Il valore economico e sociale delle rimesse

Aggiornamento: 14 nov 2020

(di Stefano Pellegrini)

1. Introduzione


Emigrare da contesti di povertà, conflitto e iniquità sociale, non è mai una libera scelta, ma un’opzione dettata dall’esigenza di fuggire da situazioni di grave difficoltà, alla ricerca di condizioni di vita migliori che permettano di contribuire anche alle necessità di chi è rimasto in patria.

A partire dagli anni Novanta non è più possibile pensare le migrazioni come movimenti unidirezionali con un punto di partenza e uno di arrivo. Si è andata gradualmente imponendo una visione di movimento pluridirezionale non solo di persone, ma anche di immagini, rappresentazioni, beni e capitali. L’emigrazione non genera soltanto ritorni economici, ma un più ampio spettro di “rimesse sociali”: idee, comportamenti, identità e capitale sociale, che fluiscono dalle comunità dei paesi di destinazione a quelli di origine.