"Crisi" sullo Stretto di Hormuz

Aggiornamento: 28 ago 2021

(di Giovanni M. Ficarra)

Introduzione

Lo stretto di Hormuz è una delle aree di mare più trafficate al mondo. Vi transitano ogni anno il gas naturale e il petrolio estratti dai giacimenti dei ricchissimi emirati del Golfo Persico. Lo stretto è dunque di vitale importanza per il controllo di rotte commerciali estremamente ricche, oltre che la porta che conduce al Kuwait e all’Iraq e dunque fornisce l’accesso alle parti più interne del Medio Oriente.

In questo intricato sistema di interessi economici e commerciali si inserisce la tensione di tipo religioso e geopolitico tra le due grandi potenze islamiche: i Sauditi da un lato e l’Iran dall’altro a confrontarsi sulle due sponde del Golfo.


Gli eventi del 13 giugno

La tensione latente si è riaccesa immediatamente dopo che due navi appartenenti ad altrettante compagnie, una norvegese e una giapponese, sono state coinvolte in due esplosioni poco al largo della costa iraniana. Appare singolare che le esplosioni siano avvenute entrambe sopra la linea di galleggiamento ma che in entrambi i casi si sia parlato di siluri, queste informazioni rimangono comunque non confermate e la fonte delle stesse è incerta.