economica, tra cui il servizio idrico, riducendo così la possibilità dell'affidamento diretto a una società pubblica "in house". Anche oggi, a fronte della notizia della quotazione in borsa dell’acqua, il Forum si è attivato e ha indetto una raccolta firme nella consapevolezza dei rischi derivanti da questa operazione finanziaria.


Ma prima ancora dell’Italia, la città di Cochabamba in Bolivia è stata esemplificativa di tutte le criticità insite nella gestione privata di una risorsa. Infatti, quando una grossa corporation californiana ha assunto la gestione idrica della città, i prezzi sono aumentati e l’accesso all’acqua è diventato proibitivo per la popolazione, che si è ribellata riuscendo a ottenere la caduta del governo e le dimissioni del presidente.


Ancora, lo stanno dimostrando i Paesi del Sud America che nelle proprie costituzioni propongono un diverso approccio al diritto, abbandonando l’ottica antropocentrica e abbracciando una filosofia sempre più biocentrica, nell’idea di riconoscere diritti alla natura e una titolarità diffusa degli stessi alla comunità[xii].


Sulla scia di questi avvenimenti, si stanno diffondendo a livello mondiale movimenti per rendere l’acqua un bene comune. Con questo termine si intendono quei beni le cui utilità vanno oltre quelle specifiche di ciascun individuo, restando a disposizione di tutti, in un’ottica intergenerazionale.


Si assiste, oggi, a un risveglio politico di graduale consapevolezza della debolezza di un sistema che ha esaurito il suo corso e che ricerca nuove soluzioni. Che sia mediante un new green deal, come suggerisce Jeremy Rifkin[xiii], o mediante alternative inesplorate, possiamo solo sperare che questa transizione avvenga il prima possibile.


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L’acqua
. Una merce, un diritto o un bene
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Note

[i] In particolare, le risorse sono il Bacino Centrale, quello di Chino, di San Gabriel e il bacino del Mojave. [ii] I futures non saranno particolarmente redditizi all’inizio, dal momento che le materie prime più importanti nei mercati finanziari hanno alcune caratteristiche in comune: sono utilizzate a livello globale, ma prodotte in poche località, sono relativamente scarsi e hanno, quindi, un prezzo elevati, il loro valore è elevato rispetto alla loro massa e questo consente di abbassare i costi del trasporto. Nel caso dell’acqua non sussistono questi presupposti. [iii] È il mercato nel quale lo scambio dei prodotti trattati avviene con liquidazione (consegna dei titoli e pagamento del controvalore) immediate, con un differimento di pochi giorni. [iv] Viene definito “età dell’oro” quel periodo di crescita economica che va dalla fine della Seconda guerra mondiale all’inizio degli anni ‘70, caratterizzato da un ruolo chiave degli Stati nell’economia. Diversi avvenimenti ne segnano la fine, tra questi l’annuncio nel 1971 da parte del presidente americano Richard Nixon dell’inconvertibilità del dollaro in oro, che determinò la morte del sistema aureo e la nascita del sistema fluttuante, e la crisi petrolifera del 1973 che causò un aumento dei costi di produzione con conseguente inflazione e recessione. [v]Questo approccio trova le sue origini nel testo di Anderson and Leal Free Market Environmentalism e ha contribuito a plasmare l’idea che i problemi ambientali dovrebbero essere affrontati controllando il lato dell’offerta, favorendo produzioni efficienti, frenando la sovrapproduzione e lo sfruttamento eccessivo, senza però intaccare la distribuzione delle risorse in quanto incompatibile con la libertà individuale. [vi] Garrett James Hardin è stato un ecologo statunitense, noto soprattutto per il suo saggio del 1968 sulla tragedia dei beni comuni. [vii] L'indice NQH2O è stato lanciato il 31 ottobre 2018 per un valore di 371,11 dollari per piede acro. Il valore dell'indice riflette il prezzo medio ponderato per il volume dell'acqua, alla fonte, esclusi i costi di trasporto e le perdite nei mercati sottostanti, previa rettifica per i fattori di prezzo idiosincratici specifici a ciascuno dei mercati ammissibili e dei tipi di operazione. Viene calcolato e diffuso una volta alla settimana e pubblicato ogni mercoledì mattina a circa 9:30 a.m. (Eastern Time) e rappresenta le locazioni di acqua e le vendite che si sono verificati nella settimana precedente. [viii] UN.General Assembly, Resolution recognizing access to clean water, sanitation as human right, 28 luglio 2010, GA/10967 [ix] Cfr. (a cura di) J. Zacune, War on Want, Coca Cola the alternative report, 2006. Gli scandali legati agli stabilimenti di Coca Cola sono diversi. Nel corso dell’inchiesta sullo sfruttamento delle risorse idriche in India, si è scoperto che in alcune aree del Rajasthan, gli agricoltori non sono stati in grado di irrigare i propri campi e a provvedere alla propria sussistenza, dopo che Coca-Cola ha istituito un impianto di imbottigliamento. Allo stesso modo, un rapporto di War on Want ha anche rivelato problemi simili in Uttar Pradesh. Ancora, sono ben noti sono gli incidenti nello stato indiano meridionale del Kerala, dove un impianto di è stato costretto a chiudere dopo che essere stato accusato di aver contaminato l'acqua locale. [x] Pedro Arrojo-Agudo è il relatore speciale sui diritti umani per l'acqua potabile sicura e servizi igienici. È stato nominato dal Consiglio per i diritti umani nel settembre 2020 e ha iniziato il suo mandato il 1º novembre 2020. [xi] Decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione Tributaria, GU n.147 del 25-06-2008. [xii] Si consiglia la visione del Webinar gratuito “America Latina, imprese e Diritti Umani”- 15 gennaio 2021 - YouTube; cfr. S. Baldin, La tradizione giuridica contro-egemonica in Ecuador e Bolivia, Boletín Mexicano de Derecho Comparado, Volume 48, 2015, pp. 484-530; E. Imparato, I Diritti Della Natura e La Visione Biocentrica Tra l'Ecuador e La Bolivia, Dpce-Online, 2019. [xiii] Jeremy Rifkin è un economista, sociologo, attivista e saggista statunitense.


Bibliografia/Sitografia


E. Imparato, I Diritti Della Natura e La Visione Biocentrica Tra l'Ecuador e La Bolivia, Dpce-Online, 2019.

G. Hardin, The Tragedy of the Commons, in Science, n. 162, 1968, pp. 1243–1248;

J. Rifkin, Un green new deal globale, Milano, 2019, Mondadori.

M. De la Fuente, A Personal View: The Water War in Cochabamba, Bolivia: Privatization Triggers an Uprising, Mountain Research and Development, vol. 23, no. 1, 2003, pp. 98–100.

R. Stroup, Free-Market Environmentalism, The library of economics and liberty

S. Baldin, La tradizione giuridica contro-egemonica in Ecuador e Bolivia, Boletín Mexicano de Derecho Comparado, Volume 48, 2015, pp. 484-530.

U. Mattei, A. Quarta, L’acqua e il suo diritto, 2014, Ediesse;

U. Mattei, Beni comuni piccola guida di resistenza e proposta, Napoli, 2020, Marotta&Cafiero editori srl;

Yale Environment 360, Wall Street Begins Trading Water Futures as a Commodity, Yale Environment 360, pubblicato da Yale School of the Environment, 8 dicembre 2020

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