Iran – Taliban: dalle ostilità alla collaborazione pragmatica

Aggiornamento: 2 mar

di Sabrina Boero e Massimiliano Nima Lacerra

Figura 1 Credit radiozamaneh

1. Introduzione


Le relazioni tra la Repubblica Islamica d’Iran e l’entità politico – religiosa dei talebani sono da sempre contraddistinte da ambiguità e contrasti, condite da una certa dose di pragmatismo e fredda real politik. Le ragioni dell’opposizione sono da indagare nella reciproca avversione ideologica fomentata della rivalità sciita-wahabbita, ma la vicinanza geografica e la condivisione di 921 km di confine impone il compromesso a questi due attori, soprattutto dopo il ritiro della coalizione statunitense dell’agosto del 2021 e la conseguente ascesa al potere dei talebani. Di fatto l'Iran considera l'Afghanistan come uno dei suoi vicini più importanti grazie ai ricchi legami culturali, storico - linguistici, ma anche per motivi geopolitici ed economici: nel corso del 2021 Teheran sostituisce il Pakistan come primo partner commerciale con un volume di interscambio di 2.5 miliardi di dollari tra i due paesi.


Dalla rivoluzione islamica del 1979, l'approccio dell'Iran nei confronti dell'Afghanistan si è contraddistinto per la prudenza, tuttavia il decisivo cambio di passo avviene con l’assedio da parte dei talebani della città di Mazar-e Sharif nell’agosto del 1998 quando i talebani uccisero otto diplomatici e un giornalista del consolato iraniano. Da una parte, la crisi generata a seguito di questi fatti ha visto l'Iran offrire inizialmente il proprio supporto all'intervento militare della NATO nel 2001, ma, di contro, Teheran si è sempre riservata di considerare le proprie relazioni con i talebani come un elemento di disturbo al fine di minare gli interessi degli Stati Uniti, maggior rivale della Repubblica Islamica d’Iran, e mantenere l'influenza nella politica interna afghana, mitigando al minimo i rischi di un ritorno talebano per gli interessi nazionali iraniani.


2. Vincitori e vinti sul nuovo scenario afghano


Dopo la rapida caduta di Kabul e dell’Afghanistan in mano talebana, il futuro del paese centroasiatico è motivo di grande preoccupazione per tutti gli Stati confinanti, i quali temono un travaso di caos e fibrillazioni negli equilibri geopolitici nella regione. Le conseguenze immediate e più visibili paiono la sconfitta dell’India, l’incremento della sfera d’influenza del Pakistan in Afghanistan e la facilitazione del corridoio cinese verso l’Oceano Indiano e il Mediterraneo via Afghanistan-Pakistan.

Figura 2 Murales in onore dei nove diplomatici iraninai uccisi a Mazar-e Sharif dai talebani (credit Saednews)

Sulla Russia gravano invece gravi incognite, tali da spingere Mosca a stringere patti informali di contro-assicurazione con i talebani rispetto ai rischi di infiltrazione jihadista, financo nelle sue regioni meridionali esposte all’islamismo militante. L’Iran, in quanto paese vicino, al pari di Cina, Pakistan, Tagikistan, Turkmenistan e Uzbekistan, osserva con attenzione gli sviluppi. In tal senso, la collaborazione di Teheran con Russia e Cina sembra profilare una comunione di interessi e d’intenti tra Mosca, Pechino e gli ayatollah. D’altro canto, questi tre attori condividono lo stesso interesse nella stabilizzazione dell’Afghanistan e sembrano esserci buone pr