top of page

Indagini sull’Angola: diritti umani e violazione dei minori, il caso della stregoneria a Luanda

Aggiornamento: 27 ago 2021

Fonte: http://inzotumbansi.org/home/cosmogonia-feiticaria-e-magia-entre-os-bakongo/

Abstract


Even if the Angolan Constitution adopted The UN Declaration of the Rights of the Child in 2010, Human Rights violations remain a hard issue, especially because they are some of the consequences of the deepening internal crisis at several levels, including environmental, political, economic, and social. The rising number of child witchcraft allegations since the 90s is one of the most meaningful signals of these multilevel challenging changes started from the time of colonial indirect rule, passing through the long civil war, and the social-economic transformation caused by the still-ongoing globalisation.


1. Introduzione


Negli ultimi anni ci è stata mostrata l’altra faccia dell’Angola, ex tigre africana.

Dopo la guerra civile, con il petrolio e i diamanti al servizio di un progetto di sviluppo, il paese ha cominciato a cambiare e a prendere velocità. Il prodotto interno lordo è cresciuto ogni anno con tassi a due cifre, pur partendo da un livello tra i più bassi al mondo.


Solo cinque anni fa, l’Angola era il più grande produttore di petrolio in Africa. Dal 2015 ad oggi però il suo output è diminuito di oltre un terzo: la causa è innanzitutto nei minori investimenti delle compagnie internazionali, che hanno tagliato le spese a seguito di un calo dei prezzi del greggio, passato nell’arco di due anni da 160 a 55 dollari al barile[1].


Il Piano di sviluppo nazionale (Pdn) rivisto dà la priorità a progetti, per il periodo dal 2020 al 2022, che potenziano lo sviluppo socio-economico del Paese, per garantire una diversificazione dell’economia che appare però difficoltosa da raggiungere.


Anche sul fronte dei diritti umani e delle libertà fondamentali, l’Angola continua ad arrancare.

Come abbiamo potuto constatare, l’iter normativo interno[2] ha effettuato negli ultimi anni numerosi cambiamenti recependo la norma internazionale, inclusa quella che tutela i minori, la fascia della popolazione ancora oggi maggiormente discriminata. Nonostante ciò, molte sono le violazioni ai diritti umani che persistono. In particolare, quelle che vedono i minori vittime di accuse di stregoneria con relative conseguenze sia a livello individuale che collettivo.

Fonte https://www.britannica.com/place/Angola

2. L’Angola tra shock climatici e conseguenze da Covid 19


L'Angola, soprattutto nella zona meridionale, ha vissuto per tutto il 2020 le conseguenze di una prolungata siccità con uno dei peggiori shock climatici degli ultimi anni. Le temperature nel 2019 sono state le più alte degli ultimi 45 anni e la grave siccità ha continuato a spingere le famiglie a una vulnerabilità estrema, aumentando l'insicurezza alimentare e la malnutrizione. A ottobre 2019, la siccità avrebbe colpito 1,6 milioni di persone, pari a 333.163 famiglie in 488 località maggiormente colpite dalla siccità.


Questa situazione è continuata nel 2020 con conseguenze peggiorative per la salute, la nutrizione, l'acqua, le strutture sanitarie e l'igiene, l'istruzione e i servizi di protezione dell'infanzia.


I risulitato accesso umanitario e aumento del rischio di malattie trasmesse dall'acqua, tra cui diarrea e colera. Di conseguenza, è probabile che la situazione della sicurezza alimentare e nutrizionale continui a deteriorarsi in alcune parti del paese.tati della valutazione della classificazione integrata della fase di sicurezza alimentare (IPC) intrapresa nell'agosto 2019 nelle province di Cunene, Huila, Cuando Cubango e Namibe hanno proiettato circa 562.000 persone in fase IPC 3 (crisi) o 4 (emergenza) tra ottobre 2019 e febbraio 2020.


Le inondazioni, durante il primo trimestre del 2020, hanno aggravato i bisogni umanitari, limitando l'accesso all'assistenza sanitaria continua, alla nutrizione, all'istruzione, alla protezione dell'infanzia e ai servizi idrici, sanitari e igienici, compreso l'accesso al cibo per le comunità più colpite dalla siccità. Fino alla comparsa del nuovo coronavirus, c'erano stati notevoli progressi per contenere l'epidemia di polio attraverso la campagna di vaccinazione. Tuttavia, la situazione del COVID-19 ha rallentato la risposta umanitaria e ha peggiorato la capacità di sostentamento dei poveri e dei più vulnerabili.


Il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (WFP) e il governo dell'Angola hanno lanciato nel dicembre 2020 un progetto di nutrizione volto a sostenere le autorità provinciali di Luanda nel trattamento e nella prevenzione della malnutrizione acuta nei bambini.


L’Angola rimane ad alto rischio di inondazioni e conseguente sfollamento della popolazione, perdita di raccolti, riduzione del reddito familiare, limitato accesso umanitario e aumento del rischio di malattie trasmesse dall'acqua, tra cui diarrea e colera. Di conseguenza, è probabile che la situazione della sicurezza alimentare e nutrizionale continui a deteriorarsi in alcune parti del paese.


3. Povertà ed analfabetismo favoriscono la violazione dei diritti dei minori

Fonte Unicef 2020 https://www.unicef.org/appeals/angola

La crisi ha lacerato le famiglie più povere, favorendo un sistema di maltrattamenti, abbandono di minori ed abusi.

La pandemia ha un impatto significativo sulla situazione dei minori, in particolare a causa della chiusura delle scuole: si stima che 30.000 bambini abbiano bisogno di sostegno per l'istruzione, soprattutto nelle zone rurali, dove la povertà è più diffusa ed i minori hanno una probabilità e mezzo in più di morire prima dei 5 anni rispetto ai bambini che vivono nelle aree urbane.

Inoltre, in Angola, molti nuovi nati non esistono ufficialmente in quanto la loro nascita non è mai stata registrata. Questo, nonostante la registrazione delle nascite sia riconosciuto all’articolo 7 come diritto fondamentale del bambino da parte della Convenzione sui diritti dell'infanzia (CRC[3]).


Coloro che tendono ad essere senza certificato di nascita vivono in strada (i cosiddetti meninos da rua), in condizioni molto precarie, spesso vengono dalle zone rurali, sono orfani o bambini con disabilità.

Questa condizione tende a marginalizzarli ulteriormente perché affrontano un futuro incerto: possono essere esclusi dalle vaccinazioni di routine e da altre cure sanitarie. Può essere loro impedito di ricevere assistenza sociale, ereditare proprietà, frequentare la scuola o iscriversi agli esami. Di conseguenza, le loro future prospettive di lavoro diventano estremamente limitate, rendendoli più propensi a vivere in povertà.

Nella giovane età adulta, l'identificazione ufficiale è necessaria anche per transazioni basilari ma importanti, come aprire un conto bancario, registrarsi per votare ed entrare nel mercato del lavoro formale.

Fonte Unicef: https://www.unicef.org/protection/birth-registration

Infine, i bambini non registrati sono più vulnerabili agli abusi. Infatti, una volta in strada, questi bambini si ritrovano soli e senza risorse. Sono allora costretti a prendere misure drastiche per sopravvivere: accattonaggio, commercio illegale o prostituzione, matrimoni precoci, lavoro minorile e detenzione in carceri per adulti. Diventano facili bersagli dei grandi trafficanti e sfruttatori di bambini, che non danno loro altra scelta.


Alcuni sistemi di credenze, inoltre, sostengono ed incitano a forme di violenza verso i minori. In particolare, questo è il caso dei "bambini stregoni", generalmente i più poveri, i quali vengono accusati di stregoneria. Per questo motivo tutto è permesso e persino raccomandato quando li si incontra. Vengono crudelmente picchiati e torturati, e la loro famiglia viene isolata e privata di cibo e acqua. L'influenza di alcune antiche tradizioni incita addirittura alcuni angolani ad uccidere i bambini che subiscono tale accusa.


Altre forme di abuso sui bambini avvengono in ambiente carcerario. Già sovraffollate, la maggior parte delle prigioni non sono in grado di creare spazi riservati ai minori. Per questo motivo, vengono obbligati a condividere i loro spazi con gli adulti. Purtroppo, sia i prigionieri che le guardie approfittano della loro giovinezza e i bambini sono regolarmente vittime di abusi.


Infine, in Angola, quasi 1 bambino su 4 è costretto a lavorare per sostenere i bisogni della propria famiglia.

La povertà che affligge la maggior parte delle famiglie angolane e l’elevato tasso di analfabetismo sono infatti le principali cause del fenomeno.

Le ragioni del lavoro minorile sono molteplici: negligenza dei genitori, mancanza di conoscenza dei propri diritti e problemi derivanti dalla povertà. La maggior parte di coloro che provengono dalle zone rurali sono impiegati nelle piantagioni o nella pesca.


Nelle aree urbane, invece, i giovani angolani lavorano come venditori ambulanti o come domestici per le famiglie più ricche, dovendo spesso affrontare la durezza e la violenza del loro datore di lavoro.


4. Iter normativo dell’Angola per una maggior protezione dei diritti dei minori


Per garantire una maggiore protezione ai minori, con il Decreto n. 31/07 del 14 maggio 2007, la registrazione delle nascite è stata universalizzata. La nuova legge ha inoltre stabilito la registrazione gratuita delle nascite per i bambini sotto i 5 anni negli ospedali per la maternità. Sono stati estesi i periodi di registrazione, stabilite procedure per consentire la registrazione tardiva ed è stata anche condotta una campagna di informazione e sensibilizzazione a tal riguardo.

Un altro step importante nell’iter normativo angolano è stata la promulgazione di una nuova Costituzione nel 2010 che ha esteso i diritti fondamentali dei cittadini, in particolare quelli del bambino, come base per la costruzione della pace e della democrazia. La legge n. 25/12 del 22 agosto 2012 risulta proprio dalla consacrazione costituzionale dei diritti del bambino come "diritti fondamentali che obbligano la famiglia e la società a creare le condizioni per l'educazione armoniosa e integrale del bambino, la protezione della sua salute fisica e mentale, così come per il suo pieno sviluppo". Lo scopo di tale legge è stato quello di estendere e promuovere i diritti del bambino come definiti nella Costituzione della Repubblica e in altre convenzioni internazionali di cui il Paese è parte. I diritti elencati si applicano a tutte le persone di età inferiore ai 18 anni, e tutti i comportamenti che equivalgono a una violazione sono punibili.

Nel 2016 il governo ha adottato una legge di base che richiede l'istruzione obbligatoria e gratuita dalle elementari alle medie. Si voleva in tal modo estendere l'istruzione nazionale gratuita da sei a nove anni, eliminare gli abbandoni scolastici e sradicare l'analfabetismo. Sono stati inoltre istituiti programmi di educazione speciale mirati all'inclusione scolastica di bambini con disabilità di ogni tipo, da quelli fisici a quelli mentali.


Preparato dalla Commissione intersettoriale per l'elaborazione dei rapporti nazionali sui diritti umani, il settimo rapporto dell’Angola sui diritti dei bambini di Maggio 2018 ha integrato le principali istituzioni nazionali per la promozione e la protezione dei diritti umani in conformità con l'articolo 44 della Convenzione per i diritti dell’infanzia.

È stato adottato un vasto pacchetto di strumenti legali e politiche pubbliche. Ad esempio, sono stati introdotti un atto contro la violenza domestica sui bambini ed un atto sulla protezione e lo sviluppo integrale del bambino, i quali hanno rafforzato l'importanza dell'attuazione degli 11 impegni dell'Angola a favore dei bambini. È stato anche emanato un altro atto che ha stabilito le norme relative alla prevenzione e protezione contro la tratta di donne e bambini.


L'Angola inoltre ha aderito alla campagna dell'Unione africana per proibire i matrimoni precoci. L'età legale minima per il matrimonio in Angola è stata fissata a 18 anni per entrambi i sessi.

Sono però previste esenzioni: i ragazzi possono essere autorizzati a sposarsi a 16 anni e le ragazze a 15, quando si considerano le circostanze del caso e tenendo conto degli interessi dei minori, se il matrimonio è la soluzione migliore (Codice di famiglia, articolo 24). In tali casi deve essere concessa l'autorizzazione da genitori o tutori del minore in questione.


Sono state assunte misure per ridurre il lavoro minorile, con l'età minima legale per lavorare fissata a 14 anni. Tuttavia, l'efficacia e il controllo di queste norme sono troppo deboli per essere pienamente rispettate.


Sebbene l'Angola abbia compiuto sforzi significativi, le proibizioni contro lo sfruttamento sessuale e commerciale dei bambini non soddisfano gli standard internazionali. Per esempio, non vietano l’uso di minori per la produzione di materiali pornografici. Inoltre, i programmi sociali non si rivolgono a tutti i settori in cui lavorano i bambini.


A febbraio 2020 il governo angolano ha adottato la prima e tanto attesa strategia per i diritti umani del paese. Il documento, redatto per la prima volta nel 2017, stabilisce che la situazione dei diritti umani nel Paese è soggetta a una valutazione periodica da parte del Consiglio di sicurezza dello Stato, all'introduzione di un premio per gli attivisti dei diritti umani e all'insegnamento dei diritti umani come materia nelle scuole. A luglio 2020, il vicepresidente dell'Angola, Bornito de Sousa, ha lanciato la prima formazione sui diritti umani per gli insegnanti come parte della strategia per i diritti umani.


L’entrata del Paese nell’economia di mercato globalizzata, in aggiunta alla colonizzazione e alla guerra civile (1975-2002), ed i precedenti tentativi di adeguarsi alle norme internazionali, rappresentano per l’Angola le cause principali di profondi cambiamenti socio-politici, mettendo in crisi schemi culturali, tra cui l’istituzione tradizionale della stregoneria, ndoki, che i Diritti Umani, in particolare quelli dedicati ai minori, cercano di re-inquadrare.


Ma perché ciò avviene? Perché proprio i bambini sono i più colpiti? Quale il valore socio-culturale della stregoneria in Angola, e più precisamente nello spazio urbano della capitale Luanda[4]?


Le risposte sono molteplici e concatenate l’una all’altra in un sistema articolato.


5. Dimensioni liminali e contesti socio-politici: quale ruolo per la stregoneria nell’Angola urbanizzata luandese?


Il tessuto socio-politico angolano è estremamente etnicizzato[5], ma la capitale è a maggioranza Bantu[6], per i diversi flussi migratori del sottoclan dei Bakongo[7] che si sono avvicendati nel tempo. Il gruppo, maggioritario a Luanda, diretto discendente del potente regno Congo (secc. XIV - XX), comprende popolazioni di confine, in quanto divise tra Angola e Repubblica Democratica del Congo (RDC), paese di provenienza. Per il loro passato recente di supporto al FNLA[8], in netta antitesi con il MPLA[9] come entità culturale estranea, esterna, longa manus congolese[10], sono assimilate al commercio illegale, e alle chiese africane[11].

Fonte[12] https://angolaairport.net/travel/angola-facts.html

Al momento dell’indipendenza, nel 1975, l’80% della popolazione angolana vive nelle aree rurali. A partire dal 2002, in seguito alla devastazione della guerra civile, si assiste a esodi di massa[13], e la rapida urbanizzazione porta a cambiamenti a più livelli come già menzionato. I processi di ricomposizione sociale attraversano almeno tre fasi: 1) il periodo coloniale che vede la creazione di élites locali complici dell’indirect rule , contribuendo all’alienazione culturale e a una stratificazione tripartita: “civilizzato”, “assimilato”, “indigeno”; [14] 2) il periodo post-coloniale con la costituzione di un potere centrale plasmato dal periodo precedente per tutto il sec. XIX; 3) il periodo di consolidamento con la transizione verso un'economia di mercato, tipica soprattutto degli spazi urbani e caratterizzata da un gap socio-economico interno sempre più ampio, con élites legate alla politica e all’esercito. L’alterazione delle forme di produzione e della distribuzione della ricchezza ha ripercussioni sui meccanismi di acquisizione di autorità all’interno dei diversi gruppi, dal micro al macro, incluso quello familiare. Qui il matriarcato tradizionale, rappresentato dallo zio materno più anziano, cede il passo al patriarcato creando tensioni “di genere” che si riversano sui più fragili: anziani e bambini, specialmente se percepiti come problematici.

Nella società globalizzata del consumo che celebra l’individuo a scapito della comunità etnico-culturale, l'accumulo di ricchezza di uno, immagine del successo, implica il fallimento e l'impoverimento degli altri. La solidarietà ha qui delle nuove regole che dipendono dalla capacità del singolo di generare reddito e di creare relazioni sociali extra-familiari su nuove basi di categoria: religiosa, di vicinato, di relazione lavorativa, ridefinendo, così, anche le collocazioni sociali, politiche e economiche.

Nello specifico, nel tessuto sociale di Luanda la crescita demografica[15] è andata di pari passo con l’insorgere dell’ HIV/AIDS, l’aumento della povertà e delle attività economiche informali. I risultati sono: la costruzione di baraccopoli e di abitazioni molto più piccole di quelle tipiche, servizi collassati, sovraffollamento, inquinamento, lavoro minorile, aumento dei tassi di criminalità[16]. Situazione che, come menzionato, la pandemia da covid-19 non ha certo migliorato.


Tale trasformazione è sofferta soprattutto dai meno giovani, dai bambini, e dalle donne che se ne occupano, per cui il fenomeno degli anziani che vivono per strada allontanati dalla famiglia, è parallelo a quello dei cosiddetti meninos da rua come suddetto. Entrambi sono emersi in maniera preponderante alla fine degli anni ’90 nei territori del nord, proprio in seno al gruppo etnico dei Bakongo, nonostante l’iter giuridico nazionale abbia recepito la norma internazionale, inclusa quella che tutela i minori[17]. Inoltre, si registra un numero crescente di casi di accusa di stregoneria nei confronti di bambini perlopiù tra gli otto e i tredici anni[18], capri espiatori di narrazioni distorte[19], sintomi di profonda crisi sociale, con conseguenti spulsioni dal nucleo familiare che si verificano in seguito a eventi gravi, improvvisi e dolorosi come decessi prematuri, aborti, impoverimento[20]. Gli accusati, sono generalmente albini, disabili, malformati dalla nascita, epilettici, bambini particolarmente intelligenti. Sintomi come fame eccessiva, precocità, insonnia, sonni agitati ripetuti, aggressività sono ricondotti ad una forma di potere occulto negativo. Se orfani vengono accolti da parenti come zii o nonni, patrigni o matrigne i quali, però, molto spesso sono responsabili delle accuse[21].

Tuttavia, nelle difficoltà la famiglia, intesa come entità di mantenimento e trasmissione intergenerazionale dei valori e del potere occulto familiare, rimane un nucleo forte seppur lacerato, e gran parte degli angolani tende ad identificarsi con il gruppo etnico dei propri avi piuttosto che con il proprio Paese. In alcuni casi è un elemento che indebolisce, in quanto, avere a che fare con un gruppo vuol dire incaricarsi di chi non è nelle condizioni di essere autosufficiente, in più, un aumento dei membri della famiglia, soprattutto in un contesto urbano quasi mai corrisponde a un aumento della disponibilità di risorse.


Il ndoki, o kindoki è il potere protettivo degli avi sul clan. In senso più ampio è un sistema di conoscenze sia fisiche che psichiche, prerogativa dei più anziani e delle figure tradizionali rivelatrici come quella del nganga, il medico-stregone. Il feto è destinatario del loro potere spirituale protettivo, occulto trasmesso in linea materna, ma lo userebbe solo da adulto, una volta assunta una posizione di autorità in qualità di nkazi all’interno della famiglia.

Al contempo esso è dimensione liminale tra realtà materiali, manifeste, pubbliche, e aspetti della vita più intangibili, occulti, spirituali[22]; è forza vitale acquisibile attraverso atti di ingestione, interiorizzazione, che sfociano nel potere politicamente attivo, il quale, a sua volta, conferisce prestigio sociale. Originariamente gestita collettivamente, nel nuovo spazio socio-culturale individualista e pubblico, soprattutto urbano, in entrambe le sue versioni positiva feitiçaria, e negativa, feiticismo[23], la stregoneria si lega a un senso di insicurezza, rabbia, frustrazione, paranoia, esponendosi a manipolazione e producendo distorsioni interpretative e comportamentali in un contesto percepito come spiritualmente corrotto, totalmente disconnesso con le forme tradizionali di territorializzazione, di rapporti familiari e più in generale, di relazioni sociali[24]. In tal senso l’autorità dello Stato postcoloniale è percepita come illegittima, fonte di nuove forme di esclusione socio-politica[25] per cui la criminalizzazione istituzionale della stregoneria, eredità della colonizzazione cristiana, contribuisce alla stigmatizzazione degli accusati[26]. La posta in gioco riguarda le nozioni di alterità nelle relazioni di potere tra Stato, gruppi sociali tradizionali, gruppi delle religioni importate tra i quali c’è una vera e propria disputa per la legittimità sulla mediazione con il sacro, antica prerogativa dei capifamiglia e dei guaritori locali.[27]


Conclusione


In conclusione, teorie e pratiche della stregoneria, parte dell’identità socio-culturale del popolo bantu dei Bakongo a Luanda, divengono parte di una nuova narrazione su impulso delle trasformazioni economiche, sociali e politiche dovute ad una guerra civile post-colonizzazione quasi trentennale, a una globalizzazione prepotente, a narrazioni religiose distorte. La lotta per i diritti dei minori si inserisce in un processo di acculturazione che poco considera le istituzioni locali che potrebbero, invece, essere una leva importante per dare forza effettiva agli stessi[28], riducendo le diverse violazioni precedentemente descritte. Di fondamentale importanza nei prossimi anni, sarà una comunicazione tra i vari organismi nazionali ed internazionali, nel cercare di rafforzare un tessuto socio culturale che contrasti la crisi emergente causata da fenomeni ambientali e dalle conseguenze post pandemiche.


(scarica l'analisi)

analisi Casale Paterno Diritti Umani - minori- Stregoneria Angola DEF
.pdf
Download PDF • 1.08MB

Note


[1] “In questi anni l’Angola ha cercato di rallentare il declino del proprio settore petrolifero offrendo all’asta nuovi blocchi per le trivellazioni e ristrutturando l’azienda statale Sonangol. Ciononostante, il paese stima per il 2021 una produzione media di 1,22 milioni di barili al giorno, troppo bassa anche per permetterle di trarre vantaggio dal rilassamento dei tagli dell’OPEC+ nei prossimi mesi dell’anno.” Per approfondire https://energiaoltre.it/crisi-petrolio-angola-nigeria/ [2] Il sistema legale angolano è basato sul diritto civile portoghese e la legge consuetudinaria locale non scritta, come riportato anche nella Costituzione aggiornata al 2010. Per un approfondimento FLORÊNCIO, F., Pluralismo Jurídico e Estado Local em Angola: um olhar crítico a partir do estudo de caso do Bailundo, Centro de Investigação em Antropologia e Saúde (CIAS), 2011. [3] “Article 7 CRC: 1. The child shall be registered immediately after birth and shall have the right from birth to a name, the right to acquire a nationality and. as far as possible, the right to know and be cared for by his or her parents. 2. States Parties shall ensure the implementation of these rights in accordance with their national law and their obligations under the relevant international instruments in this field, in particular where the child would otherwise be stateless.” [4] Fondata nel 1575 come porto principale per la tratta atlantica degli schiavi, è un crocevia sociale, politico economico. [5] I tre gruppi prominenti sono gli Ovimbundu, 37%, i Kimbundu 25%, e i Kongo (Bakongo) 13%, appartenenti al gruppo Bantu; i discendenti degli Europei rappresentano circa l’1%; circa il 22% della popolazione appartiene ad altri gruppi etnici. Per saperne di più si rimanda a DLIFLC, Portuguese-Angola Cultural Orientation, pp. 13 e seg. [6] Non ci tragga in inganno: il fatto di essere davanti a un macro clan, non è assolutamente sinonimo di omogeneità culturale univoca, al contrario, all’interno del gruppo Bantu sopravvivono diversità culturali e subculturali. [7] I Bakongo occupano i territori centrali e quelli a nord-est. Migrate da nord ovest, le popolazioni appartenenti ai gruppi etnico-linguistici Bantu, lentamente si insediano nell’attuale RDC tra il 1300 e il 1600, organizzandosi perlopiù in regni I Bakongo, diretti discendenti del potente regno Congo, fondato nel sec. XIV, parlano il kikongo. https://www.africamuseum.be/en/discover/history_articles/kongo-kingdom . Entrato in contatto con i Portoghesi sin dal sec. XV. I componenti di questo gruppo sono prevalentemente agricoltori e un numero rilevante oggi vive negli agglomerati urbani. Tradizionalmente la discendenza è matrilineare, anche se i meccanismi di affiliazione etnico-culturale sono nettamente più complessi. La loro struttura sociale è tipicamente “frammentata” per cui ogni nucleo familiare allargato risulta logisticamente/fisicamente indipendente l’uno dall’altro, la tradizione religiosa si fonda sul culto degli antenati e degli spiriti di dimensione altra. [8] L’accusa di stregoneria viene usata spesso durante la guerra civile tra fazioni antagoniste per screditarsi reciprocamente politicamente. Per un approfondimento BRINKMAN, I., War, Witches and Traitors: Cases from the MPLA’s Eastern Front in Angola (1966-1975), 2003 [9] Negli anni successivi alla Seconda guerra mondiale, maturano movimenti nazionalisti su base etnica, l’ MPLA, fondato nel 1956 capeggiato dal poeta e medico Agostinho Neto, e supportato principalmente dal gruppo etnico Mbundu (oggi elite a Luanda) e allineato all’ideologia comunista portoghese e con il blocco est durante la Guerra Fredda; il FNLA, nel 1962, supportato con il gruppo dei Bakongo e alleati esterni, inclusi USA e Zaire (ora Repubblica Democratica del Congo) il cui leader è Holden Roberto; infine l’ UNITA di Jonas Malheiro Savimbi che lo fonda nel 1966 con il supporto del gruppo Ovimbundu e alleati esterni Cina e dal Sudafrica dell’apartheid. Proprio per le controversie tribali il coordinamento collettivo fallisce. Riconciliatosi sotto l’egida degli Accordi di Alvor del 1975 che vede la loro collaborazione come coalizione del primo governo angolano, tuttavia, sia per motivi interni che esterni (clima globale di Guerra Fredda) le diatribe sfociano in una guerra civile che dura fino al 2002. La presenza portoghese non ha mai ceduto, e, ancora oggi, l’Angola è parte dei PALOP, i Países Africanos de Língua Oficial Portuguesa (gli altri sono: Capo Verde, Guinea Bissau, Mozambico e São Tomé e Príncipe) che vanno a formare la Comunidade dos Países de Língua Portuguesa, CPLP, istituita nel 1996. [10] Le relazioni tra Angola e nazioni confinanti sono nel complesso buone, in particolare, con la RDC essa condivide legami storici, economici e etnico-culturali, ciò nonostante molte sono le questioni sulle quali i due paesi si scontrano, visibile con gli interventi nei conflitti l’uno dell’altro. Vd. US AIR FORCE, Expeditionary Culture Field Guide Angola, 2020. [11] La sua identificazione non è univoca, e può essere metaforica in riferimento a fatti storici e politici secondo processi di costruzione e attribuzione di una realtà ambigua. Sicuramente la lingua, il kikongo, è una criterio di classificazione, indica in generale le popolazioni originarie della regione del nord dell’Angola perlopiù residenti a Luanda, e così la si utilizzerà nel presente lavoro. [12] Si sono trovati più numeri discordanti, si è deciso di scremare secondo dati da fonti locali e più aggiornati. [13] Nello spazio urbano il conflitto per la terra resta , in quanto, molti angolani detengono la terra secondo la legge consuetudinaria locale orale in conflitto con l’autorità dello Stato centrale, entità alla quale sono stati trasferiti gran parte dei diritti sulla terra a partire dall’indipendenza, nel 1975. Si rimanda a DLIFLC, Portuguese-Angola Cultural Orientation, pp. 62 e seg. [14] I Portoghesi fanno capolino in Angola alla fine del XV secolo intessendo dapprima relazioni pacifiche con i locali che li riforniscono di materie prime, per poi divenire un’intrusione sempre più aggressiva e cruenta con la tratta degli schiavi, con la complicità, in alcuni casi, di alcuni gruppi etnici locali e con le missioni religiose.Conflitti e interessi europei si intrecciano a giochi di potere e diatribe locali, con il graduale ma costante ottenimento del controllo portoghesi. Tra il 1885 e il 1930 i regni vengono sconfitti e soppressi, sostituendo il loro governo con l’indirect rule . Ciò che ne consegue è una società piramidale così strutturata: i Portoghesi bianchi; i mestiços , discendenti da coppie miste, gli assimilados (assimilated Africans), gli indígenas (i più numerosi e i più sottomessi), stravolgendo definitivamente le relazioni socio-politiche interne. [15] Secondo dati del US AIR FORCE, Expeditionary Culture Field Guide Angola, Air Force Culture and Language Center, AFCLC, 2020, la popolazione angolana ha un tasso di crescita demografica annua pari al 3.43% , con una media di 5.96 figli per donna. Circa il 67% degli angolani vive nelle città, di cui il 26% solo a Luanda. [16] Per numeri e percentuali cfr. DLIFLC, Portuguese-Angola Cultural Orientation, pp. 46 e seg. [17] Cfr. paragrafi precedenti. [18] Le accuse di stregoneria nei confronti dei bambini sono emerse a fine anni ’90 in Africa Centrale, in particolare nella RDC, in Angola del nord e a Luanda, registrato sin dagli inizi degli anni ‘2000. Per un approfondimento NUNES PEREIRA, L., Feitiçaria e esfera pública: Estado e cultura no pós-guerra angolano, 2009. Per ciò che concerne i numeri: è difficile avere accesso informazioni quantitative e molte cause di questo fenomeno in crescita rimangono non chiare EUROPEAN PARLIAMENT, Child Witchcreaft Allegations and Human Rights, 2013. [19] Il sapere tradizionale riguardo la mitologia è tradizionalmente orale e detenuto da alcuni gruppi etnici e dagli anziani Per un approfondimento sulle tradizioni orale e scritte si rimanda a GIROTO, I., O Universo Magico-Religioso Negro-Africano e Negro- Brasileiro: Bantu e Nàgò, 1999. [20] Per numeri e percentuali cfr. DLIFLC, Portuguese-Angola Cultural Orientation, pp. 46 e seg. [21] Per un approfondimento BLANES, R., The Ndoki Index: Sorcery, Economy, and Invisible Operations in the Angolan Urban Sphere, in Pentecostalism and Witchcraft, 2017. [22] Connesso con l’atto di ingerire, negativamente interpretato dagli autori cristiani perché associato all’atto di avvelenamento. [23] Le parole in portoghese "incantesimo" e "stregoneria" sono usati contemporaneamente ai termini kikongo ndoki, kindoki e kundu. Questi si riferiscono al potere occulto di maghi e stregoni, ma sono anche attribuiti ai capi e non sono intrinsecamente malvagi. Il termine kundu, tuttavia, si riferisce anche a una sostanza magica trasmessa nel grembo materno considerata ereditaria, e solo a volte acquisito tramite ingestione. Il cristianesimo, radicatosi sin dal sec. XVI gioca un ruolo fondamentale nelle costruzioni politico-identitarie. Nonostante i processi di acculturazione, pratiche e credenze tradizionali sopravvivono in forme di cristianesimo sincretiche, che spesso si intrecciano nella figura del prete- stregone-guaritore. [24] Chiese cristiane, e africane in particolare dei movimenti pentecostali, molto forti in Angola, che credono profondamente in Satana, per cui indicano la stregoneria come manifestazione del suo grande potere demoniaco, usandola come spauracchio per fare proselitismi speculando spesso sul valore simbolico del denaro http://africawildnews.blogspot.com/2013/01/fra-stregoneria-e-guarigioni-cresce-in.html [25] I primi approcci erano di repressione nei confronti del fenomeno delle accuse di stregoneria dei bambini, in quanto considerata segno di sottosviluppo. L’approccio d’intervento è cambiato attraverso gli anni sempre più verso un approccio P2P, per un approfondimento e riflessioni su nuove modalità operative, cfr NUNES PEREIRA, L., Feitiçaria e esfera pública: Estado e cultura no pós-guerra angolano, 2009 [26] EUROPEAN PARLIAMENT, Child Witchcreaft Allegations and Human Rights, 2013. FLORÊNCIO, F. nel suo Pluralismo Jurídico e Estado Local em Angola: um olhar crítico a partir do estudo de caso do Bailundo, 2011 asserisce che potenziamento delle istituzioni locali tradizionali e decentramento sono possibili ricette risolutive della distorsione in atto. [27] I diversi interventi, istituzionali, delle ONG, degli enti religiosi soprattutto cristiani ( cattolici, battisti, movimenti pentecostali, che spesso fanno capo a pastori bakongo e sono conosciuti sotto l’etichetta di “indipendenti” o “sincretiche”) giocano un ruolo importante nella riformulazione delle categorie e delle pratiche culturali. Non ultima l’esortazione di Papa Benedetto XVI ad abbandonare la stregoneria e le sue pratiche in favore del cattolicesimo, durante il suo viaggio in Angola nel 2013. [28] FLORÊNCIO, F., Pluralismo Jurídico e Estado Local em Angola: um olhar crítico a partir do estudo de caso do Bailundo, 2011 parla di neo-indirect rule, parteggiando per un rafforzamento delle leggi consuetudinarie locali e il decentramento del potere statale per poter arginare la versione distorta del fenomeno della stregoneria.


Bibliografia


BRINKMAN, I., War, Witches and Traitors: Cases from the MPLA’s Eastern Front in Angola (1966-1975), The Journal of African History, Cambridge University Press, Cambridge, 2003


BLANES, R., The Ndoki Index: Sorcery, Economy, and Invisible Operations in the Angolan Urban Sphere, in Pentecostalism and Witchcraft, Spiritual Warfare in Africa and Melanesia, Palgrave Macmillan, Cham, 2017 pp. 93-114

CARBONE, G., L’Africa. Gli stati, la politica, i conflitti, Il Mulino, Bologna, 2012

CONSTITUIÇÃO DA REPÚBLICA DE ANGOLA, 2010

DLIFLC, Portuguese-Angola Cultural Orientation, Defence Language Institute Foreign Language Center , Monterey, 2016


EUROPEAN PARLIAMENT, Child Witchcraft Allegations and Human Rights, Policy Department DG External Policies, 2013

FLORÊNCIO, F., Pluralismo Jurídico e Estado Local em Angola: um olhar crítico a partir do estudo de caso do Bailundo, Centro de Investigação em Antropologia e Saúde (CIAS), 2011

FORSYTH, M, The Regulation of Witchcraft and Sorcery Practices and Beliefs, Annual Review on Law and Social Science, 2016

GIROTO , I., O Universo Magico-Religioso Negro-Africano e Negro- Brasileiro: Bantu e Nàgò, São Paulo, 1999

JAHANGIR, A., Report of the Special Rapporteur on freedom of religion or belief, Mission to Angola, UN General Assembly, Human Rights Council, 2008

MELNYSYN, S., Vagabond States: Boundaries and Belonging in Portuguese Angola, c. 1880-1910, University of Michigan , 2017


NUNES PEREIRA, L., Feitiçaria e esfera pública: Estado e cultura no pós-guerra angolano, Sankofa. Revista de História da África e de Estudos da Diáspora Africana Ano IX, NºXVI, Rio de Janeiro, 2009


PEARCE, J., Political Identity and Conflict in Central Angola, 1975-2002, The International Journal of African The International Journal of African Historical Studies Historical Studies, Cambridge University Press, New York, 2015


UDELSMANN RODRIGUES, C., Recomposição Social e Urbanização em Luanda, Centro de Estudos Africanos, Lisboa, 2003

US AIR FORCE, Expeditionary Culture Field Guide Angola, Air Force Culture and Language Center, AFCLC, Camdem, 2020


REPÚBLICA DE ANGOLA, MINISTÉRIO DO PLANEAMENTO ANGOLA 2025, Angola um paìs com futuro sustentabilitate. Estratègia de desenvolvimento a longo prazo para Angola, Janeiro 2007


Sitografia


765 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti
bottom of page