L’eolico, pilastro della transizione energetica

di Greta Zunino

1. Una buona notizia dal 2020: un anno record per l’eolico


Il 2020 è stato un anno storico nel settore delle energie rinnovabili: l’anno scorso, infatti, è stato registrato il record assoluto di nuova capacità eolica installata a livello mondiale, con 93 GW aggiunti ai 743 GW già esistenti.

La performance appare ancora più impressionante se pensiamo agli ostacoli posti dalla pandemia alla realizzazione di progetti così complessi: i lockdown, il rallentamento della catena produttiva, le difficoltà nel trasporto dei materiali, negli spostamenti dei tecnici specializzati, etc.


Più della metà della nuova capacità installata è stata in Cina (55% del totale), seguita a distanza dagli Stati Uniti (18%). Nel 94% dei casi si è trattato di impianti onshore, nel 6% di offshore.



2. Meno sussidi, più competitività


L’exploit del settore nel 2020 è parzialmente spiegato da un cambio di marcia nei meccanismi di supporto economico ai progetti eolici nei due Paesi in cui si è registrato il record di nuove installazioni.


In Cina, i progetti connessi alla rete elettrica prima del 1° gennaio 2021 avrebbero avuto diritto alle “feed-in tariff”, una tariffa garantita ai produttori per assicurare di coprire interamente i costi di produzione, superiore alla tariffa provinciale unificata valida per gli impianti con altre tecnologie. I progetti connessi in data successiva al 1° gennaio, invece, sarebbero stati sottoposti a tale tariffa unificata, senza trattamento preferenziale.

Negli USA, la fine del credito di imposta sulla produzione per i primi 10 anni di operazione (Production Tax Credit, PTC), prevista per dicembre 2020[1], ha accelerato la finalizzazione di numerosi progetti in corso.


Gli esempi di Cina e USA sono sintomatici di una tendenza globale alla diminuzione dei sussidi diretti ai progetti di energia rinnovabile, in parte dovuta all’insostenibilità finanziaria sul lungo termine e in parte al fatto che certe tecnologie sono ormai di fatto competitive sul mercato senza bisogno di sostegno pubblico.

Il grafico qui sotto compara il costo livellato (LCOE) di alcune tecnologie rinnovabili (barre a sinistra) di nuova costruzione all’LCOE di tecnologie non-rinnovabili già esistenti (barre a destra). Nel primo caso i costi di costruzione vengono inclusi, nel secondo no, ma vengono in compenso considerati i costi di dismissione degli impianti.


Il costo minimo al megawatt/ora dell’eolico non sovvenzionato (barra blu scuro) si aggira intorno ai 26$, in linea con quello del nucleare (25$) e del gas naturale (23$). Il carbone si situa ben al di sopra, con un costo minimo di 34$/MWh. L’LCOE massimo di nucleare e gas naturale si mantiene ben al di sotto di quello dell’eolico non sovvenzionato, ma rimane il fatto che una parte non irrilevante dei progetti di impianti eolici in costruzione o in fase di studio sono competitivi vis à vis con le tecnologie non rinnovabili.

Non bisogna inoltre dimenticare che l’LCOE delle tecnologie rinnovabili è in continua discesa: quello dell’eolico onshore è passato, in media, da 130$/KWh nel 2009 a 40$/KWh nel 2020. L’Agenzia Internazionale dell’Energia Rinnovabile (IRENA) prevede un’ulteriore diminuzione dell’LCOE del 25% nel caso dell’elettricità prodotta da eolico onshore e del 55% nell’eolico offshore tra il 2018 e il 2030.


3. Contributo dell’eolico alla transizione energetica


Grazie agli avanzamenti tecnologici, alla diminuzione dei costi e una fiducia crescente da parte di cittadini ed istituzioni, il futuro dell’eolico appare roseo.

L’IRENA ha sviluppato due possibili scenari per il futuro delle fonti di energia rinnovabile a livello globale. Lo scenario più conservatore (Reference Scenario) prevede una capacità installata di 970GW nel 2030, mentre lo scenario più ottimista si spinge fino a 1630 GW. In entrambi i casi, il contributo dell’eolico alla produzione di elettricità da fonti rinnovabili si attesterebbe intorno al 30%, in crescita rispetto al 20% attuale.


4. Uno strumento promettente, ma con i suoi limiti


L’eolico è certamente uno strumento chiave nella transizione energetica, ma con i suoi limiti.

L’intermittenza della fonte di energia, la limitata capacità di stoccaggio dell’elettricità e una rete elettrica ancora modellata su un sistema di produzione basato su fonti continue[2] costituiscono i principali ostacoli tecnici a uno sviluppo più ampio della capacità eolica.


La ricerca tuttavia sta facendo passi avanti per superare questi limiti e rendere l’eolico, cosi come le altre forme di energia rinnovabile, più adatto a rispondere alle esigenze di un mondo sempre più affamato di energia sostenibile.


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Note

[1] Il PTC è stato poi rinnovato per un anno a dicembre 2020. [2] Le fonti di produzione di elettricità possono essere suddivise tra intermittenti e costanti. Le prime, come l’eolico e il solare, possono entrare in funzione solamente se la fonte di energia, in questo caso il vento e la luce solare, sono disponibili. In caso contrario, gli impianti non possono fare altro che rimanere a riposo. Le seconde, come le centrali nucleari, a gas, a carbone e l’idroelettrico, possono funzione 24/24: la fonte di energia (il carburante) è sempre disponibile.


Bibliografia/Sitografia

  • 2020, année record pour l’éolien dans le monde, Agence Ecofin

  • Global Wind Report 2021, GWEC

  • Production Tax Credit and Investment Tax Credit for Wind, WindExchange

  • Levelized Cost of Energy and Levelized Cost of Storage – 2020, Lazard

  • World Energy Outlook 2020, Report extract - Outlook for electricity, IEA

  • REmap 2030 – A Renewable Energy Roadmap, IRENA

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