CECITÀ. L’Iran del coronavirus e le sanzioni americane

Aggiornamento: 28 ago 2021

(di Rebecca Reina)

Fonte: Ansa

Forse l’Iran non è come lo immaginiamo

È difficile pensare all’Iran tirandoci fuori da visioni e schemi costruiti in modi non troppo chiari dal nostro immaginario collettivo. La cosa più probabile è che pensiamo a dei balconi di pietra bianchissima che danno su un deserto non meglio identificato, da cui si vedono i cammelli pascolare liberi in strade poco asfaltate. Eppure nei nostri geni, da qualche parte, dovrebbe ancora esistere l’immagine che un nostro stretto parente, Alessandro Magno, ci ha dato dell’antica Persia. In occidente dovremmo aver più presente lui e un po’ meno gli indizi importati dagli Stati Uniti che raggruppano il Medio Oriente nella medesima, fotocopiata immagine di cammelli, caldo e donne col velo.

Alessandro Magno resta basito davanti alla straordinaria Persepoli, che era tutt’altro che un esempio di civiltà barbara e inferiore; 72 colonne, ricca di bassorilievi già solo la porta della città, il culto antico dello zoroastrismo, religione già monoteista, la ricchezza e l’immensità dei tesori, un sistema che era riuscito a diventare esempio per il mondo, con un impero che andava dalla Libia all’Asia centrale. La scelta finale di Alessandro Magno sarà quella di bruciare Persepoli e in occidente si racconta che