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Il supporto internazionale all'institution building somalo si scontra con il terrorismo "locale"



Mentre gli occhi di tutto il mondo sono puntati su New York, la rubrica torna a parlare della Somalia riprendendo il post pubblicato quando il Paese doveva fare i conti con uno degli attentati più sanguinosi degli ultimi anni.

Non c'è pace per lo Stato africano che, martoriato dalla violenza, fatica a uscire dalla sua condizione di perenne instabilità. Esattamente due settimane dopo l'attentato di Mogadiscio, un altro attacco ha scosso la capitale sabato 28 ottobre, quando alcuni attentatori hanno agito in due punti della città molto vicini: la prima azione con un camion contro l'hotel Nasa ​Hablod; la seconda con degli esplosivi presso un incrocio poche strade più avanti, causando 25 vittime e molti feriti.

Un attacco che testimonia nuovamente quanto il cammino somalo sia irto di ostacoli, che le istituzioni somale sembrano avere difficoltà a superare nonostante il tentativo di porre in essere misure concrete per arginare le falle della sicurezza nel Paese. In questo quadro si inserisce il recente licenziamento del capo della sicurezza nazionale (di cui ha parlato anche Al-Jazeera, in un interessante articolo che può essere reperito a questo link), sebbene il continuo "cambio della guardia" nelle istituzioni (poche settimane prima si era dimesso anche il Ministro della Difesa) non sia certo un toccasana per un Paese che avrebbe bisogno di continuità e di efficienza contro una minaccia melliflua e in costante evoluzione come al-Shabaab. Una minaccia, appunto, che richiederebbe politiche di lungo periodo, miranti a combattere le cause primarie che permettono a questo gruppo terroristico di continuare a operare.

In ogni caso, la Somalia non è sola in questo percorso. Nella sua difficile transizione, questo Paese può contare sul supporto di attori esterni (sia di altri Paesi sia di alcune organizzazioni internazionali) che, attraverso operazioni specifiche, sostengono l'operato delle istituzioni somale verso la stabilizzazione. Non dobbiamo dimenticare, infatti, che, oltre alla missione istituita dall'Unione Africana in Somalia con il coinvolgimento delle Nazioni Unite (AMISOM), anche l'Unione europea è attiva nel Paese su più fronti: da un lato, con una missione di supporto alle forze armate somale (EUTM Somalia), che ha lo scopo di contribuire al rafforzamento delle istituzioni militari con attività di addestramento; dall'altro, con la Missione Atalanta, un'operazione militare dell'UE che si pone lo scopo di contribuire alla prevenzione e alla repressione degli atti di pirateria al largo delle coste somale. Proprio in relazione a questa missione, il 26 ottobre 2017, il Comitato di Politica e Sicurezza dell'Unione europea ha adottato la decisione PESC con cui è stato nominato il nuovo Comandante dell'operazione, che prenderà servizio a partire dal 7 novembre 2017.


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