Insight: l’ultima delle numerose missioni per studiare Marte

Aggiornamento: 4 ott 2021

(di Stefano Dossi)

Dopo un viaggio di quasi 500 milioni di chilometri, il lander della missione NASA Insight (Interior Exploration using Seismic Investigations, Geodesy and Heat Transport) è atterrato sulla superficie di Marte il 26 novembre. Dopo il distacco, il lander ha impiegato circa 7 minuti per scendere e toccare il suolo del Pianeta rosso. Questo periodo di tempo – interminabile per gli scienziati della NASA che seguivano gli sviluppi dal quartier generale – si è concluso con la conferma dell’avvenuto atterraggio e l’esplosione di gioia del team americano. L’ammartaggio è infatti un procedimento molto complicato per via dell’atmosfera rarefatta che non fa da freno, contrariamente a quella del nostro pianeta.

L’obiettivo della missione, iniziata col lancio avvenuto il 5 maggio, è lo studio della composizione interna del Pianeta rosso misurandone il calore del sottosuolo, rilevando i terremoti e calcolando le oscillazioni del Polo Nord. Il lander, alimentato da due pannelli solari esagonali con i quali raggiunge un’ampiezza di circa 6 metri, sarà il primo a studiare la composizione di Marte con strumenti che perforeranno il terreno fino a 5 metri. Fino ad ora infatti solo il rover Curiosity ha scalfito la superficie