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Il confine tra gli Stati Uniti e Messico

Aggiornamento: 4 set 2021

In che modo le migrazioni continueranno a influire sul futuro della politica statunitense


Mentre uomini e donne si accalcano lungo i confini tra Stati Uniti e Messico, Biden fornisce aiuto ai migranti bambini, procedendo ad espellere gli adulti in base ad una legge approvata da Donald Trump. Al tempo stesso l'operato del presidente americano è stato criticato dal Partito Repubblicano il quale sta cercando di mobilitare il suo elettorato in vista delle votazioni di medio termine. Gli effetti prodotti dalla situazione lungo la frontiera hanno finito per investire il dibattito politico statunitense e condizioneranno necessariamente anche le scelte future della nuova presidenza Biden.


1. La situazione al confine


Migliaia di migranti provenienti dai paesi dell'America centrale stazionano da diverse settimane lungo il confine messicano, spinti ad emigrare dalle difficili condizioni socio-economiche in cui versano i loro paesi, flagellati da eventi climatici eccezionali, come ad esempio gli uragani Eta e Iota che si sono abbattuti sulla regione centroamericana durante lo scorso mese di novembre. La portata distruttiva degli uragani, la povertà, l'instabilità politica e la violenza delle bande organizzate nei paesi del “Triangolo settentrionale” rappresentano le cause principali che hanno generato l'ondata migratoria.

Questa mappa mostra le diverse rotte di transito dei migranti attraverso l'America Centrale[1]

Alejandro Mayorkas, Segretario per la sicurezza interna statunitense, non ha avuto dubbi nel dichiarare[2] come l'emergenza rappresenti la più grande negli ultimi vent'anni di storia americana, promettendo che Washington tutelerà quei migranti minori non accompagnati che giungeranno al confine tra Stati Uniti e Messico.


I migranti sono stati spinti ad intraprendere il loro viaggio con la speranza di un trattamento diverso da parte della nuova presidenza statunitense. Eppure, malgrado la gravità della situazione ai confini, Biden ha rifiutato categoricamente di invocare la parola crisi pur se l'addetto stampa della Casa Bianca Jen Psaki ha affermato[3] che l'attuale situazione al confine tra Stati Uniti e Messico è divenuta un “grosso problema”, puntando il dito contro il sistema migratorio lasciato in eredità dall'amministrazione Trump.

In un'intervista[4] rilasciata all'emittente televisiva Abc lo stesso Biden ha manifestato comunque la sua intenzione di non visitare, almeno per il momento, il confine meridionale del Paese e ha ammonito i migranti a non lasciare le loro terre, dirigendosi verso il confine meridionale: il presidente statunitense ed il suo vice Kamala Harris sono sembrati infatti maggiormente interessati ad affrontare le priorità della politica interna, impegnandosi a promuovere l'approvazione della legge da 1,9 trilioni di dollari in aiuto all'emergenza pandemica di Covid-19, sebbene la vicepresidente statunitense abbia dichiarato recentemente la sua intenzione di recarsi il 7 e l'8 giugno in Messico e Guatemala per il suo primo viaggio all'estero come vicepresidente[5].


2. La prima conferenza stampa di Biden


Anche durante la prima conferenza stampa con i giornalisti dal giorno in cui Biden è entrato alla Casa Bianca, il tema principale trattato è stato quello relativo alla questione migratoria, definita una problematica di lungo termine dal presidente americano. Biden ha respinto la tesi secondo la quale i migranti giunti in massa al confine messicano siano stati incoraggiati dalle sue parole pronunciate durante la campagna elettorale, incentrate prevalentemente sulla loro regolarizzazione. Il presidente statunitense ha evidenziato infatti come l'aumento del flusso migratorio sia un processo che si ripete con regolarità durante i mesi caratterizzati da temperature più miti rispetto al resto dell'anno, accusando inoltre la precedente amministrazione guidata da Donald Trump di aver eliminato il finanziamento di 700 milioni di dollari, approvato durante la presidenza Obama, finalizzato ad affrontare le cause profonde dei processi migratori del Triangolo del Nord.


Nel 2016, durante il mandato di Trump, il governo federale assicurò all'America centrale la somma di 750 milioni di dollari, contro i 338 milioni stanziati nel 2014 ma l'accusa portata avanti da Biden nei confronti del tycoon pare essere eccessiva: nell'aprile del 2019, durante la presidenza Trump, il Congresso decise infatti di sospendere soltanto temporaneamente il finanziamentoma lo ripristinò comunque nell'ottobre dello stesso anno.


Per quanto concerne i bambini non accompagnati, Biden ha pubblicamente accusato Trump di aver ridotto il numero di posti letto riservati all'accoglienza degli adolescenti. Tuttavia, anche quest'ultima affermazione appare ancora una volta esagerata. Secondo infatti un rapporto prodotto dal Government Accountability Office[6], in risposta al grande numero di bambini migranti arrivati durante l'amministrazione Obama, nel 2015 l'Agenzia dei Rifugiati incrementò i posti letto, portandoli ad ottomila unità. Nel corso dell'amministrazione del tycoon, seppur la capacità mensile dei posti letto si ridusse nel settembre 2017 a circa settemila unità, arrivò ad oltre tredicimila durante l'ultimo mese di presidenza.


3. Il piano per contrastare l'emergenza promosso da Biden


Il programma di azione portato avanti dall'amministrazione statunitense in risposta all'emergenza migratoria si è dispiegato lungo due direttrici. Se da un lato, infatti, la Casa Bianca ha deciso di esentare dai provvedimenti di espulsione i bambini che viaggiano da soli, consentendo loro di rimanere negli Stati Uniti per domandare asilo, ponendone circa quattromila di età compresa tra i 7 e i 13 anni[7] sotto la custodia della US Customs and Border Protection e mobilitando per un periodo di novanta giorni l'Agenzia Federale per la gestione delle emergenze con il compito di accogliere, ospitare e trasferire in sicurezza gli adolescenti, dall'altro ha stabilito di continuare a giudicare il resto dei migranti in base al Titolo 42, ossia alla legge 42 U.S.C. 265 “Suspension of entries and imports from designated places to prevent spread of communicable diseases. Secondo questa legge, considerata una delle politiche di confine più restrittive di sempre ed un codice di emergenza di salute pubblica introdotto da Donald Trump nel marzo del 2020, è proibito l'ingresso in territorio statunitense a persone o beni provenienti dal Messico, al fine di preservare la salute pubblica dalla pandemia di Covid-19.

Questa mappa mostra i valichi di frontiera tra Stati Uniti e Messico[8]

Sulla base del Titolo 42, i migranti vengono espulsi dagli Stati Uniti dopo aver compiuto un viaggio tortuoso sotto la scorta delle stesse autorità statunitensi: a subirne le conseguenze sono stati alcuni migranti che il 16 Marzo scorso, dopo essere stati arrestati mentre attraversavano illegalmente il Rio Grande a Brownsville, sono stati trasportati in aereo da funzionari federali nella città di El Paso, dove li avrebbe attesi un processo ed il successivo rimpatrio in Messico.


Anche dopo la pubblicazione del rapporto della ONG Human Rights Watch[9], che ha descritto come la politica di Trump abbia esposto i richiedenti asilo al rischio di gravi pericoli, il 20 gennaio scorso il Dipartimento per la sicurezza interna ha provveduto a sospendere il Migrant Protection Protocols" (MPP), provvedimento creato dall'amministrazione del tycoon nel gennaio del 2019 e conosciuto con il nome di “Remain in Mexico”, il quale, nel tentativo di scoraggiare quei richiedenti asilo che tentavano di entrare in territorio statunitense, obbligava i migranti ad attendere in città di confine messicane che le loro richieste di asilo venissero elaborate dagli uffici statunitensi.


Sebbene nell'ultimo mese l'amministrazione statunitense è stata in grado di trasferire i bambini sotto la custodia dei servizi sanitari ad un ritmo più veloce, il problema degli adolescenti migranti rappresenta una delle maggiori preoccupazioni per l'amministrazione Biden, anche alla luce dei dati allarmanti registrati nel recente passato: domenica 9 maggio sono stati intercettati dalla polizia di frontiera nei pressi del Rio Grande cinque bimbe di età compresa tra gli 11 e i 7 anni e durante il mese di marzo la polizia di frontiera ha incontrato lungo il confine quasi diciannovemila minori[10].


Per cercare di risolvere il problema migratorio è necessario mettere in atto una strategia a livello regionale, che coinvolga ed aiuti i diversi attori locali a risolvere alla base i problemi socio-economici che spingono i migranti a cercare nuove prospettive di vita: proprio questo progetto sembra essere quello che l'amministrazione Biden sta cercando di portare avanti.


4. La strategia della Casa Bianca e i colloqui politici in Messico e Guatemala


La strategia americana per l'area centroamericana ha assunto il nome di Collaborative Management Strategy, prefigurandosi come obiettivo la protezione e l'assistenza dei migranti nel tentativo di fornirgli stabilità e sicurezza nei paesi di accoglienza della regione centroamericana. Allo stesso tempo Washington si prefigura di incrementare l'accesso e l'efficienza del trattamento per il reinserimento dei rifugiati dei paesi del Triangolo settentrionale.


Il percorso tracciato da Biden appare ambizioso nei suoi intenti prefigurando la costruzione di società più solide nella regione centroamericana, contrastando forme irregolari di immigrazione, ma non traducendosi automaticamente in una politica di apertura dei confini statunitensi.


Come infatti affermato dal Segretario di Stato americano Antony Blinken, la scelta della nuova amministrazione si indirizza nella ricerca di una maggiore partnership e collaborazione a livello regionale. Il Comprehensive Framework to Promote Safe, Orderly Migration in North and Central America, questo il nome dell'ordine esecutivo 14010 firmato da Biden il 2 febbraio scorso, ha infatti come obiettivo la creazione di un approccio regionale alla gestione della migrazione nell'intero Nord e Centro America, mettendo in campo una strategia di coordinamento allo scopo di affrontare le cause della migrazione nel cosiddetto “Triangolo settentrionale”, ovvero nei territori di El Salvador, Guatemala, ed Honduras, contrastando i fenomeni di corruzione, rafforzando la governance democratica e lo Stato di diritto, nell'intento di risolvere i problemi economici e le forme di disuguaglianza sociale che attanagliano la regione centroamericana ed auspicando la realizzazione di società sostenibili nell'intera area.


Nella prospettiva di un maggior coordinamento regionale va inclusa la decisione del 22 Marzo operata dall'amministrazione statunitense la quale ha dato mandato all'Ambasciatore Roberta Jacobson, a Juan Gonzalez e Ricardo Zuniga, nominato dal Dipartimento di Stato in qualità di inviato speciale del Triangolo del Nord di recarsi in Messico e Guatemala per dare avvio ai colloqui allo scopo di intavolare un dialogo per lo sviluppo di un piano d'azione efficace alla gestione delle migrazioni. In Messico poi, il gruppo di lavoro si è incontrato con i funzionari del ministero degli Esteri, dell'Istituto nazionale per la migrazione dell'Agenzia per lo sviluppo del Messico (AMEXCID) al fine di discutere le cause profonde della migrazione irregolare.


Dopo la tappa messicana, Gonzalez si è recato in Guatemala dove ha incontrato rappresentanti della società civile e delle ONG al fine di cercare di comprendere le ragioni che spingono migliaia di persone a tentare i viaggi della speranza verso il confine statunitense.


5. Conclusioni


La crisi migratoria ha provocato delle ripercussioni all'interno dell'arena politica statunitense. Dal fronte Repubblicano spiccano le accuse del governatore del Texas Greg Abbott il quale ha imputato all'amministrazione Biden l'emergenza migratoria, non esitando a definirla una “crisi al confine”. Il presidente statunitense si vede costretto ad affrontare diverse tensioni sorte all'interno del Partito Democratico, specie da parte di quei membri della Camera che rappresentano gli Stati posti lungo la frontiera, i quali hanno assunto un forte atteggiamento critico nei confronti delle politiche migratorie della nuova presidenza, nonché della parte più liberale del partito che vorrebbe una cesura netta con la precedente amministrazione, ponendo fine a politiche e disposizioni caratterizzanti l'era trumpiana.


Al tempo stesso, i gruppi per i diritti degli immigrati stanno esortando Biden affinché non faccia più appello al Titolo 42: il National Immigrant Justice Center (NIJC) ed altre 100 organizzazioni hanno domandato alle autorità statunitensi l'immediata cessazione dei provvedimenti di allontanamento, evidenziando come i principali esperti di salute pubblica ed epidemiologi abbiano negato alcuna connessione tra i problemi di salute pubblica ed i fenomeni migratori. Nella città di confine di Tijuana si sono radunati centinaia di immigrati implorando un maggior interventismo da parte di Biden ed indossando una maglietta con la scritta “Biden, please let us in[11].


La situazione verificatasi lungo i confini è comunque frutto della decisione di Biden di invertire la politica intrapresa dall'amministrazione Trump che si basava sull'assunto di respingere i minori non accompagnati al confine. Al tempo stesso non hanno raggiunto i risultati auspicati i proclami del presidente tesi a scoraggiare il viaggio ai migranti.


La natura della crisi non è un capitolo nuovo nella storia statunitense visto come tutte le presidenze abbiano dovuto affrontare durante il loro mandato una sfida legata all'immigrazione. Dinanzi a questa situazione l'amministrazione statunitense potrebbe però ben presto trovarsi alla prese con una crisi umanitaria alle porte di casa, fornendo terreno fertile alle polemiche lanciate dai repubblicani che non a caso, mentre Biden era impegnato a presentare il pacchetto di aiuti per la crisi economica generata dalla pandemia del virus Covid-19, si sono diretti insieme con alcuni esponenti verso il confine messicano, accusando la Casa Bianca di aver generato una situazione senza precedenti e gettando le basi per una possibile riscossa del “Grand Old Party”. Già alle prossime elezioni di medio termine del 2022, quella che potrebbe essere letta come una futura crisi migratoria, potrebbe riaccendere gli animi degli elettori repubblicani su temi a loro cari quali immigrazione e sicurezza, gli stessi che portarono Trump alla Casa Bianca.

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Note

[1]Paul Adams; Migration: Are more people on the move than before?; BBC News, 28 maggio 2015. [2]Ben Kamisar; DHS Secretary Mayorkas defends handling of border surge, tells migrants not to come now; Nbc News, 21 marzo 2021. [3]Sahil Kapur, Shannon Pettypiece; Biden dispatches top officials to Mexico, Central America as border crisis grown; Nbc News, 22 marzo 2021. [4]Maegan Vazquez, Kate Sullivan; Biden tells migrant not to come to US: “Don't leave your town”; CNN, 16 marzo 2021. [5]Deutsche Welle, “US and Mexico vow to cooperate on border crisis”, DW.COM, 7 maggio 2021. [6]Linda Qiu; Here's a fact check of Biden's first news conference; The New York Times, 25 marzo 2021. [7]Nick Miroff; Teenage migrant boys will be housed in Dallas and Midland as South Texas border facilities experience overcrowding; The Washington Post, 15 marzo 2021. [8]Roxana Brock McDade; List of United States-Mexico Border Crossings; MexPro.com, 9 agosto 2010. [9]Human Rights Watch; Us:”Remain in Mexico” Harms Children, Families; 6 gennaio 2021. [10]Priscilla Alvarez, Ana Melgar Zuniga; 5 migrant children found alone along US-Mexico border, including an 11-month old; CNN, 11 maggio 2021. [11]Alicia A. Caldwell, “Migrants Mass at U.S- Mexico Border, Pinning Hopes on Biden”, The Wall Street Journal, 17 marzo 2021.


Bibliografia


  • Alicia A. Caldwell, “Migrants Mass at U.S- Mexico Border, Pinning Hopes on Biden”, The Wall Street Journal, 17 marzo 2021.

  • Human Rights Watch; Us:”Remain in Mexico” Harms Children, Families; 6 gennaio 2021.

  • Linda Qiu; Here's a fact check of Biden's first news conference; The New York Times, 25 marzo 2021.

  • Nick Miroff; Teenage migrant boys will be housed in Dallas and Midland as South Texas border facilities experience overcrowding; The Washington Post, 15 marzo 2021.

  • Maegan Vazquez, Kate Sullivan; Biden tells migrant not to come to US: “Don't leave your town”; CNN, 16 marzo 2021.

  • Sahil Kapur, Shannon Pettypiece; Biden dispatches top officials to Mexico, Central America as border crisis grown; Nbc News, 22 marzo 2021.

  • Ben Kamisar; DHS Secretary Mayorkas defends handling of border surge, tells migrants not to come now; Nbc News, 21 marzo 2021.

  • Roxana Brock McDade; List of United States-Mexico Border Crossings; MexPro.com, 9 agosto 2010.

  • Paul Adams; Migration: are more people on the move than before?; BBC News, 28 maggio 2015.

  • Priscilla Alvarez, Ana Melgar Zuniga; 5 migrant children found alone along US-Mexico border, including an 11-month old; CNN, 11 maggio 2021.

  • Deutsche Welle, “US and Mexico vow to cooperate on border crisis”, DW.COM, 7 maggio 2021.


SITOGRAFIA


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