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Attacco al porto di Hudaydah e possibile carestia in Yemen: a rischio i diritti fondamentali



Dopo l'attacco lanciato dalle forze affiliate alla coalizione saudita al porto di Hudaydah il 13 giugno, la drammatica crisi umanitaria yemenita, già considerata, allo stato attuale, la peggiore al mondo, potrebbe aggravarsi ulteriormente. L'attacco, lanciato contro i ribelli houthi che detenevano il controllo sul porto, al fine di costringerli ad abbandonare un punto di importanza strategica vitale, potrebbe infatti avere effetti profondamente negativi sulla già precaria condizione della popolazione yemenita.

Il porto, affaccio principale dello Yemen al Mar Rosso, è anche uno dei più importanti punti d'ingresso degli aiuti umanitari alla popolazione che, con le infrastrutture al collasso e le condizioni igienico-sanitarie a livelli infimi, ha più che mai necessità di non essere abbandonata.

Come evidenzia la nota resa pubblica da Adama Dieng, special adviser delle Nazioni Unite per la prevenzione del genocidio, il porto è punto di accesso di circa il 70% degli aiuti umanitari che raggiungono il Paese. Privare la popolazione di questa fondamentale fonte di sostentamento potrebbe causare un ulteriore inasprimento della crisi in atto e condurre, addirittura, alla diffusione di uno spettro terribilmente temuto: la carestia e la fame per milioni di yemeniti in condizioni di povertà.

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