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Cosa succede nel mondo? 14 novembre-20 novembre 2020

"Cosa succede nel mondo?" è la rubrica del Centro studi AMIStaDeS che vi racconta gli eventi internazionali più importanti della settimana appena passata.


AMERICA LATINA

Fonte: MercoPress

PERÙ - In meno di una settimana il Perù perde anche il suo secondo capo dello Stato. Su spinta del Parlamento infatti, il presidente Manuel Merino ha rassegnato le dimissioni: si era insediato il 10 novembre e aveva dato vita a un governo di destra. Il suo mandato avrebbe dovuto concludersi alla fine di luglio 2021, con le elezioni generali, ma la sua presidenza è durata solo 5 giorni. La causa sta nell’isolamento progressivo del presidente dovuto alle proteste di piazza, causate dal modo in cui era stato destituito il predecessore di Merino, Martín Vizcarra, nelle quali la polizia ha agito con violenza e condannata da numerose forze politiche, dall’Ufficio del difensore del popolo e dalla Corte Costituzionale. Lunedì scorso poi, il Congresso ha approvato la candidatura di Francisco Sagasti a diventare Presidente del Congresso con un voto di 97 voti a favore e 26 contro. Secondo la linea di successione, diventerà ora Presidente del Perù mentre Mirtha Vásquez diventerà Presidente del Congresso. Tema approfondito durante il webinar “20 anni dopo Fujimori, il Perù è ancora in fiamme”


Fonte: Hechos

REPUBBLICA DOMINICANA - Tutti insieme, senza scuse e senza battute d'arresto a favore del divieto totale di matrimonio tra e con i minori. Questa è stata l'atmosfera dimostrata ieri al Palazzo Nazionale dove il Presidente Luis Abinader e i presidenti dei blocchi di partito che convergono alla Camera dei Deputati hanno annunciato che mercoledì prossimo saranno approvate in due letture consecutive la modifica del Codice Civile e altre leggi che stabiliscono le dispense per la celebrazione del matrimonio tra gli adolescenti. La Repubblica Dominicana è infatti, il primo paese dell'America Latina per numero di matrimoni in età precoce.

Fonte: Ansa

NICARAGUA - Un potente uragano ha portato piogge torrenziali e forti venti sulla costa caraibica del Nicaragua, due settimane dopo un'altra devastante tempesta. "Iota", come è stato soprannominato l’uragano, è atterrata come tempesta di categoria quattro vicino alla città di Puerto Cabezas, dove i pazienti hanno dovuto essere evacuati da un ospedale di fortuna dopo che il suo tetto è stato strappato via. I residenti sono in ricoveri alternativi e di fortuna, mentre si teme anche una carenza di cibo. La tempesta si è indebolita e si prevede che l'Honduras sarà colpito più tardi, martedì.


ASIA

Fonte: Il Mattino

CINA - La Cina e altri 14 paesi hanno concordato, domenica scorsa, l’istituzione del più grande blocco commerciale del mondo, che comprende quasi un terzo di tutte le attività economiche che ha preso il nome di Regional Comprehensive Economic Partnership, o RCEP. L'accordo è stato firmato virtualmente a margine del summit annuale dell'Associazione delle 10 nazioni del Sud-Est asiatico e renderà le tariffe sul commercio tra i Paesi membri più basse nel tempo. Oltre ai 10 membri dell'ASEAN, l’accordo comprende Cina, Giappone, Corea del Sud, Australia e Nuova Zelanda, ma non gli Stati Uniti. I funzionari hanno detto che l'accordo lascia la porta aperta all'India, che si è ritirata a causa della feroce opposizione interna alle sue esigenze di apertura del mercato.


EUROPA

Fonte: France24

UNIONE EUROPEA - Polonia e Ungheria hanno posto il veto bloccando al Consiglio anche l'accordo raggiunto sul Bilancio Ue 2021-2027. Secondo quanto scrive su Twitter il portavoce della presidenza di turno tedesca, Sebastian Fischer, "i due Stati membri hanno espresso la loro opposizione rispetto ad un elemento del pacchetto, (la condizionalità sullo stato di diritto, ndr) ma non sulla sostanza dell'accordo sul Bilancio". Poco oltre, però, il portavoce ha dovuto dar notizia dell'impossibilità di procedere per le riserve espresse dai due Paesi membri: gli ambasciatori, ha spiegato, "non sono riusciti a raggiungere l'unanimità necessaria per avviare la procedura scritta" sull'aumento del tetto alle risorse proprie "a causa delle riserve espresse da due Stati membri”.


EUROPA ORIENTALE

Fonte: Getty Images

MOLDAVIA - Il popolo moldavo è tornato alle urne domenica 15 novembre decretando la vittoria dell'ex primo ministro Maia Sandu. Il conteggio dei voti è iniziato alle 22:00 e il risultato è stato annunciato lunedì, decretando la vittoria di Maia Sandu con il 57% dei voti. Dodon, sostenuto dalla Russia, non ha ancora ammesso la sconfitta, ma si è congratulato con Sandu, così come il presidente rumeno Klaus Iohannis e il presidente russo Vladimir Putin. Il presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha dichiarato che la vittoria di Sandu è "un chiaro appello ad affrontare la corruzione e a ripristinare il rispetto dello stato di diritto - la via per un futuro prospero". L'UE è pronta a sostenere la Moldova".


AFRICA

Fonte: AFP

SAHARA OCCIDENTALE - I combattenti indipendentisti del Fronte Polisario hanno annunciato venerdì la fine di un cessate il fuoco trentennale nel Sahara occidentale, dopo che il Marocco ha lanciato un'operazione militare in una zona cuscinetto del territorio conteso. Il capo dell'Onu Antonio Guterres ha detto di "rammaricarsi" che i suoi sforzi degli ultimi giorni per "evitare un'escalation" siano falliti. La Mauritania e l'Algeria, Paesi vicini coinvolti in negoziati politici in fase di stallo dal 2019, hanno chiesto moderazione. Prima dell'alba, le truppe marocchine hanno lanciato un'operazione nella zona cuscinetto di Guerguerat, nell'estremo sud dell'ex colonia spagnola, per creare "un cordone di sicurezza per assicurare il flusso di merci e persone", secondo una dichiarazione del personale.

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