Colombia: un Paese in lotta per la pace

Aggiornamento: 28 ago 2021

(di Stefano Fraccaroli)


“Yo propongo que entre todos, echemos de pà atras y busquemos las razones de por qué el país está como está” (Jaime Garzón) [1]

Nel settembre del 2016 la Colombia ha vissuto probabilmente uno dei passaggi storici più rilevanti della sua lunga storia repubblicana. Dopo quattro anni di trattative logoranti, il 26 settembre a La Havana, il governo di Juan Manuel Santos e le FARC – EP hanno siglato un accordo di pace memorabile, in un paese in guerra da più di cinquanta anni. Sono molti, però, i colombiani che ritengono lunga e critica la strada per la riconciliazione. La sfiducia circola specialmente tra la popolazione delle zone rurali più povere, da generazioni vittima della violenza, abituata a vedere la politica e il conflitto come due facce della stessa medaglia e momenti come quello de la Havana niente più che un artifizio gattopardersco. A più di due anni dalla firma la situazione nel paese è ancora lontana dall’essersi normalizzata e diversi sono gli indicatori allarmanti. Il paese si ritrova ancora sospeso su un filo instabile, abitu