Gender pay gap e la nuova legge italiana: da poco adottata e già superata?

Aggiornamento: 18 gen

di Chiara Mele

1. Introduzione


Nonostante il principio della parità retributiva per parità di lavoro tra uomo e donna fosse stato già introdotto con il Trattato di Roma del 1957, quando si parla di discriminazione di genere, il gender pay gap (GPG)[1] viene ancora considerato, all’interno delle politiche pubbliche, un indiscusso impedimento alla sua realizzazione in ambito lavorativo. Partendo dalla sua definizione generica [2], il GPG indica la differenza tra il salario medio percepito su base oraria tra uomini e donne rapportato a quello maschile. Si tratta di un indicatore che dà una dimensione numerica del valore che viene attribuito, e poi remunerato, al lavoro svolto dalle donne. Per questa ragione è importante calcolarlo e anche fare delle considerazioni su come ciò avviene.