Comunità locali sudafricane vs Shell: un precedente a favore di un diritto umano a un ambiente sano?

Aggiornamento: 16 mar

di Roberta Carbone

“(…)Ci hanno fatto questo: hanno trasformato i nostri campi in una putrida e fetida poltiglia.(…) Dopo il massacro della nostra gioventùè arrivata la piaga delle piattaformepetrolifere e altramorte per i terreni coltivatie per i santuari dove vivono i pesci e quelle eterne fiamme che trasformano il giorno in notte e avvolgono la terra in finissima fuliggine(…)Tutti noi siamo di fronte alla Storia. Io sono un uomo di pace, di idee. Provo sgomento per la vergognosapovertà del mio popolo che vive su una terra generosa di risorse; provo rabbia per la devastazione di questa terra; provo fretta di ottenereche il mio popolo riacquisti il suo dirittoalla vita e a una vita decente. Così ho dedicato tutte le mie risorse materialied intellettuali a una causa nella quale credo totalmente, sulla quale non posso essere zittito. Non ho dubbi sul fatto che, alla fine, la mia causa vincerà e non importa quanti processi, quante tribolazioni io e coloroche credono con me in questa causa potremo incontrare nel corso del nostro cammino.Né la prigione né la mortepotranno impedire la nostra vittoria finale.”Ken Saro-Wiwa[1]


1. Introduzione


Il diritto umano a un ambientesano, definibile come il dirittoin capo a singoli individui o a gruppidi persone a vivere in un “ambiente caratterizzato come sano, sicuro, sostenibile, ecologicamente equilibrato”[2], non è riconosciuto né sancito all’interno della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, la quale non contiene alcun riferimento diretto alla nozione di ambiente. Solo dagli anni Sessanta si assiste a una “presa di coscienza” e a una maggiore consapevolezza a proposito dell’impatto che le attività umane hanno sul delicato equilibrio degli ecosistemi naturali e, di conseguenza, alla maturazione della necessità di tutelare e proteggere l’ambiente anche attraverso strumenti legislativi di portata nazionale e internazionale. Anche se vi sono alcuni esempi di strumenti con efficacia vincolante per le parti contraenti che contengono riferimenti all’ambiente in relazione ad altri diritti, come la Convenzione di Aarhus “sull’accesso alle informazioni, la partecipazione dei cittadini e l’accesso alla giustizia in materia ambientale” e il Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali volto a tutelare, tra l’altro, il diritto all’autodeterminazione e il diritto alla salute anche in rapporto alle tematiche ambientali, la maggior parte rientra nella categoria degli strumenti di soft law, tra cui la Dichiarazione delle Nazioni Unite sull’ambiente umano. Quest’ultima è “unanimemente identificata come l’atto che segna la nascita del ‘moderno’ diritto internazionale dell’ambiente”[3], in quanto introduce il concetto di diritto umano all’ambiente, ovvero il diritto di godere di un ambiente la cui qualità permetta di vivere in dignità e benessere.


Nonostante la rilevanza di detta tipologia di strumenti, questi sono facilmente aggirabili,soprattutto da partedi attori economici internazionali su cui non gravanoi medesimi obblighi che gravano in capo agli Stati e che spesso restano impuniti anche a seguito di gravi violazioni dei diritti umani.Tuttavia, la decisione di un tribunale sudafricano di vietare le attività del colosso petrolifero Shell nella Wild Coast fa sperare le organizzazioni ambientaliste di tutto il mondo, nonchéle minoranze etniche e i popoli indigeni di ogni Paese, i quali sono le principali vittime delle dinamiche e delle conseguenze perverse di un sistema economico di capitalismo avanzato e dell’assenza di un’adeguata tutela internazionale in materia sociale e ambientale.


2. Diritto umano a un ambiente sano: novità dal Sud Africa


Una ventata di ottimismo proveniente dal Sud Africa investe il settore della tutela ambientale a seguitodell’importante decisione da parte dell’Alta Corte di Grahamstown, a Makhanda, che il 28 dicembre 2021 ha vietato “con effetto immediato” alla nota multinazionale del petrolio Royal Dutch Shell di effettuare operazioni sismiche a largo della Wild Coast, nella parte orientale del Paese. Decisivoper il raggiungimento di questorisultato è stato il ruolo svolto dalle comunitàlocali stanziate nel territorio in questione, che vedono nel mare non solo la loro principale fonte di sostentamento (la pesca costituisce una delle attivitàpiù importanti per dette comunità), ma anche un elemento sacro su cui si basa il loro senso di appartenenza e identità. Il t