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Accordo commerciale Unione europea e Mercosur: una trattativa lunga vent’anni

Aggiornato il: mag 2

(di Marco D'Amato)

La presidenza della Commissione Juncker, dopo gli importanti accordi commerciali con Canada e #Giappone, ha concluso il mandato portando a termine la decennale trattativa con il MERCOSUR, composta da #Brasile, Argentina, Paraguay e Uruguay. In questa analisi ripercorriamo le fasi storiche dei colloqui, i possibili vantaggi e le criticità della recente intesa.



1. Cronologia delle trattative

Le origini della trattativa tra le due parti regionali risalgono agli inizi degli anni ’90, pochi mesi dopo la firma del Trattato costitutivo del Mercosur, culminati con l’accordo quadro interregionale del 1995 che prefigurava come risultato finale un’associazione interregionale basata sua una collaborazione equilibrata in campo politico, economico e commerciale e sul progressivo stabilimento di una zona di libero scambio per i prodotti industriali e una graduale liberalizzazione reciproca delle transazioni agricole. Seconda tappa importante si registra con il summit di Rio de Janeiro del 1999, dove, nonostante le prime resistenze da parte francese preoccupata dalle ripercussioni al settore agricolo provocate dall’apertura commerciale verso il blocco sudamericano, venne comunque ufficializzata la firma dell’Accordo conclusivo con cui Unione europea e Mercosur avrebbero previsto le tempistiche del processo di liberalizzazione commerciale. Nel maggio 2002, in occasione del secondo vertice dei capi di Stato e di governo dell'#UE e del MERCOSUR a Madrid1, si è deciso di dare nuovo impulso ai negoziati, con la firma dell'accordo sulla semplificazione del commercio, il quale avrebbe interessato, in particolare, il settore privato con importanti progressi in materia di dazi doganali, norme tecniche, commercio elettronico e misure sanitarie e fitosanitarie. Dopo una serie di round commerciali, i quali lasciavano presagire la conclusione positiva dei colloqui, nel settembre 2004 si è avuto un punto di arresto. Da una parte infatti, il Mercosur non era soddisfatto dell’offerta fatta in termini di apertura all’agricoltura, mentre l’#UE non era convinta delle proposte riguardanti gli acquisti statali, in particolare della legge sulla proprietà intellettuale. Per questi motivi, i negoziati si sono arenati. Dopo una ripresa della negoziazione nel 2010, a seguito dello stallo del Doha round in ambito WTO e dell’ascesa nel commercio internazionale della Cina, e una ulteriore fase di trattative nel triennio 2013-2016, sarà nel 2017 che si è giunti ad una spinta più incisiva che ha portato all’ultimo ciclo di negoziati svolti a Buenos Aires2 nello scorso marzo, e che hanno riguardato le materie più delicate dell’accordo: appalti pubblici, proprietà intellettuale e indicazioni geografiche, imprese di proprietà statale e sovvenzioni.

2. Volumi d’affari

Con un primo accordo, raggiunto lo scorso giugno, le parti si impegneranno a costituire una importante area di libero scambio che vedrà coinvolti più 780 milioni di consumatori e un risparmio per le imprese europee stimato intorno ai 4 miliardi in tagli di dazi doganali, come dichiarato dall’attuale commissario uscente per il commercio Cecilia Malmström. Nel testo i risultati raggiunti dall’accordo sono suddivisi in 17 punti3. In apertura si fa riferimento agli scambi commerciali, di cui le parti si impegnano a liberalizzare più del 90% delle rispettive importazioni, per un periodo transitorio di massimo 10 anni. L'Unione europea eliminerà i dazi sul 100% dei beni industriali, mentre il Mercosur rimuoverà completamente i dazi, sempre nel periodo decennale, nei settori chiave come automobili, parti di automobili, macchinari, prodotti chimici e farmaceutici. I rapporti commerciali tra le due aree sono positivi e significativi, come dimostrato dalla posizione commerciale privilegiata che l’Europa riveste per l’area, in quanto rappresenta il primo partner commerciale e per investimenti in quei paesi. Nel 2018 le esportazioni europee nei paesi Mercosur si sono attestate sui 54 miliardi di euro e si sono incentrate soprattutto sui macchinari (28.6%), strumenti di trasporto, prodotti chimici e farmaceutici (23.6%). Di contro le importazioni europee di prodotti made in Mercosur si concentrano su prodotti dell'agricoltura e delle carni.

Flussi e bilancia commerciale dei traffici tra UE e Mercosur (2008-2018). Fonte: Eurostat

2.1 Settore agroalimentare

Per i prodotti agricoli, elemento di discordia specialmente per Francia e Irlanda, i dazi saranno gradualmente eliminati sul 93% delle linee tariffarie riguardanti le esportazioni agroalimentari dell'#UE. Queste linee corrispondono al 95% del valore delle esportazioni dei prodotti agricoli dell'UE. Di contro, l'Unione si impegnerà a liberalizzare l'82% delle importazioni agricole, mentre le rimanenti importazioni rimarranno soggette a liberalizzazione parziale, compresi i contingenti tariffari per prodotti più sensibili, e con un numero limitato di prodotti esclusi del tutto, quali ad esempio carni bovine, pollame, carni suine, zucchero, etanolo, riso, miele e granturco. Le quote tariffarie reciproche, invece, saranno aperte da entrambe le parti in modo graduale in 10 anni, dove il dazio contingentale sarà ridotto dal tasso di base a zero in dieci tagli annuali uguali a partire dall'entrata in vigore e riguarderanno formaggi, latte in polvere e prodotti per l’infanzia. Altri prodotti chiave di interesse all'esportazione dell'Unione sarà liberalizzata dal Mercosur quali il vino (con un prezzo minimo sul vino spumante nei primi 12 anni e reciproca esclusione del vino sfuso), liquori, olio d'oliva, frutta fresca (mele, pere, nettarine, prugne e kiwi), pesche in scatola, pomodori in scatola, malto, patate surgelate, carne suina, cioccolatini, biscotti, bibite. Ulteriore elemento che destava preoccupazione da parte di chi era avverso alla stipula di questo accordo, riguarda la sicurezza dei consumatori sulla qualità dei prodotti sudamericani. L’accordo, al riguardo, riafferma che resta in vigore il “principio precauzionale”, garantendo inoltre a entrambe le parti la possibilità di adottare misure per proteggere la salute umana, animale e vegetale, inclusi i casi in cui le conclusioni scientifiche non sono ancora definitive. L'accordo quindi, deve rispettare le rigorose discipline SPS che proteggono i consumatori dell'UE (sicurezza alimentare, salute degli animali e salute delle piante) e tutte le norme applicate dall'UE quando importa prodotti agricoli o della pesca. Le norme europee non saranno in alcun modo attenuate dall'accordo con il Mercosur. Gli standard SPS dell'UE sono e rimarranno non negoziabili.


2.2 Servizi di telecomunicazione, finanziari ed e-commerce

L'accordo offrirà un trattamento migliore ai consumatori e le imprese dell'UE potranno accedere a mercati in rapida espansione e dinamici nei servizi nei paesi del Mercosur, che ad oggi si attesta sui 20 miliardi di euro di esportazioni dell'Unione e che sarà destinato ad aumentare. L'accordo eliminerà ostacoli discriminatori e offrirà nuove opportunità di investimento attraverso la creazione di servizi e settori manifatturieri. Garantirà parità di condizioni tra i fornitori di servizi dell'Unione e i loro concorrenti nel Mercosur. Per quanto riguarda le telecomunicazioni, le disposizioni si concentrano sulla creazione di condizioni di parità per i fornitori di servizi di telecomunicazione, in particolare mediante disposizioni che disciplinano la regolamentazione del settore quali concessione di licenze, gestione di scarse risorse o obblighi di servizio universale, nonché disposizioni che vietano pratiche anticoncorrenziali. Esiste anche una serie di disposizioni orientate al consumatore, come quelle relative al roaming mobile o alla riservatezza delle comunicazioni. Sui servizi finanziari, l'accordo contiene definizioni specifiche, eccezioni e discipline su nuovi servizi finanziari, riconoscimento, organizzazioni di autoregolamentazione, sistemi di pagamento e compensazione e trasparenza. Per quanto riguarda l'e-commerce, le regole mirano a rimuovere gli ostacoli ingiustificati all'e-commerce, offrono alle aziende certezza giuridica e garantiscono un ambiente online sicuro per i consumatori.


2.3 Appalti pubblici

In questo punto i risultati possono essere considerati molto soddisfacenti per l’Unione, in quanto l'accordo consente alle aziende europee di accedere a un mercato che il Mercosur deve ancora aprire a qualsiasi altro partner estero e che solo recentemente ha iniziato a liberalizzarsi internamente. L'accordo renderà più facile per le imprese europee fare offerte e aggiudicarsi contratti governativi evitando la discriminazione nei confronti dei fornitori europei e rendendo i processi di gara più trasparenti ed equi. Per questo motivo, i paesi del Mercosur si sono inoltre impegnati a collaborare con le loro amministrazioni ad ogni livello, sia statale, provinciale o comunale, per consentire alle imprese dell'Unione di presentare offerte per contratti a questi livelli. L'obiettivo è concludere questo processo al massimo entro i due anni dopo l'entrata in vigore dell'accordo.


2.4 Indicazioni geografiche

In linea con altri accordi, il risultato ambizioso sulle indicazioni geografiche (IG) migliorerà sensibilmente la situazione nel Mercosur per i produttori dell'UE di prodotti alimentari distintivi. 355 marchi europei di prodotti alimentari fra cui Tiroler Speck (Austria), Fromage de Herve (Belgio), Münchener Bier (Germania), Comté (Francia), Prosciutto di Parma (Italia), Polska Wódka (Polonia), Queijo S. Jorge (Portogallo), Tokaji (Ungheria) e Jabugo (Spagna) saranno protetti nel Mercosur a un livello paragonabile a quello dell'UE. Ciò significa che l'uso di un termine IG per prodotti IG non originali sarà vietato ed espressioni come "tipo", "stile", "imitazione" o simili non saranno consentite. Inoltre, l'accordo garantisce protezione dall'uso ingannevole di simboli, bandiere o immagini che suggeriscono un'origine geografica "falsa". Inoltre, la protezione delle IG è stata rafforzata dalla possibilità di sostenere i diritti delle indicazioni geografiche attraverso l'applicazione amministrativa, comprese le misure dei funzionari doganali alla frontiera, oltre all'azione giudiziaria. Da parte sua, l'UE proteggerà 220 IG provenienti dalla zona Mercosur. In alcuni casi, sono stati concessi periodi transitori ai produttori locali per cessare l'uso del nome entro un certo numero di anni, mentre i marchi precedenti coesisteranno con le IG protette. Esiste un numero molto limitato di eccezioni, che in base al c.d. principio di "grandfathering", permette a una serie di produttori pre-identificati, i quali avevano già commerciano prodotti con questi nomi sul mercato interessato, di continuare per un certo numero di anni da stabilire. Tali società possono continuare a utilizzare il nome soggetto ai requisiti di etichettatura. Questa soluzione protegge la posizione di mercato dei produttori dell'UE distinguendo chiaramente tali prodotti dai prodotti IG genuini dell'UE. Sulla base del principio delle "liste aperte", l'accordo consentirà di aggiungere nuovi elenchi di IG, sia dell'UE che del Mercosur, dopo l'entrata in vigore degli elenchi.

In occasione del recente G20 ad Osaka si è raggiunto un primo accordo tra l’UE e il MERCOSUR. Ruolo di intermediatore fra le istanze europee e sudamericani è stato ricoperto dal presidente argentino Macri.

3. Reazioni comunitarie e protezione del Made in Italy

Le prossime tappe per una definitiva conclusione prevedono che il testo concordato debba essere revisionato per giungere alla versione finale dell'accordo di associazione e rendere effettivi i suoi aspetti commerciali. La Commissione provvederà successivamente a sottoporre l'accordo di associazione all'approvazione degli Stati membri dell'UE e del Parlamento europeo. Al riguardo, Parigi ha dichiarato [5] che senza maggiori garanzie sui beni agricoli la Francia non appoggerà l'accordo. Nel dettaglio, il governo si rivolge al presidente brasiliano #Bolsonaro riguardo sue posizioni sui temi della deforestazione e l’uso di pesticidi. Dal punto di vista ambientale, l'accordo cerca di promuovere standard elevati e testimonia l'impegno dell'Unione europea e del Mercosur a dare attuazione all'accordo di Parigi sui cambiamenti climatici. Sulla materia è stato dedicato un capitolo allo sviluppo sostenibile che comprenderà aspetti quali la gestione sostenibile e la conservazione delle foreste, il rispetto dei diritti del lavoro e la promozione della condotta responsabile delle imprese, incluse eventuali preoccupazioni in materia ambientale, sociale o di diritti umani. È previsto l'istituzione di un nuovo forum per la stretta collaborazione e un approccio più sostenibile all'agricoltura e per affrontare il tema dei diritti delle comunità indigene, recentemente punto dolente del governo di #Bolsonaro, considerato come parte integrante del dialogo politico nel quadro dell'accordo di associazione. Ulteriori preoccupazioni per il settore agricolo europeo, sono state promosse da Austria, Belgio, Ungheria, Irlanda, Lituania, Lussemburgo, Polonia, Romania, Slovacchia, Slovenia, che insieme alla #Francia, hanno presentato una lettera [6] alla Commissione per stabilire un livello adeguato di contingenti tariffari in modo da aiutare a determinare quali settori possono essere maggiormente colpiti. Diverse critiche non sono mancate anche da parte di Roma. Le maggiori preoccupazioni infatti, come riportate dal ministro dell’agricoltura Centinaio, riguarderebbe soprattutto la tutela delle eccellenze alimentari italiane (DOP e IGP) non ritenute abbastanza tutelate, come ad esempio invece sono state maggiormente salvaguardante nello JEFTA (accordo #UE#Giappone). Settore che invece potrà beneficiare a pieno dall’apertura dei mercati sarà sicuramente quello della moda. Secondo il presidente del comitato promozione e internazionalizzazione del Sistema Moda Italia (SMI) Stefano Festa Marzotto [7], la revisione della politica daziaria in questo settore non potrà che dare un grosso slancio alle esportazioni, specialmente nel mercato brasiliano tra i più attenti alla moda italiana, che può contare su un mercato di 200 milioni di persone ed un consumo annuo di quasi 2 miliardi di articoli di abbigliamento.



1 Vertice UE/America latina (Madrid, 17/18 maggio 2002) (https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:52002IP0273&from=CS)

2 Report of the 38th round of negotiations of the Trade Part of the Association Agreement between the European Union and Mercosur, Buenos Aires, 11-15 Marzo 2019. (http://trade.ec.europa.eu/doclib/docs/2019/april/tradoc_157837.pdf)

3 New EU-Mercosur trade agreement. The agreement in principle, Bruxelles, 1° Luglio 2019 (http://trade.ec.europa.eu/doclib/docs/2019/june/tradoc_157964.pdf). Tale testo ancora non

4 Intendendo il peso della carne non disossata, nonché, quello della carne disossata convertito in peso non disossato mediante applicazione di un coefficiente

5 Dichiarazione del portavoce del governo francese Sibeth Ndiaye al giornale Le Point (https://www.lepoint.fr/politique/ratification-de-l-accord-ue-mercosur-paris-met-la-pression-sur-brasilia-02-07-2019-2322263_20.php)

6 Lettera della delegazione europea alla Commissione (http://www.politico.eu/wp-content/uploads/2017/09/EU-countries-Mercosur-letter.pdf?utm_source=POLITICO.EU&utm_campaign=1ef0767e08-EMAIL_CAMPAIGN_2017_09_27&utm_medium=email&utm_term=0_10959edeb5-1ef0767e08-189988585)

7 intervista per Fashion Network (https://it.fashionnetwork.com/news/UE-Mercosur-ok-all-accordo-di-libero-scambio-esulta-la-moda-italiana,1116201.html#.XR3TwugzY2w)

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